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Machu Picchu

Post n°125 pubblicato il 30 Marzo 2008 da moona42
 
Tag: viaggi
Foto di moona42

Alle 5 del mattino prendiamo l'autobus che ci porta fino a Machu Picchu, il sito archeologico fa parte del Patrimonio dell'umanità stilato dall'Unesco. Un gruppetto di noi si è alzato prima per salire a piedi, ma alla fermata d’autobus siamo tra i primi a fare la fila che aumenta sempre di più. Non c’è ragione di preoccuparsi, ci sono tantissimi pulman e c’è spazio per tutti. Riusciamo a prendere il secondo pulman ed alle sei meno cinque, quando i cancelli si aprono, noi siamo lì ed entriamo, raccordandoci con chi è salito a piedi.
La felicità e l’emozione sono sui nostri volti: i contrattempi di questo viaggio ci avevano quasi fatto perdere la speranza di poter vedere il sito che da solo merita questo viaggio! Attendiamo che l'alba "accenda" le rovine. La vista a quest'ora è incredibile, non c'è ancora molta gente, il sole sta nascendo e piano piano i suoi raggi illuminano le vestigia della città sacra inca meglio conservata. È un'emozione molto forte. La guida attende paziente che lo stupore che ci ha colto lasci il posto all'attenzione per le sue parole. Inizia poi la descrizione delle varie parti di Machu Picchu.
La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell' ultima capitale Inca. Nella piazza sacra ci sono lama ed alpaca tenuti lì volutamente per contribuire alla pulizia del sito per impedire che la giungla lo inghiotta. Lo spettacolo del Hawyna Picchu, la montagna giovane, è davvero scenografico. Senza fiato ci lasciano il Tempio del Sole, l’Osservatorio astronomico, le finestre trapezoidali, le case a due piani. Purtroppo non riusciamo a salire all’Hawyna Picchu perché sono consentiti solo 400 ingressi al giorno; restiamo molto delusi, ma la nostra guida ci assicura che si tratta di una nuova disposizione. Restiamo in dubbio se crederle o no e possiamo solo appurare che è stata quantomeno superficiale, data la nostra espressa richiesta di visitare la montagna giovane per prima.
A mezzogiorno il sole cocente ci costringe a fare una pausa cafè al bar del sito. Ci rinfreschiamo, commentiamo l’incredibile esperienza per poi riprendere in ordine sciolto la visita. Nel pomeriggio visitiamo il Ponte del Inca ed iniziamo il cammino verso la Puerta del Sol, ma a metà strada ci fermiamo: il sole sembra davvero bruciare i corpi, siamo a 2700 metri, e la vista di un’infinita serie di gradoni altissimi e salite con ripidi tornanti ci scoraggia. Decidiamo di riposare all’ombra e ci ritroviamo con altri partecipanti. Dopo la meritata sosta riprendiamo la passeggiata che ci vede osservare il tramonto e prendere l’ultimo pulman.
Ritroviamo tutti i componenti del gruppo a cena ed alle venti e trenta riprendiamo il treno per Ollantaytambo.

 
 
 
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