Eppure mi ero ripromesso di non volerla più rivedere. Erano ormai sei mesi, che non la vedevo più, né la sentivo. Mi ero quasi abituato all'idea di poter vivere senza i nostri incontri clandestini. Ci misi un po' per toglierla dalla mente e dal cuore e sembrava che ormai il peggio fosse passato. Avevo trascorso un periodo che mi vedeva molto provato. Mi capitava spesso di piangere per delle sciocchezze, anche nel leggere una poesia o nel sentire delle frasi un po' cariche di emotività. Mio cognato (il mio migliore amico), era morto in un incidente con la moto la settimana prima del mio ultimo incontro con Francy. Quasi non mi resi neanche conto di questa sciagura che ha lasciato nel mio cuore e nella mia vita un vuoto incolmabile. Lentamente realizzai che non c'era più. In un'occasione, in una giornata di pioggia, quando avvertii la sua mancanza come una voragine che mi si apriva dentro, corsi in mezzo ai campi di fronte a casa mia per non farmi vedere da mio papà. Corsi sotto la pioggia come un folle ferendomi anche, con le fronde basse degli alberi che delimitavano il campo. Arrivai fino sotto un albero quando ormai ero già bagnato fradicio e con il cuore che mi arrivava in gola. Mi buttai per terra e scoppiai a piangere come non ho mai fatto. Piangevo singnozzando. Nessuno poteva vedermi o sentire, ma anche se volevo gridare, dire qualcosa, non uscivano, le parole non uscivano, ero troppo ingolfato dalle lacrime e dalla costernazione. Anche le lacrime a un certo punto smisero di scendere. Solo la pioggia costellava il mio volto di gocce non salate. Sentivo tuttavia gli occhi gonfi come due mongolfiere e le lacrime che non uscivano sembravano divenute pezzi di vetro che scendevano al cuore che sembrava implodere da un momento all'altro. A un certo punto riuscii ad emettere un grido. Gridai violentemente con la faccia rivolta a terra. Mi bruciava la gola dalla pressione che feci sulle corde vocali. Mi arrabbia a tal punto col mio ormai defunto amico, e inveii addirittura contro Dio, chiamandolo coglione e rimbecillito e criminale. Perchè aveva lasciato morire lui???? Perchè??!! PERCHE'???!!! Non doveva morire. Non sarebbe stato meglio se a morire fossi stato io??? Con chi potevo confidarmi adesso. Anche se in tantissimi casi, fosse stato lui a cercare me per chiedere suggerimenti, anch'io ricorrevo spesso a lui per delle idee su come potessi risolvere un problema. Adesso non c'era più e io mi sentivo così bisognoso... Mi sentivo vuoto e inutile...
VUOTO E INUTILE...
Inviato da: pa.oletta
il 21/06/2010 alle 08:11
Inviato da: sexperte0
il 20/06/2010 alle 08:00
Inviato da: figliadiside
il 19/06/2010 alle 22:18
Inviato da: fioradgl1
il 14/06/2010 alle 21:11
Inviato da: sexperte0
il 13/06/2010 alle 14:50