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Una storia di Natale (seconda parte)

Post n°56 pubblicato il 23 Dicembre 2010 da stelladelmar2010

 

SECONDA PARTE

 

San Gabriele arrivo’ a New York, e comincio’ subito nella ricerca dei tre Re. Venne a sapere, tramite infiltrati che lui conosceva bene, che Gaspare era finito in una sala giochi e che gli altri due erano stati avvistati sulla pista di pattinaggio al Rockfeller Center. Penso’ di andare a recuperare per primi Melchiorre e Baldassarre. Arrivato sul posto, si dovette mettere i pattini per entrare nella pista. Li provo’ a chiamare, ma nulla. Nn avendo mai pattinato in vita sua, comincio’ a cadere maldestramente e, ogni volta che tentava di rialzarsi, crollava di nuovo. Questo pero’ servi’ ad attirare l’attenzione dei due Magi che, arrivandogli vicino, sorridendo, gli chiesero come mai nn stava in giro a portare i regali ai bambini.

“Ma io nn sono Babbo Natale, ma l’Arcangelo Gabriele!. Sono venuto per voi, vi cercavo”.

“Come no...”, dissero i due Re Magi, “e noi siamo Erode e Barabba”. E scoppiarono in una sonora risata.

“Ma no, voi mi dovete credere!!! Io sono davvero quello che dico di essere, voi siete nel posto sbagliato, credetemi! C’e’ stato un errore... La Stella Cometa vi ha dato indicazioni sbagliate!”, aggiunse Gabriele.

I due Re Magi lo guardarono malamente. Credettero con sgomento che Babbo Natale avesse bevuto e questo gli dispiaceva proprio tanto. Cercarono di tirarlo su e di portarlo a bordo pista. In fin dei conti, gli faceva proprio pena. Mentre lo trascinavano, continuava a ripetere che nn era Babbo Natale, ma San Gabriele...

“Vi prego...” disse con un filo di voce Gabriele, “Sono proprio io... dobbiamo sbrigarci e andare a recuperare Gaspare!”.

I due Re Magi cominciarono ad avere dei dubbi... In effetti nn avevano ancora visto nessuna grotta nei paraggi , e si erano anche chiesti come mai. Pero’ erano stati contenti di finire in un posto simile, nn si prendevano un momento di svago da anni. Del resto, la Stella Cometa nn aveva mai sbagliato, ed era proprio impensabile che avesse fatto un simile errore. Con una punta di tristezza, dissero all’Arcangelo:

“Se sei veramente quello che dici di essere, fa allora un piccolo miracolo, dacci una prova! Vedi dove sta l’incenso e la mirra? Sono laggiu’, su quella panchina. Con una ‘magia’, fa che arrivino qui”.

San Gabriele, stanco del viaggio e anche sottotono per tutte le cadute che aveva fatto nella pista, con un cenno di mano fece arrivare in un baleno l’incenso e la mirra accanto a loro, solo che, tanta era la stanchezza, che li fece andare a finire proprio sulle teste dei due Re Magi.

“Gabrie’, sarai pure Arcangelo e Santo, ma vedi di stare attento!”, dissero insieme  i due Re.

“Scusatemi tanto, ma sapete, nn sono tanto abituato a queste trasferte... Poi, sono davvero stanco! Comunque, ora siete certi di chi sia veramente io?”.

Baldassarre e Melchiorre annuirono, entrambi ancora con la testa dolorante. Cosi’, convinto i due che era realmente L’Arcangelo Gabriele, se ne andarono via alla ricerca di Gaspare. Vagarono per la citta’ per ore e, alla fine, riuscirono a trovare la sala da giochi dove era finito. Lo trovarono praticamente attaccato ad una slot machine, tutto preso a tirare la leva in continuazione, come se stesse sotto l’effetto di un incantesimo. Lo chiamarono, ma lui neanche se ne accorse, cosi’ urlarono il suo nome.

“Gaspareeeeeeeeeeee...!”

Il terzo Re Magio si volto’ di colpo e, nel vederli, nn riusci’ a trattenere un sorriso.

“Ahahahahahah, i miei compagni di viaggio... In verita’ cominciavo proprio a chiedermi dove foste finiti! Ora capisco, stavate vagabondando con quel panzone di Babbo Natale!”.

Ovviamente San Gabriele ci rimase male, ma il tempo che avevano a disposizione stava cominciando a scarseggiare, per cui, tralascio’ la rispostaccia che gli avrebbe voluto dare e inizio’ a spiegargli tutto quello che era successo. Gaspare lo guardo’ strabuzzando gli occhi, ma, di venire via , proprio nn ne voleva sentir parlare. Aveva perso tutto l’oro al gioco, ed ora era impegnato a recuperarlo.

“Lo devo vincere nuovamente”, disse loro, “altrimenti, che portero’ a Gesu’ Bambino???”.

“E’ una scusa bella e buona la tua, caro Gaspare”, replicarono i tre. “Forza, molla quella macchinetta infernale e andiamocene!”.

In effetti era proprio una scusa, perche’ ormai aveva nel sangue l’insana voglia del gioco e sembrava che nulla potesse trascinarlo fuori di la’. I tre cominciarono a pensare che nn sarebbeo riusciti mai a convincerlo e allora... pensa e ripensa, ad un certo punto Gabriele, vista la situazione a dir poco disperata, comincio’ a ideare nuovamente  come fare. L’unica cosa che avrebbe potuto staccarlo da la’, sarebbe stata una situazione di imminente pericolo, e allora penso’ a Noe’. Se ci fosse stato un altro diluvio, ma piccolo, questa volta, magari Gaspare, preso dal terrore che nutriva fin da piccolo per l’acqua, sarebbe scappato via con loro. Allora chiamo’ Noe’, che se ne stava su una spiaggia dei Caraibi a prendersi un po’ di sole, perche’ in effetti, dopo tutta quella umidita’ che si era preso, ne aveva proprio bisogno. Del resto, nn era piu’ tanto giovane nemmeno lui, e i reumatismi  cominciavano a farsi sentire. Con il suo telefono stellare, gli spiego’ per bene in che guaio aveva messo tutti la Stella Cometa. Noe’ ascolto’ con pazienza, nn senza farsi scappare un sorriso. Conosceva bene Stella, e sapeva che ogni tanto ne combinava qualcuna delle sue. Volendole bene, e sapendo che, se nn si fosse risolto tutto, avrebbe realmente passato un grande guaio, acconsenti’ alla richiesta di Gabriele e, tramite sue conoscenze fidate, comincio’ a far piovere su New York.

Piovve talmente tanto, che le strade cominciarono ad allagarsi presto. L’acqua saliva e saliva... la sala giochi fu quasi sommersa. Gaspare, comincio’ a tremare dalla paura e, appena vide arrivare l’’arca e Noe’, vi si butto’ sopra, ringraziandolo di essere arrivato. Cosi’, i tre Re Magi e l’Arcangelo Gabriele, furono portati via dalla citta’.

Fecero una colletta per ridare l’oro a Gaspare e lui, ringraziandoli, per un momento tento’ di buttarsi di sotto per tornare a giocare, tanto ormai  questo vizio gli era entrato nel sangue. Lo recuperarono per un pelo, ma gli fecero una lavata di capo talmente grande, che rimase senza parole.

Il vero Babbo Natale, che da lassu’ aveva seguito tutta la scena, grazie anche al collegamento interplanetario senza digitale terrestre, ovviamente... mando’ loro immediatamente le sue renne, per recuperarli. Ringraziarono Noe’ e salirono sulla slitta. Le renne lanciarono loro una occhiataccia, perche’ nn e’ che fossero molto contente di questo lavoretto straordinario. Ma, ligie al loro dovere, ricondussero i tre Re Magi nel luogo dove avrebbero dovuto incontrare la Stella Cometa. L’Arcangelo venne deposto nel cielo, dove tutte le nuvolette e Stella Cometa, l’ applaudirono festosamente.

Visto che Stella Cometa, irresponsabile come sempre, era tutta presa dal lieto ritorno e stava ballando come una matta al suono della musica dei cherubini, l’Arcangelo la strattono’ per un braccio, ricordandole che cosa avrebbe dovuto fare.

“Va bene, va bene... ho capito, e mica sono stupida... Ora scendo nuovamente sulla terra e rimetto tutto a posto”, disse sorridendo.

Cosi’ fece all’istante... ando’ dai re Magi e indico’ loro per bene la via.

“Ah Stelli’ “, dissero in coro, “ma sei sicura, sicura...?”.

“Ahahahahah”, disse Stella esplodendo in una sonora risata, “ma che, nn vi fidate di me?”.

Inutile dire come se la guardarono i tre Re, ma del resto dovevano ancora per una volta fidarsi.

Cosi’... la storia fini’ bene. I tre Re Magi si misero in cammino per la grotta, Stella Cometa si posiziono’ proprio sopra il tetto e Babbo Natale ebbe nuovamente i suoi vestiti.

Nn ci furono ripercussioni per nessuno, tranne che per la citta di New York, che ancora nn comprendeva come mai fosse scesa all’improvviso cosi’ tanta pioggia in poco tempo!

Ma questa, semmai... e’ un’altra storia!!!


Stella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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