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Emotività...

Post n°40 pubblicato il 26 Aprile 2008 da saffitrina

Alcuni mesi fa frequentai un corso di psicologia dal titolo "Autostima ed emozioni"... Tema affascinante, quello delle emozioni, ed è per questo (non tanto per l'autostima, che son riuscita pian piano a ricostruire autonomamente) che decisi di partecipare...
Credo che l'emotività, cioè la capacità di provare ed esprimere emozioni, sia la parte più bella e genuina di un essere umano, ma anche la più incontrollabile e irrazionale (le emozioni non si provano con la testa, ma col cuore, con la pancia, con lo stomaco!). Quindi, mi stupisco sempre nel notare che invece in molte persone il termine EMOTIVO susciti una sorta di compassione... Forse perché si tende ad associare quella parola ad una personalità fragile, che ha scarso controllo di sé perché troppo facilmente esteriorizza e mostra il propro intimo "sentire", attraverso le lacrime, i rossori, i groppi in gola, i convulsi balbettamenti, ecc. rendendosi in questo modo fin troppo vulnerabile... Insomma, si identifica l'emotivo come colui che da dentro porta fuori. In realtà esiste un altro tipo di emotività, che è poi quella di cui "soffro" io... Si tratta di un'emotività che "da fuori porta dentro", che si nutre delle emozioni che provengono dall'esterno, interiorizzandole. Ovvio che poi a tutto questo immagazzinare bisogna dare uno sfogo... Ciò che entra, che s'insinua nelle pieghe dell'anima e la invade, poi deve anche uscire sennò stipa stipa, si scoppia!
Io personalmente questo sfogo lo attuo scrivendo. Chi mi conosce bene sa che non è insolito vedermi "armata" di penna, con la quale "infilzo" le mie sensazioni... Spiedini di pensieri che finiscono in un block-notes o su qualsiasi pezzo di carta mi capiti tra le mani... E' per questo che le mie emozioni le definisco "emozioni di carta"... La mia casa ne è invasa: emozioni in ogni cassetto, in ogni armadio, in ogni borsa... A volte penso che se dovessi mancare all'improvviso, i miei cari non avrebbero altro da spartirsi che quelle... Un'eredità di carta, la mia, eppure cospicua assai!...
Forse proprio per capire se questa mia emotività fosse così anormale (visto che nell'accezione comune, come ho già detto, l'emotività s'interpreta diversamente), decisi di partecipare al corso di cui sopra, alla fine del quale ad ognuno di noi fu consegnato un attestato di partecipazione personalizzato. Il mio recava il seguente pensiero della docente, una psicologa degna di stima per la sue grandi capacità professionali, pensiero che voglio condivdere con voi:

"Coraggio, forza interiore e volontà, ti permettono di vivere con amore, dedizione e spontaneità; e anche se la vita non sempre è generosa, è giusto concedersi sempre un'altra occasione!"

Bene, come potete vedere non sempre gli emotivi sono individui fragili e dotati di scarsa personalità. In fin dei conti era proprio questo ciò m'interessava esprimere con questo post, oltre a trasmettere un messaggio che, spero, arrivi forte e chiaro:

Emotivi, non vergognatevi della vostra emotività. E' la cosa più bella e vera che possediate!... E se qualcuno non lo capisce,  o addirittura vi deride, non preoccupatevi: gli "anormali" non siete voi e costui neanche vi merita!

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Commenti al Post:
whitesail.ct
whitesail.ct il 26/04/08 alle 15:55 via WEB
Veramente fragile è chi inibisce le proprie emozioni perché ne ha paura...
Viverle, le emozioni, ma non solo quelle...
Andare oltre gli episodi delle emozioni, con coraggio, avere la volontà di impegnarsi (dedizione?).
Nelle parole della tua psicologa può leggersi una tua capacità di vivere le emozioni in un contesto più continuo: quello dei sentimenti.

(Rispondi)
suntree
suntree il 26/04/08 alle 16:33 via WEB
Una delle cose che ho imparato quando ho attraversato un momento particolarmente faticoso è stata la gestione della propria emotività...Che non significa soffocarla, nè rigettarla...ma la distinzione tra sentimento e emozione è certamente cosa che rende le proprie emozioni degne di essere vissute sapendo che sono attimi...e non bisogna gettarli come fossero cose inutili o dannose...Sia che siano piacevoli o spiacevoli, vale la pena viverli...Il poi, chissà...Un sorriso
(Rispondi)
minieri.francesco
minieri.francesco il 27/04/08 alle 08:40 via WEB
forse per esorcizzare i fantasmi di un'emotività per troppo tempo segregata nell'interiorità una passione artistica potrebbe aiutarti a rigettare fuori tante emozioni introietttate. ciao
(Rispondi)
sexperte
sexperte il 29/04/08 alle 14:47 via WEB
Non ho potuto fare a meno di fermarmi dopo questo post. Stavo quasi piangendo (mi capita spesso ultimamente). Ho conosciuto una ragazza della quale mi sono perdutamente innamorato. Non avevo mai provato prima una cosa simile. Lei non era innamorata di me. x questo motivo ero sempre il più debole con lei, anche se molto più giovane di me. Era evidente la mia emotività, mi sentivo impacciato con lei, imbranato. Spesso mi mancavano le parole. Pur essendo capace di parlare davanti a centinaia di persone (l'ho fatti per 2 deccenni), quando ero con lei non riuscivo a spiccicare frasi sensate, che le interessasero. Penso purtroppo che essere emotivi significhi essere deboli. Vorrei non innamorarami mai più: ma che vita sarebbe? Eppure ho così tanta paura che mi succeda di nuovo. ciao enzo p.s. se rispondi lasciami un mex, se no non ti trovo
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