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s'archittu

Post n°68 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da bumpy2002

Le origini

La baia di S’archittu ha avuto un ruolo strategico fin dalle epoche storiche più remote: proprio all’Arco, infatti, era situato in antichità il Coracodes Limen, il porto della vicina città sardo-punica, poi paleocristiana, di Cornus.

 
Le vicende della città di Cornus sono narrate da Tito Livio (59 a.C., 17 d.C.), che nel suo Ab Urbe condita (libro XXIII, cap. VI, 40) descrive la battaglia ivi svoltasi nel 215 a.C. tra il comandante dei Sardi Pelliti Ampsicora e l’esercito romano guidato da Tito Manlio Torquato, che portò alla definitiva conquista della Sardegna da parte di Roma. Livio, che definisce Cornus come 'Caput eius regionis', rendendo l’idea dell’importanza della città in quell’epoca, non parla però esplicitamente del suo porto.

Risale al secondo secolo dopo Cristo la prima, e più importante, testimonianza dell’esistenza del porto di Cornus. Ne parla infatti il celebre geografo-astronomo egiziano Claudio Tolomeo (Circa 100 d.C.- circa 178 d.C.), nella sua Geographia (libro III, capitolo III), in cui cataloga le località più importanti conosciute al suo tempo. Tra queste, in Sardegna, situa la città di Cornus e il suo porto, che chiama Korakwdhs Limhn, Coracodes Limen (latinizzato, Coracodes Portus).

A noi non sono giunte le carte geografiche disegnate da Tolomeo; egli ha però fornito le coordinate esatte (secondo un reticolo da lui ideato) di tutti i luoghi che cita, per cui è possibile oggi ricostruire le sue mappe. Già il Lamarmora si era cimentato con successo in tale lavoro; oggi, una ricostruzione accurata dell’intera cartografia tolemaica è presente nel sito internet dell’Università del Kansas.
In ogni caso, secondo le coordinate tolemaiche, il Coracodes Portus (30*20, 37°35) si trova a sud-ovest di Cornus (30*30, 37°45), molto vicino alla città. La posizione, quindi, potrebbe essere proprio quella di S’Archittu, con un’ottima approssimazione, tenuto anche conto delle distorsioni tipiche delle carte geografiche antiche.

Nel corso degli ultimi secoli si è sempre discusso sulla localizzazione esatta del Coracodes Portus, facendo oscillare la sua identificazione tra Alghero e Capo Mannu. Questa incertezza era dovuta soprattutto al fatto che per molti secoli non si era individuata neanche la posizione della città di Cornus, le cui tracce, sepolte dal colle di Corchinas, erano pressoché invisibili.


Il primo studioso a situare Cornus nella posizione in cui realmente si trova fu, nel sedicesimo secolo, Giovanni Francesco Fara (1543-1591), nell’opera In Sardiniae Chorographiam, nella quale localizza esplicitamente il Coracodes Portus a S’Archittu.
Riportiamo qui il passo in questione dello studioso sardo, particolarmente interessante in quanto rappresenta la prima attestazione storica (per la precisione, siamo intorno al 1585) dei nomi di Torre del Pozzo e di S’Archittu:

«Occidentalis lateris descriptio et misura litoralis. (...) 1 m. pass. Ad stationem Putei ubi est turris speculatoria ; 2 m. pass. Ad Architum, portum Coracodes a Ptolemaeo dictum, cui vicina iacet prostrata urbs antiqua Cornu a Livio, Ptolemaeo et Antonino Pio memorata».

Traduzione: «Descrizione della costa occidentale e misurazione del litorale. (...) un miglio a Stationem Putei [Torre del pozzo], ove si trova una torre di avvistamento; due miglia ad Architum [S’Archittu], noto a Tolomeo come Porto Coracodes: nelle vicinanze giace distrutta Cornus, antica città menzionata da Livio, Tolomeo ed Antonino Pio».

Come si vede, l’identificazione Coracodes Portus - S’Archittu rappresenta per il Fara una certezza. Tuttavia, anche nei secoli successivi alla stesura dell’In Sardiniae Chorographiam, si sono avuti studiosi che situavano tale porto in luoghi diversi. Questo anche perché l’opera del Fara è rimasta un manoscritto fino al 1835, anno della sua prima pubblicazione.

 

 
 
 
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Un blog di: bumpy2002
Data di creazione: 16/02/2009
 

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FIORE DE SARDIGNA

LIzu de monte, preziosu frore,

drucche comente una samaritana,

accheradi  o bella a sa ventana,

reina de su eranu e de s'amore.

Virgine sarda, fiza'e su nuraghe,

cando moves donosa a sa funtana,

resuscitas un'epoca lontana,

profumada de ispigas de paghe.

 

LENTOS BOLOS

Parene fogos mannos,istasidos,

custos tramuntos longos de attunzu:

rampos troppu a traddu froridos,

cando su coro si lassat andare

a lentos bolos carrigos de ammentos.

Sunu 'olos chi andan cun sos bentos,

ninnade,abbellu,sa malinconia,

dae sas serras a sa marina.

E s'anima s'intregat a s'olvidu,

in cust'oru de Santa Caterina 

 
 

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