
Ma. Ho detto: ma. Emme, a. Forse non s’è capito. Ridico: ma! Col punto esclamativo gigantesco. Giulia guarda fissa il suo poster preferito, e non recepisce. Seduta sul tappeto a gambe incrociate, osserva, sulla parete di fronte, le ballerine di Degas. Immobili. Quando Giulia vede le ballerine danzare, non vuole essere disturbata. Per farle danzare, occorre moltissima concentrazione. Voglio provare anch’io. Mi siedo per terra, al fianco di Giulia. Inspiro ed espiro fino in fondo, due o tre volte. Mi strizzo gli occhi. Individuo un punto fisso: il nastrino che stringe il polpaccio di una graziosa ragazzina in tutù, chinata sul palcoscenico dell’Impressionismo. Aspetto di sentire una musica dolce. Aspetto che il poster si trasformi in una finestra. Aspetto che il nastrino ondeggi. Silenzio. Vedo un pezzo di carta appeso alla parete. Il quadro di Degas mi sembra bellissimo. Però, però… Non mi commuove.
- Ma.
- …
- Ho detto: ma.
- …
- Emme, a.
- …
- Ma!
- Sss
- Non ci riesco. E’ difficile.
- Silenzio!
- Tu, per entrare in trance, che punto del poster osservi?Osservi un punto?
- Gli occhi non servono.
- Con gli occhi chiusi, il poster non si vede.
- Non serve neppure il poster.
- Allora che serve?
- Sss
- Che serve?
- …
Inviato da: stradeperdute2
il 03/03/2010 alle 18:21
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il 14/07/2008 alle 15:03
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il 26/05/2008 alle 17:13
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il 22/05/2008 alle 14:26