
Arnaldo Pica rimpiange l’Impero Romano, quando i nostri centurioni esportavano nel mondo la civiltà latina. Dopo l’età classica, i secoli bui ci hanno offuscato la mente. Soprattutto, per Arnaldo, si è smarrito il valore sistemico, la visione d’insieme, la struttura portante. Non basta una bella cultura, per istituire una civiltà. A suo modo, la cultura era bella anche nel Medioevo. Le basiliche paleocristiane, le corazze lucenti, san Francesco e Dante Alighieri. Non basta neppure la religione. Occorre un principio d’ordine che governi le relazioni tra gli individui con un’unica legge. Il principio d’ordine dei Romani era la Res Publica. Il nostro principio d’ordine adesso qual è? Non esiste. Perché, alla fine del Medioevo, l’umanità è giunta alla conclusione che il creato fu fatto a misura d’uomo. Poi il Sessantotto ha approfondito l’argomento. Non a misura d’uomo, ma a misura degli uomini, che sono tanti, tutti uguali, e ognuno ha il diritto di ragionare con la propria testa e credere in quel che gli pare. Ciascuno possiede un proprio principio d’ordine, comprensibile e legittimo. Sei miliardi di uomini, sei miliardi di principi d’ordine. E nessuna civiltà.
Mi sembra un discorso confuso. Evito tuttavia di replicare perché discutere di storia con Arnaldo Pica è un piacere che non gli voglio concedere. Farebbe presto ad umiliarmi con date e nomi e circostanze che non conosco, mentre lui, invece, ha studiato il greco e il latino. Comunque, replicare neppure mi interessa. L’impero Romano è caduto millecinquecento anni fa. Possiamo serenamente non discuterne più. Io, del resto, a Romolo e Remo, Cesare e Pompeo, Marcantonio e Ottaviano, ho sempre preferito Asterix.
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il 03/03/2010 alle 18:21
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il 14/07/2008 alle 15:03
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