ass. casello13

associazione culturale

 

SALENTIMA

SalentIMA è una campagna sul pronto intervento cardiologico, si concentra in primo luogo nel riconoscere precocemente i sintomi dell’infarto; in secondo luogo la chiamata del 118, così da avere diagnosi e terapia fin dal primo istante.

Chiamare il 118, infatti, significa essere soccorsi adeguatamente e con celerità. Questo servizio è collegato con tutte le strutture provinciali sanitarie.

Questa campagna di educazione è rivolta ai cittadini, partita con le nostre associazioni intende non fare a meno delle importanti realtà quali le associazioni di volontariato, le scuole, l’università etc.

Abbiamo prodotto questa prima brochure informativa che è già in diffusione nei Comuni del basso Salento, fino ai confini di Brindisi e Taranto.

Abbiamo istituito un coordinamento a Lecce e siamo in rete con tutte le associazioni che operano nella Sanità.

L’iniziativa gode dell’appoggio della la Regione Puglia, la Provincia di Lecce e la  AUSL Lecce,.

del Comune di Novoli, Trepuzzi,, Squinzano, Zollino

Coordinamento Associazioni

Pino Sansò, Ambra Biscuso

Info:3394145883/3395607242 -

Mail:casello13@hotmail.it/http://blog.libero.it/SalentIma/

 

IL VISSUTO NELLE IMMAGINI

“Il vissuto nelle immagini” 

1/8 Marzo 2007

Ex Convento dei Teatini  -C.so Vittorio Emanuele- Lecce

Valentina Conoci, Andrea Laudisa, Simon Palma, Francesca Speranza

  Un viaggio di carta fatto di scatti: Donne vestite di ricordi, a volte intrappolate nel colore del silenzio, e luoghi segnati dal tempo                                                                                                               

 

ARTE IN CONVENTO

“Arte in Convento”- Chiesa di Santa Chiara- Copertino di Lecce                  L’iniziativa “Arte in Convento” dell’associazione Casello Tredici, patrocinata dal Comune di Copertino, si svolge nella magnifica scenografia della Chiesa di Santa Chiara ( ex Convento delle Clarisse), dal 19 luglio al 24 settembre 2006.“Arte in convento” mira al recupero del rapporto tra committenza e arte, divenuta necessaria vista la modificazione dell’architettura, in particolare quella ecclesiastica, oggi, come ieri, pensata e progettata in modo da essere collocata in un contesto urbano contemporaneo. Per questa prima iniziativa abbiamo pensato ad artisti che si accostano a questa progettualità producendo opere d’arte che pur mantenendo il carattere della sacralità hanno un occhio attento e calato nel contemporaneo. Si passeranno il testimone: Gix, Maurizio Martina, Raffaele Vacca, Franco Contini per quanto concerne le arti visive. Come si auspicava in corso d’opera si sono unite altre sensibilità artistiche e creative tanto che la Chiesa di Santa Chiara è diventato un contenitore di memoria visiva e/o poetica, con presentazione di libri, blitz di poesia, happening artistica e teatrale, dis_velando luoghi che storicamente erano celati alla vista.  Hanno aderito all’iniziativa, tra gli altri: Antonio Tarsi, con il suo film “Giuseppe Desa”, Elio Scarciglia con il documentario “I colori del Salento”, l’attore Ivan Raganato, i musicisti Checco Leo e Antonio Franco, Patrizia Sambati, la soprano Ju Hae- Min gli scrittori e poeti: Giuse Alemanno, Vincenzo Ampolo, Marilena Cataldini, Antonio Errico, Rosanna Gesualdo, Giovanni Greco, Maria Grazia Martina, Alberto Mori, Fernando Nestola, Maria Pia Romano, Mirosa Sambati, la compagnia degli artisti di strada di Palermo Verdeska. “Arte in convento” aderisce al progetto MUKULA: dona la Luce per avere un Sorriso. Idee con l’Africa.

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

I MIEI BLOG AMICI

Citazioni nei Blog Amici: 4
 

ULTIME VISITE AL BLOG

bicinaturaettorguareschiilderosa_laudisasexydamilleeunanotteangelo.chilealidipandorap.degiorgitassigiacomodaniela.denicolitondo_antoniototicchiusdavyx2pietromarcelligrabry88pinosap
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Tutti gli utenti registrati possono pubblicare messaggi e commenti in questo Blog.
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« 3/8 Settembre11 settembre »

10 settembre

Post n°23 pubblicato il 17 Marzo 2007 da casello13
 
Foto di casello13

 

ASSOCIAZIONE CASELLO TREDICI

SUI BINARI DELLA CULTURA

con il Patrocinio del Comune di Copertino

“Arte in Convento”

19 giugno 23 settembre 2006

Chiesa di santa Chiara(ex Convento delle Clarisse)

Via Margherita di Savoia

Copertino di Lecce

8- 10 settembre

Continua l’iniziativa “Arte in Convento” dell’associazione Casello Tredici, con il patrocinio del Comune di Copertino, nella magnifica scenografia della Chiesa di Santa Chiara ( ex Convento delle Clarisse), iniziata il 19 luglio e che si concluderà 24 settembre 2006, con nuovi appuntamenti

8 settembre- ore 20,30- parliamo di teatro: “Esplorazioni sulle religioni”- performance di poesia e preghiera di Ivan Raganato- accompagnamento musicale di Antonio Franco

10 settembre 2006 – ore 20,00-  Performance: “Levitas Volat”- voci Ambra Biscuso, Rosanna Gesualdo

Ore 21.00 -mostra- Franco Contini “La leggerezza dentro” presenta Giacinto Leone

A disposizione il libro “Vita e miracoli di San Giuseppe di Copertino descritti da Giuseppe Ignazio Montanari. Ristampa anastatica dell’edizione originale del 1851”A cura di Luca Nolasco. Prefazione di Alessandro Laporta.- Lupo editore

Franco Contini nasce a Supersano (Le), nel 1954. Attualmente è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Il suo itinerario artistico inizia nel 1978 a Lecce nella galleria Maccagnani, per poi spostarsi nel resto d’Italia, Svizzera, Germania, Francia, Stati Uniti.

Citeremo solo alcune delle innumerevoli mostre cui ha partecipato:1980 personale presso l’Unione Banche Svizzere Aarau; Opere di permanenza, “Gallerie 6”, a cura di Dorly Zinniker, Aarau (Svizzera); Opere in Permanenza, “Galleria alten Zuchermuele”, a cura di J.P. Spielman, (Svizzera); l’82 a Urbino nella casa di Raffaello; 1987 “Aggettanza 3”, Galleria Nove Colonne”, a cura di D’Ars, Bologna; “Kunst und politiche”, a cura di Jochen Mueller, Dornberg-Kassel (Germania); “Modern Italiesk Konst”, Stoccolma (Svezia); 1992 “Il colore del silenzio”, a cura di D’Ars, Milano; “Intendendo far segni”, caffè Letterario Portnoy, a cura di Carole Boucher Milano; “Si prega di fare silenzio”, con testo critico di Gisela Sthal, Kassel (Germania);  “Era la notte.Tutto stava solo cominciando”, Galleria Spaziolimite, a cura di Emeric Jakab (Ancona); 1992 “ I Crocevia”, Arte presente e/o in transito nel Salento, Palazzo D’Elia, a cura di Anna Cirignola, con la collaborazione di Antonella Marino, Ilderosa Laudisa e Toti Carpentieri, Casarano (Le); “Bagaglio Culturale”, Studio D’Ars, a cura di Michele Caldarelli, Milano”Contini, Rege, Seccia”, Citifin a cura di Mario Martinelli, Treviso; “Bandiere, bandierine, stendardi, Stuo D’Ars, a cura di Michele Caldarelli, Milano; “Banners, Flags, Standards”, New York (U.S.A.); 1993 Biennale Mediterranea Graficamultipla”, villa Gemmato; a cura di Vittorio del Piano, Coordinamento internazionale di Pierre Restany, Grottaglie (Taranto); 1993 “Che rosso e il vino”, Coquetel, a cura di Carole Boucher, Milano; 1994 “Segni di-segni”, Citifin, testo di Flavio Orlando, Treviso; “Segni d’anima”, Roberts & Nicholson, Assago, Milano; “Segni di-segni, Citifin, testo di Ariel Bionda, Padova; 1995 “6 Italian Artist Compared”, Galleria Spagnolo San Diego (U.S.A) ); “Sinenomine”, Associazione culturale “Hyphos”, testo di Titti Pece, Lecce; “Chan-delle Verte”, La Patafisica a Milano, nel gruppo de I Ventilati, Studio d’Ars, Milano; “Arte Fiera”, d’Ars Agency, Bologna; “153° Esposizione Arti Figurative” Promotrice delle Belle Arti al Valentino, Torino; “Le Ali del Leone”,  testo di M. Caldarelli, Venezia, “Germinalia”, Galleria Solo Arte, testo di Elio Santarella, Milano;  “Nel Segno dell’Angelo Galleria Bianca Pilat Milano; “ I Colori della Danza“ Atelier Tersicore, Milano; Gallerie “Gallium”, Antibes (Francia).

Levitas volat

cucitura testi di san Giuseppe da Copertino, a cura di Ambra Biscuso, direttore artistico di Raggio Verde, Lecce-

luce rosa su uno degli attori, luce rossa sull’altro così che stia a significare l’alba ( sempre un  giorno nuovo per avvicinarsi a dio) rossa ( il tramonto di un giorno ma preludio di una nuova alba) il blu (rappresentazione del cielo).

Gli uomini col battere e macerare gli stracci vecchi, e lordi cavano carne bianchissima, nella quale imprimono lettere, e caratteri bellissimi.

Per egual forma Iddio di uomini poveri, e travagliati a forza di percosse, e di persecuzioni cava persone di bianchissima coscienza, a cui talvolta si raccomandano ancora i primi potentati del mondo, ecco perché gli uomini di gran fede sono simili ad un albero, il quale troncato, svelto, o reciso che sia sempre rimane qualche piccola radice atta a produrre nuovi virgulti:

ma per contrario quelli di poca fede sono simili ad un albero piccolo, che troncato, svelto, o reciso che sia una volta non pullula più. Quindi chi ha carità è ricco, e non lo sa: e chi non ha carità, ha una grande infelicità.

L’anima umile fa opere molto più meritorie, e molto più grate a Dio, che non fa anima non umile. E in ciò è simile ad un albero piccolo di aranci ricci, i quali danno frutti saporosi, che nò gli arbori di aranci grandi.

Ammalati, dunque, tribolati, perseguitati, fatevi animo Iddio provvederà.accendete la vostra devozione…

Per accendersi alla devozione convien fare quello che fa chi vuol accendere il fuoco. Prima si affatica a batter il focile, poi accatasta la legna, e fatto il fuoco, per conservarlo lo copre con al cenere. Così bisogna prima battere forte il focile della propria cognizione, e percuotere bene la prima pietra del cuore, acciò n’esca il fuoco della carità: poi sottoporre la legna di buone e sante operazioni, quindi accendere la fiamma. Per conservare poi il fuoco, conviene finalmente coprirlo con la cenere dell’umiltà, scordandosi affatto del passato, e riguardando solamente, e sempre il futuro.

Siccome un legno verde non si accende al primo soffio, ma si conviene seguitare a soffiare, e per il fumo che ne esce, bisogna ancora lacrimare finchè finalmente non si appicca il fuoco; nella medesima maniera conviene aspettare la grazia di Dio: soffiare cioè sospirare e seguitare a soffiare, domandare, e ridomandare, e importunare, perseverare e piangerci sopra, perché alla fine Sua Divina Maestà concede ogni cosa insieme; e quando meno lo aspetti, vedi la fiamma accesa, ed esaudite le tue preghiere.

Poi  quando si pela un uccello, le penne maggiori si levano facilmente; ma per levare le minori, e le più minute ci vuole la fiamma ed il fuoco; e così avviene delle persone spirituali: queste si liberano facilmente dai peccati più gravi, per liberarle dai difetti, può solo la fiamma, e il fuoco dell’amor di Dio.

 Ad esempio guerre, liti, pretensioni, persecuzioni e somiglianti travagli, di che facciamo sì gran caso nel mondo, che cosa sono poi sono? Non altro che ciò che sono le risse dei bambini: e però gran torto è degli uomini prendersene tanto.i casi sono due o sei oro, o sei ferro: se sei oro sei la tribolazione ti raffina, se sei ferro, la tribolazione ti arrugginisce.

 L’anima pura è difatti simile ad un vaso di cristallo netto e pulito pieno di acqua fresca, e limpida, che a tutti piace in tempo di arsura, e non si può dare cosa più gradita né più cara; ma se la mescoli una sola goccia di olio tutto si guasta, e dispiace.

Ecco perché l’anima senza macchia è più bella; ma se in lei entra un po’ di peccato, la fa dispiacente e mal veduta da Dio. Dio si conforma alle nostre opere, se noi siamo fedeli a lui, egli sarà fedele a noi; se grati Egli sarà grato; se contrarii, Egli sarà contrario; ed è come uno specchio, che guarda col medesimo occhio con cui è guardato. Se chi lo guarda è un uomo nero, lo specchio rappresenta un uomo nero: se è bianco, un uomo bianco: se malinconico, malinconico: se ride, lo specchio ancora ride con lui, e gli rende le medesime fattezze, che riceve.

Insomma Iddio dà a noi la regola, e la misura di quale dev’egli essere con noi. Tu a noi ti partecipi a misura che noi ci portiamo a te.

Gli uomini si affaticano assai per arrivare ai loro disegni; e se non vi giungono, sentono una gran pena. Oh quanto meglio lor saria avere quella pena per i propri peccati, ai quali non pensan mai, oppure di rado o alla sfuggita!

 Sapete chi mangia voracemente, e preso, spesso avviene, che il cibo fa nodo alla gola sì che va in caso di affogare: però gli si picchia un colpo alla schiena e a quella percossa egli rende il mal ingoiato boccone, ed esce dal pericolo. Così è di chi vuol troppo gustare di questo mondo, e ingozzarne di colpo le delizie, che poi una volta gli fan nodo, e ne va un punto di affogare; cotalchè resterebbe strozzato, se la pietosa mano di Dio non accorresse a dargli di una buona percossa con qualche grave infermità, od afflizione, per la quale debba rendere il mal gustato cibo.

 Sempre sia presente che chi semina spine, non vada scalzo. Per questo modo a forza di percosse Iddio lo riduce a santità, e trae fuor di pericolo. Nell’avversità meglio è con amore, e con isperanza lamentarne con dio, che con gli uomini …amore con amore si paga. L’amore e un uccello grave, e vuol posarsi o in Dio, o in se stesso, o nelle creature.

 

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: casello13
Data di creazione: 10/03/2007
 

APPUNTAMENTO

 

ATTENZIONEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Avete una bicicletta che non usate, che è rotta? Vi ingombra il garage? bene Casello13 viene a prendersela. Scrivete una mail a ass_casello13@libero.it, oppure chiamate 3663742858

 

APPUNTAMENTO

 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

TAG

 

SALVIAMO CASOLE

Agire subito, agire in fretta, in difesa del nostro patrimonio artistico.

Sottoscrizione in favore del Monastero Santa Maria di Casole di Copertino

A tutte Istituzioni preposte alla tutela dei beni artistici chiediamo che si operi “Subito” così che uno dei patrimoni artistici della terra Salentina resti testimonianza di arte e cultura.

Santa Maria di Casole: Il sito archeologico di Casole è a circa 3 chilometri dal centro abitato, sulla via per Galatina, in località Casole. E'annesso alla Chiesa di Santa Maria di Casole.. La prima parte del nome, ossia Casole, deriva dal latino casula (casetta). La seconda parte risale al 1864 e si riferisce alla popolazione italica dei Bruzi. L’Antico convento, già sito di un insediamento di rito bizantino, in zona Casole l’area è dichiarata di interesse archelogico zona difatti nei pressi del convento di Casole, si sono trovate  laure eremitiche, una necropoli con tombe ovali e rattangolari scavate nella roccia, , forse d'epoca messapica,  pozzi ed altri segni dell'antico insediamento di rito bizantino. Il monastero è circondato da una ridente campagna coltivata ad uliveti secolari I primi documenti che attestano l’esistenza di questo casale risalgono al 1274. Tuttavia, l’agglomerato rurale, distante dalla Cittadella circa tre miglia, era sorto prima dell’anno Mille ad opera dei monaci bizantini la cui presenza consentì lo sviluppo di un villaggio pressoché autonomo.Saccheggiato e distrutto sul finire dell’anno Mille, in epoca normanna divente un importante comprensorio feudale attraversato da un’asse viario che collegava i centri a nord della Cittadella con l’antica Neretum. Distrutto successivamente in seguito alle persecuzioni iconoclaste, si ripopolò agli inizi del ‘500 e i pochi abitatori si raccolsero intorno al monastero di S. Maria di Casole. A partire dal XVI secolo la località fu infeudata ai Morelli, nobile dinastia giunta a Copertino al seguito dei Castriota. I Morelli ne detennero il possesso fino all’abolizione della feudalità. Fu ricostruito dai Francescani della Regolare Osservanza nell'anno 1513. I frati giunsero a Copertino per volontà del conte Giovanni Castriota. In quegli anni iniziarono a costruitre il convento e a rimodernare la vecchia chiesa, già appartenuta ai monaci basiliani. Nel Settecento il convento passa ai frati Minori Osservanti. Nel 1812 viene chiuso definitivamente al culto, per ordine dell'Intendente di Terra d'Otranto. In questo periodo scompaiono statue, quadri e la ricchissima biblioteca.Del convento, per anni abbandonato all'incuria, ora restano gli affascinanti ruderi, dai quali si possono idealmente ricostruire gli ambienti in cui si svolgeva la vita monastica di Casole. Quei ruderi recano i segni di un quadriportico interamente affrescato. Negli affreschi si leggono scene di tematica francescana, scene tratte dalla vita di San Francesco e il trionfo dell'Immacolata.

 

I MIEI LINK PREFERITI

CAPPELLE VOTIVE DI STRADA

Le cappelle votive sono la scoperta di un itinerario religioso di 20 km che unisce il Castello di Copertino, simbolo del potere temporale, al Santuario della Grottella, simbolo della presenza religiosa nonché della presenza di San Giuseppe Desa, attraverso il Convento di Casole, antico centro di cultura e civiltà monastica. Lungo il percorso sono dislocate dieci cappelle votive di strada, cappelle agricole o rurali, espressione della religiosità popolare e, fino a qualche decennio fa, ricovero e sosta di preghiera per i contadini. Le cappelle sono situate in prossimità di bivi, di crocicchi di campagna, o ancora all’inizio di una grossa proprietà agricola, la loro costruzione è databile in un periodo che va dalla fine del ‘600 ai nostri giorni. Si tratta di manufatti semplici costituiti quasi sempre da un solo vano quadrato, con volta  “a botte” o “ a stella”, con affreschi, di cui si intravede con difficoltà qualche frammento.

Ora quasi tutte le cappelle si presentano in uno stato di degrado per l’usura del tempo e l’incuria degli uomini, qualcuna è stata, di recente, messa in sicurezza(Cappella della Crocefissione) altre sono state sottoposte a lavori che ne hanno alterato non poco l’assetto originario..

Noi di casello Tredici crediamo che il progetto che presenteremo si possa inserire nella più ampia pianificazione dell’Amministrazione Provinciale, riguardante la rivalutazione dei percorsi dei pellegrini quando in epoche passate legavano tutti i santuari salentini.

http://casello13.altervista.org/cappellerurali.php

 

FRA SILVESTRO

Fra Silvestro Calia

Giovanni Paolo Calia nacque a Copertino il 31 gennaio 1581 da Francesco e Laura Fortino. A 23 anni (il 17 febbraio 1604) si recò presso il convento dei Riformati di Casole e chiese al padre guardiano di entrare a far parte dell'Ordine. La sua richiesta fu esaminata il 25 successivo ed accolto nel convento di Francavilla dove intraprese l'anno di noviziato. Il 26 febbraio 1605 emise i voti, cambiò il nome di battesimo in Silvestro e fu mandato nel convento dei Riformati di S. Maria del Tempio di Lecce. Visse in diversi conventi tra cui in quello di Bari, Lequile, Nardò e infine in quello di Casole a Copertino dove vi rimase fino alla morte che lo colse all'età di 40 anni, il 18 luglio 1621 e dove vi riposarono le spoglie fino agli inizi dell'800. L'esistenza di questo frate fu costellata di episodi che i suoi contemporanei definirono miracolosi. Tanto che all'indomani della sua morte, biografi ed autorevoli esponenti della gerarchia ecclesiastica furono concordi nel sostenere che fra Silvestro morì in concetto di santità. A lui si devono molti prodigi che compiva attraverso l'uso del pane: "Ecco - diceva - questo pane è impastato col sangue dei poveri" e nello spezzarlo sgorgava sangue. A Giuliano, ospite del notabile Pietro Panzera, riappacificò la madre di questi con una sua cugina, facendo ricorso al prodigio del pane. Anche a Castellaneta fra Silvestro operò il prodigio del pane nei pressi della porta di un governatore violento e crudele. Stesso prodigio si verificò nei dintorni di Napoli allorquando fu ospite di un cavaliere amico del feudatorio del posto. Qui fra Silvestro rifiutò categoricamente il pane e quando gli fu chiesto il perchè, rispose che quel pane era pieno del sangue dei poveri. E mentre pronunciava queste parole, strinse in mano un pezzo di pane dal quale colò tanto sangue da riempire il piatto. Al miracolo era presente padre Monti il quale testimoniò di aver raccolto quel sangue a di averne riempito un'ampolla. Una raffigurazione di questo miracolo la si può osservare, sia pure scempiata dai vandali, nella chiesa del convento di Casole. L'affresco, infatti, fu privato del volto di fra Silvestro e solo recentemente è stato ritrovato dai Carabinieri e restaurato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici e Culturali di Bari. Fra Silvestro ebbe anche il dono della profezia in quanto predisse alla marchesa dè Monti che sarebbe guarita da una grave malattia se avesse accettato tutto per volontà di Dio. La marchesa accettò e guarì. Sempre a Castellaneta fra Silvestro, venuto a sapere di una relazione extraconiugale del governatore lo richiamò e lo invitò a smettere altrimenti sarebbe stato ucciso. Il governatore se la rise di gusto, ma un mese dopo fu ucciso con un colpo di pistola da Giovan Matteo Monaco di Montalbano. I contemporanei raccontano che fra Silvestro ebbe anche il dono della bilocazione, che sapeva ammansire gli animali e che riusciva a domare le forze della natura. Non mancarono nella vita di questo frate le visioni della Vergine. Difatti, di quella avuta il 16 luglio 1621, due giorni prima di morire, i suoi confratelli frescanti vollero lasciare un perenne ricordo proprio nella sua cella (ora scomparsa perchè del convento restano solo rovine), che nel 1703 fu trasformata in cappella per volontà di p. Bonaventura da Lama.

 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963