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« TU PUOI SALVARMI PRIMA P...CUCINA: LE MIE TRE BRUSC... »

TU PUOI SALVARMI PRIMA PUNTATA TERZA PARTE

Post n°272 pubblicato il 26 Settembre 2011 da carmen650
 

racc

Uscirono dalla carrozza ristorante.
-Dove sta andando? Il mio scompartimento è dalla parte
opposta-gli fece notare lei.
se lo scordi -ribatte Diego. Dormire in uno scompartimento
con altre persone? No, era impensabile. Non avrebbe
dormito sereno sapendola in balia di chissà qualche
malintenzionato.
- come sarebbe a dire?-
- che dormirà nella mia cuccetta. Ci sono due letti a castello
- no-replicò Cinzia scuotendo il capo.
- coraggio. Non la tocco con un dito-
Certo, Diego comprendeva i dubbi di lei, ammetteva
che era una proposta a dir poco azzardata ma lei doveva
fidarsi di lui. Anche se la desiderava ma lungi da approfittarsene.
Cinzia meditò che in fondo poteva accettare. Del resto
era stata l'amante di un politico. Era scampata a un
suo tentato omicidio quindi che altro poteva accaderle ?
Doveva pur fidarsi di qualcuno. La sgomentava dormire
nello scompartimento in compagnia di tre uomini. Dormire?
Non ci sarebbe riuscita di certo. Diego le pareva un brav'uomo
e pensò che un uomo come lui non avesse bisogno di ricorrere
alla violenza per avere una donna.
- va...bene- balbettò. Anche se avvertiva una strana tensione
fra loro. Dovuta ad una latente attrazione fisica.
Così, lo seguì nella sua cabina.
Era decisamente alquanto spaziosa.Era grande almeno
tre metri per tre. Due comodi letti a castello, due sedie,
un piccolo divano un tavolino e un bagno con tanto di
angolo doccia.
- se la cava bene con il suo lavoro...-notò lei guardandosi
intorno.
- sì, ma sono piuttosto benestante...ecco perché posso
permettermi una cuccetta letto così- spiegò lui. Diego
sperò di non apparirle troppo snob.
Non voleva sbatterle in faccia la sua ricchezza. Del resto
lei aveva vissuto con un uomo altrettanto facoltoso e che
non le aveva fatto mancare niente. Eppure sembrava una
donna non abituata agli agi, al lusso sfrenato.
- Capisco...- sospirò.
- coraggio, tenga la giacca del mio pigiama. E' tutto quel che
posso darle.-e sperò
che lei accettasse. Lei non poteva dormire con indosso solo
gli intimi.
Sarebbe stata una tentazione vivente troppo intensa. Lei
era piccola di statura, la giacca del pigiama le sarebbe
arrivata a metà coscia.
- No, grazie. Dormirò con la sottoveste che ho su- spiegò
. Insomma va bene
dormire con lui, nella sua cuccetta. Ma indossare anche i
suoi indumenti, era troppo! Anche se ovviamente il pigiama
era pulito era pur sempre un indumento intimo di lui, troppo
intimo.
- capisco...- la scimmiottò divertito. Quindi si sedette su uno
sgabello e iniziò a sbottonarsi la camicia.
- Perché sorride ?- notò infastidita nel sentirsi sentirsi
osservata cercando di non guardarlo. Quel gesto di lui
nel sbottonarsi la camicia era terribilmente sensual
però doveva smetterla di guardarla in quel modo canzonatorio
la irritò. Cosa c'era di tanto buffo? Quell'uomo sapeva esser
molto indisponente.
- Ha la sottoveste sotto i jeans?- domandò lui.
- sì, non ho avuto il tempo di toglierla quando ho infilato
i jeans. - spiegò
pazientemente.
- ah, già era in fuga-
- esatto. So che la diverte molto la cosa ma non ho avuto scelta-
- ci mancherebbe. Mi scusi-
Il fatto che con quella sottoveste di raso e pizzo color indaco,
lei era ancor più seducente che se fosse stata nuda. Da una
parte l'aveva invitata nella sua cuccetta per proteggerla,
dall'altra era una vera tortura non farle capire quanto la
trovava desiderabile.
Cinzia entrò in bagno chiuse la porta a scomparsa, si sciacquò
il volto, e dato che c'era, rinfrescò anche la parte superiore
del corpo accaldato. Dopo si sentì già molto meglio.
- cosa si è fatta! - sbottò Diego alle sue spalle. Lei fu certa
di aver chiuso la porta ma probabilmente il treno aveva fatto
una curva così si era riaperta la porta. Cinzia
abbassò il capo e si accorse così di avere le ginocchia arrossate.
Vi erano delle escoriazioni ma era stata troppo presa a
scappare per darci peso.
- Sono...caduta-ammise imbarazzatissima.
- ovvio...-
Diego uscì dal bagno e dopo pochi secondi rientrò con una
valigetta da medico.
- sono innanzitutto un medico.- e iniziò a disinfettarla. Lei
strinse le labbra. Bruciava molto quel che aveva imbevuto nel
cotone e ora le stava tamponando.
- Su, è solo disinfettante, non faccia la bambina-
Diego la guardò, era delizioso il modo di arricciare il naso
di Cinzia, ed emetteva piccoli piagnucolii per il bruciore.
Come una bambina. O gemeva perché la stava toccando?
- brucia maledettamente-protestò Cinzia offesa perché
l'aveva definita una bambina.
- non bruciava prima la ferita?-
- no...- mentì. Lui scosse il capo.
- Ecco qua...La ferita deve restare pulita- e le chiuse la
bendatura sull'escoriazione più grave.
- sì...grazie-
Le sue mani grandi e delicate sulle sue gambe nude
le fecero venire i brividi. Era stato un tocco il suo,
estremamente piacevole.
Augusto era un uomo attraente ma non quanto Diego
che, dopo una prima occhiata, notavi quanto fosse
attraente e maschio.
- su, ora salga sopra -
Diego aveva sovente sogni inquieti, non voleva svegliarla
a causa del suo rigirarsi inquieto nel letto.
- sopra?-
- vuole stare sotto? E' più sicura sopra, mi creda-
- sicura da che cosa?-
Cinzia voleva capire perché lui insistesse nel farla
dormire sopra.
- oh, Cielo, ma è proprio ingenua lei! Sicura da cosa?
Vorrà dire da chi. Sono un uomo pericoloso a volte-
Lei non gli credette affatto. Oh, sì era pericolosamente
attraente ma sarebbe riuscita a resistergli. Era molto
stanca, non ebbe la forza di insistere.
Diego la vide mordersi le labbra confusa quindi il suo
sguardo cambiò, e la vide scuotere il capo divertita.
Non gli credeva affatto, ecco il messaggio.
Cinzia scosse il capo quindi salì la scaletta e s'infilò fra
le lenzuola. Diego, rimase a torso nudo, e si sdraiò
sul suo letto.
Ma lei faticò ad addormentarsi. Quando riuscì, il suo
sonno fu tormentato da incubi. Augusto la trovava e si
vendicava torturando Diego trapassandolo con delle spade
che teneva dentro a delle vetrine appese alle pareti della
casa di Roma.
Così Cinzia si svegliò scossa da una mano. Sobbalzò con
un piccolo grido. Pensando fosse quella di Augusto.
- ehi ...tranquilla...-
L'avevano svegliato i singhiozzi, piangeva e la sentiva
persino tremare. Doveva svegliarla prima che urlasse.
- io...ho avuto un incubo- sussurrò. Un orrendo incubo
da cui aveva faticato
svegliarsi. Perchè aveva temuto la morte di Diego? Come
poteva esserne coinvolto? Solo perchè durante il pranzo,
lui le aveva dato l'impressione di conoscere Augusto?
- Aspetti...-
Gli fu istintivo prenderla fra le braccia e farla sdraiare sul
proprio letto. Voleva rassicurarla.
La prese fra le braccia con tenerezza. La baciò sulla fronte.
- Dorma tranquilla-bisbigliò. Cinzia era troppo sfinita e
assonnata per
protestare. Stare fra le sue braccia sicure d'improvviso
le parve naturale. Ma si rese conto che stava giocando
con il fuoco concedendogli troppa confidenza. Lui era
stato tenero, voleva solo rassicurarla che era stato solo
un brutto sogno. Era lontana da Augusto ora.
Inoltre, nonostante quella promiscuità, le dava del lei.
Sembrava aver del rispetto nei suoi confronti..
Verso l'alba, però, Cinzia si destò trovandosi sotto il
corpo possente di Diego.
Non si aspettava di trovarsi in quella situazione
imbarazzante. Come era accaduto che lui era riuscito
a farla scivolare sotto di sé? Il suo corpo formoso aderiva
a quello di Diego in modo eccessivamente intimo. Le mancava
il respiro e doveva sgusciare via.
Diego dormiva profondamente, con la testa nell'incavo fra
il collo e spalla di Cinzia, il suo respiro regolare le rimbombava
nell'orecchio. Le sue mani erano sui suoi fianchi. Si mosse
un poco. Doveva andare alla toilette.
Diego si sollevò e la guardò. I suoi capelli erano arruffati e
ondulati sul capo, e cortissimi sulle tempie, leggermente brizzolati.
Cinzia si mosse di nuovo, per sgusciare via.
- Mhm, la supplico, non si muova, mi sta eccitando follemente-
farfugliò lui. Ed era vero. Svegliarsi su quel corpo morbido
e caldo era un dolce risveglio ma acutizzava la sua brama
di possederla.
- mi lasci andare , allora-
Cinzia temeva di avvertire la reazione di quell'uomo
dalle parti 'basse'. Quella posizione così inequivocabile
poteva sfociare in qualcosa per cui non era pronta.
Diego percepì il disagio della donna visto che cercava
di sfuggire via e quel strusciare di lei lo stava mettendo
a dura prova. Era ancora intorpidito dalla posizione in
cui aveva dormito a lungo e faticava quindi a muoversi.
- Cinzia...- mormorò e si chinò per cercare la sua bocca.
Moriva dalla voglia di assaggiare di nuovo la bocca di
quella donna. Lei teneva le labbra semiaperte.
Erano tumide. Irresistibili.
Cinzia era stordita, dalla sua sensualità. Quel bacio
divorante non se l'aspettava come non si aspettava la
propria reazione assecondando quel bacio sensuale,
possessivo. Gli accarezzò il volto, la sua barba era
lunga di un paio di giorni. Il suo corpo si tese. Lui
l'accarezzò. Il corpo di Cinzia non ragionava come lei
voleva. Diego la sentiva molto arrendevole.
Un richiamo dalla sua coscienza gli trapassò il cervello
' fermati mascalzione,ti stai approfittando di lei! Ma
sentendola fremere di piacere non riuscì a fermarsi.
Cinzia si sentì bruciare tutta quando avvertì le mani
di Diego sfiorarla lentamente, una vera doccia di sensazioni le scivolò addosso d'improvviso, lasciandola senza respiro.
Dentro di sé due voci rimbombavano nel suo cervello.
Quella maliziosa e insidiosa la pungolava a lasciarsi
andare alla passione sfrenata, quella della coscienza
la frenava bruscamente, di reagire fermando quel
comportamento lussurioso.
Ma che cosa stavo facendo? Mi stavo cacciando in altri guai?
Come potevo donarmi a lui? Solo perché mi aveva aiutata,
non potevo concedermi così! Stare con Augusto, che pareva
sempre essere insaziabile di sesso, ha reso anche me una
donna viziosa?
Furono questi i tormentosi pensieri di Cinzia
che respirava ormai in modo spasmodico per le sensazioni
e per lo sforzo di opporsi e andarsene. Afferrò la testa di
Diego, la sua bocca stava per raggiungere i seni.
Finalmente il suo buon senso vinse e proruppe con un:
- No!-
Ma lui sembrò non udirla. La voleva. Con decisione le aprì
le gambe con il ginocchio e le afferrò il pizzo degli slip.
- Ti voglio...- sussurrò lui, ansimando. Era quasi al limite
della sopportazione. Aveva perso il controllo di sé ed era
pronto a possederla totalmente.
- No! Non posso! -e finalmente Cinzia riuscì a sgusciare
fuori dal letto. Senza pensarci, si avvicinò alla porta
della cuccetta.
Diego fu stupito della capacità in cui si era divincolata
ed era fuggita via. Ma lui, si alzò e rapidamente la bloccò.
Doveva pensava di scappare?
- Dove pensi di andare con solo una sottoveste addosso? -
- io....-e si rese effettivamente conto di esser ben poco
vestita. Non poteva davvero uscire così.
- Cinzia, avevo avuto la sensazione che mi volevi. - insomma,
che le prendeva? Non aveva sbagliato a interpretare la
reazione di lei, il suo corpo diceva : prendimi! Il corpo di
Cinzia rispondeva alle sue carezze quindi perché
d'improvviso...quel no, secco deciso. Quel fuggir via?
- mi dispiace, tu sei attraente ma io non posso!- e iniziò
a piangere. Ripensando all
violenza che aveva subito da Augusto, che era un uomo
violento, brutale, l'aveva costretta il più delle volte a
concedersi a lui anche se non si sentiva bene dopo
averla picchiata per avergli detto un no di troppo.
Ma la cosa peggiore, quando Augusto l'aveva costretta
a congiungersi a dei suoi amici, uomini d'affari. L'incubo
doveva finire ora. Voleva esser libera di decidere.
Diego aveva approfittato della situazione ed era fiera
di sé per averlo respinto. Basta cedere il proprio corpo
per non subire ulteriori violenze. Certo, Diego non
sarebbe arrivato a tanto, ma non poteva donarsi
a lui con tanta superficialità.
Diego la guardò e capì finalmente. Negli occhi di lei
c'era ancora paura, angoscia. Aveva subito la violenza
ingiustificata di Augusto chissà quante volte.
Probabilmente era stata costretta a soggiacere con lui
anche se non voleva. E lui come si era comportato ?
Era stato brutale. Insensibile.
- No, piccola ...scusami ti supplico ! Oddio, che mostro sono
stato. Vieni qua. Non ti
farò più del male. Ti avevo promesso che non ti avrei
toccata e poi mi vado a comportare peggio di quel bastardo-
Cinzia lo guardò. Era afflitto ora. Finalmente le chiedeva
scusa. Era una novità, nessuno l'aveva mai fatto e
'apprezzò molto. Diego sembrava aver compreso che
aveva esagerato dopo averla rassicurata del contrario.
Non volle mostrargli il suo tormento, così iniziò a
raccogliere i propri abiti e parlò senza guardarlo.
Rapida e secca. Incolore.
- mancherà poco all'arrivo. Mi vesto. Ho bisogno di
mangiare qualcosa- rispose lei, come se dettasse un
telegramma. Aveva lo stomaco sottosopra.
- Cinzia...- lei finalmente riuscì a guardarlo. Le lacrime
di nuovo le salirono agli occhi.
Le respinse subito indietro.
Diego si sentì lo stomaco stringersi in una morsa,
nel vederla affranta. Lei cercava di non piangere,
di esser forte e quello sforzo la rendeva ancor più
dolce. Acutizzando la voglia di proteggerla.
- Sei così vulnerabile...- e cercò di attrarla a sé, di
fra le braccia. Ma lei si ritrasse.
Cinzia si vestì e lo guardò. Va bene, accettava le
sue scuse ma doveva lasciarla in pace in modo da
poter respirare, riflettere.
Diego capì che si stava auto-proteggendo respingendolo,
voleva di nuovo riconquistare la sua fiducia.
- ti proteggerò ovunque andrai. Il solo pensiero che
qualcuno ti faccia del male mi fa perdere la ragione-
le comunicò per tranquillizzarla.
Cinzia apprezzò e fu commossa di quelle parole dette
con il cuore in mano, sincere. Era sicura che in futuro
si sarebbe comportato diversamente con lei.
Lei non riuscì a rispondere.


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