la mia terra... |
PENSIERO DA UN'AMICA
vorrei...vorrei... vorrei... vorrei sulle onde del mare... adagiare le mie stanche membra....e rintemprar corpo e anima...rigenerare la mia linfa vitale...spesso stanca e consunta dai mille problemi del quotidiano...la vita è dura... e i sogni... sempre... sempre piu lontani....
Lu.
SINGHIOZZO
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Su Palatu
Post n°14 pubblicato il 25 Febbraio 2009 da bumpy2002
A nord ovest di Sa Sedda 'e Càvara, nel Monte Conca Mele, su di un pianoro posto a 318 m slm e distante in linea d'aria dalla costa circa tre chilometri e mezzo, si trovano i ruderi di una misteriosa costruzione chiamata "Su Palatu".
A Tresnuraghes, ai piedi del colle di San Marco ed in prossimità del corso del rio Mannu, in una valle ammantata d'asfodelo si levano imponenti rovine d'un edifìcio chiamato "Sa Frabbica", una cartiera che, per non essere mai entrata in attività, parrebbe, quasi, essere stata antesignana del destino funesto che le fabbriche hanno avuto nell'Isola. Progettata in attuazione di leggi emanate durante il soggiorno in Sardegna della famiglia Savoia e tese a creare condizioni di benessere economico con l'incremento di lavori pubblici ed attività industriali, cominciò ad essere costruita intorno al 1809. Nella scelta del sito dovette essere di certo determinante, oltre la vicinanza al corso d'acqua, anche quella al mare da cui si sarebbe dovuta imbarcare la produzione e, se è vero che al funzionamento della fabbrica avrebbero dovuto attendere anche degli ergastolani sotto la vigilanza di un distaccamento di miliziani, venne tenuta nel debito conto l'opportunità di una pesante attività di pena in un "penitenziario" quanto mai sicuro, considerato l'isolamento del luogo. L'edifìcio venne eretto, su pianta rettangolare, con ambienti al piano terra e su due piani sopraelevati. L'unico ambiente che si conserva intatto è, al piano terreno, una galleria con volta a botte che attraversa il manufatto nel senso della lunghezza (circa 40 m) e in cui si affacciano, su di un fianco, altri ambienti cui è difficile accedere a causa dei crolli. All'ingresso principale, che fronteggia il corso del rio Mannu, è contigua una sala in cui restano in piedi dei pilastri che sostenevano la volta, verosimilmente a crociera. Dell'elevato rimangono solamente i muri perimetrali con l'apertura delle fìnestre in due ordini sovrapposti. Risulta che le prove di produzione che vi vennero fatte, utilizzando anche una pianta locale, la palma nana, diedero una qualità scadente di carta; questa difficoltà iniziale, cui si unirono quelle connesse all'approdo di imbarcazioni di stazza elevata presso la foce del rio Mannu e quelle, pare, relative a divergenze createsi fra chi era interessato all'affare, fecero sì che, dopo aver inutilmente ricercato un'altra destinazione d'uso per lo stabile, finisse col prevalere la considerazione che sarebbe stato di minor danno per l'erario, come spiega Vittorio Angius, "se si dessero siccome perdute le somme già dissipate, che se si volesse continuare in una impresa mal pensata e peggio diretta". |
INFO
FIORE DE SARDIGNA
LIzu de monte, preziosu frore,
drucche comente una samaritana,
accheradi o bella a sa ventana,
reina de su eranu e de s'amore.
Virgine sarda, fiza'e su nuraghe,
cando moves donosa a sa funtana,
resuscitas un'epoca lontana,
profumada de ispigas de paghe.
LENTOS BOLOS
Parene fogos mannos,istasidos,
custos tramuntos longos de attunzu:
rampos troppu a traddu froridos,
cando su coro si lassat andare
a lentos bolos carrigos de ammentos.
Sunu 'olos chi andan cun sos bentos,
ninnade,abbellu,sa malinconia,
dae sas serras a sa marina.
E s'anima s'intregat a s'olvidu,
in cust'oru de Santa Caterina


Inviato da: lunaticanotte0
il 05/11/2014 alle 17:28
Inviato da: lucia1958
il 20/09/2014 alle 22:02
Inviato da: fatinamatta682
il 06/02/2013 alle 00:58
Inviato da: fatinamatta682
il 06/02/2013 alle 00:44
Inviato da: bumpy2002
il 30/10/2012 alle 19:47