Acido. Pizzichi di luce, ronzio.
Echi di colpi che rimbalzano da una parete all'altra del cranio, immenso come un solaio.
Luce violenta. Credo che gli occhi siano aperti. Bianco. Li chiudo, li riapro, il bianco diventa grigio chiaro, torna bianco abbagliante. Un bruciore secco mi ustiona la gola e interrompe le esplorazioni.
Rosso, con piccoli scoppi gialli, cataclisma di un colpo di tosse. Tutti i dolori raccolti dalla memoria crepitano in scosse che affiorano vibrando, mordono la pelle, tornano nel buio. La testa, le braccia, le gambe, il petto... la gola, soprattutto. No, è il fianco. Credo il sinistro. C'è tutto. Mi sento tutto. E vivo.
Un flusso stridente, poi un'onda di suoni grotteschi. Si ripetono, assomigliano a una voce. Ho voglia di ridere..
P. Cacucci
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il 23/04/2011 alle 18:15
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