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« santa caterinasartiglia »

storia e tradizioni

Post n°5 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da bumpy2002

A 60 km da Oristano, adagiato sul versante nord del Montiferru e circondato da oliveti, frutteti e boschi, si trova un centro al quale la natura non ha mancato di dispensare bellezze naturali di ogni genere. Il territorio di Cuglieri offre ai turisti montagne con boschi di leccio e corbezzolo, colline e fiumi, spiagge di sabbia fina o con massicce ed alte scogliere. S. Caterina di Pittinurri, Torre del Pozzo e S'Archittu con il suo bellissimo arco naturale di roccia calcarea che pare un monumento, sono solo alcune di esse. La prima è facilmente riconoscibile grazie alla presenza delle due torri spagnole che la delimitano. Non mancano servizi come bar, ristoranti, hotels.
Le coste sono bellissime ma con rilievi e panorami completamente differenti. A nord alte e scure rocce vulcaniche costituiscono le scogliere di Capo Nieddu, e Torre Foghe, dove si insinua una caletta solitaria formata dalla foce del Riu Mannu. A sud le scogliere sono invece di roccia calcarea chiarissima. La costa propone parecchie insenature, piccole baie e spiagge più grandi.
A Cuglieri la montagna più interessante è senza dubbio il massiccio del Monte Ferru; di origine vulcanica. Costituito da basalto e trachite, le sue cime raggiungono e talvolta superano i 1000 m., la vegetazione prevalente è quella boschiva di leccio. I punti più alti sono costituiti dalla vetta di Monte Urtigu, 1050 m. e dal monte Entu che raggiunge i 1024 m.
Discendendo verso il paese si può notare anche un piccolo cono vulcanico al centro di un antico cratere spento, conosciuto come Punta Badde Urbana. Il Monte Ferru è facilmente raggiungibile percorrendo la strada da Cuglieri a Santu Lussurgiu, presso la località chiamata La Madonnina.
Qui la storia ha lasciato evidenti tracce: antiche chiese e castelli, nuraghi e la città di Cornus- Columbaris.
Conosciutissima è la Basilica della Madonna della Neve, da dove si può ammirare una spettacolare vista sino al mare. Fatta erigere nel XVII secolo per rimediare al crollo di quella precedente del 1200, la chiesa è in stile neoclassico con arredi barocchi. All'interno si trova la preziosa statua di pietra della Madonna risalente al XV sec.
Un’altra attrattiva di Cuglieri, lungo la strada che porta a Macomer, è il castello di Montiferru, , Se ne vedono i ruderi sopra una collina di basalto, chiamata la Rocca di Casteddu Ezu: si tratta di alcuni tratti delle mura, torri, e cisterne. Il castello fu fatto edificare nei primi anni del XIII secolo dal fratello del Giudice Barisone di Torres, successivamente passò ai Malaspina, ai Giudici di Arborea, e agli Aragonesi.
Resti archeologici interessanti sono quelli del complesso ipogeo di Serrugiu di età neolitica, e le rovine della città punico-romana di Cornus presso Santa Caterina di Pittinuri.
Cornus fu, come Tharros, inizialmente città punica e in seguito romana. Nel 211 a.C. fu sede di una storica battaglia dei Sardo-punici contro i Romani. I sardi indigeni avevano come capo Amsicora e suo figlio Josto. L’esito fu fatale per entrambi: il primo per non finire prigioniero si fece uccidere e il secondo morì in battaglia.
Nel IV secolo d.C. Cornus mutò il suo nome in Columbaris, divenendo un importante centro religioso cristiano. È qui che si trova la più antica chiesa della Sardegna: una basilica del IV secolo a tre navate, con un un'abside che al centro contiene una fonte battesimale. Accanto a si trovano i resti di altri edifici religiosi e di una necropoli paleocristiana.
Partendo da Cagliari si può raggiungere Cornus, prendendo la s.s. 131 e al km. 99,700 svoltando per Oristano. Percorsi circa cinque km si va sulla s.s. 292 per Nurachi, sino a Santa Caterina di Pittinurri. Prima di giungere a Cuglieri, al. 25° km si incontra un cartello dov’è indicata la deviazione per Cornus – Columbaris. La stradina va percorsa per circa un chilometro sino a raggiungere una piazzola dove si parcheggia l’auto: sul lato sinistro si prende un viottolo che porta al sito archeologico.

 
 
 
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Un blog di: bumpy2002
Data di creazione: 16/02/2009
 

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FIORE DE SARDIGNA

LIzu de monte, preziosu frore,

drucche comente una samaritana,

accheradi  o bella a sa ventana,

reina de su eranu e de s'amore.

Virgine sarda, fiza'e su nuraghe,

cando moves donosa a sa funtana,

resuscitas un'epoca lontana,

profumada de ispigas de paghe.

 

LENTOS BOLOS

Parene fogos mannos,istasidos,

custos tramuntos longos de attunzu:

rampos troppu a traddu froridos,

cando su coro si lassat andare

a lentos bolos carrigos de ammentos.

Sunu 'olos chi andan cun sos bentos,

ninnade,abbellu,sa malinconia,

dae sas serras a sa marina.

E s'anima s'intregat a s'olvidu,

in cust'oru de Santa Caterina 

 
 

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