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Creato da scorpione.scorpione il 08/02/2011

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Nomi in Romagna.

Post n°28 pubblicato il 12 Aprile 2012 da scorpione.scorpione

Al cinema, mio padre e mia madre avevano visto “Cime tempestose”, con Merle Oberon che chiamava a gran voce Heathcliff, che nella loro interpretazione sarebbe diventato “Iglis” e questo era il nome che avrebbero voluto darmi. Non accadde a causa del conflitto sollevato dal prete davanti alla fonte battesimale, ne nacque una discussione e, come spesso accadeva nei conflitti fra preti e comunisti, mi venne attribuito un altro nome, più comune, anzi comunissimo.

Però mi dispiace un po’, oggi, non essere Iglis/ Heathcliff, io che sono il figlio dell’Eros

Mia, infatti, madre si chiama Eros.

Lo sapevano tutti che era un nome maschile, può invece darsi che non sapessero che era anche il nome del dio dell’amore, sicchè mio nonno Florindo che voleva il terzo maschio, dopo due femmine e due maschi, la chiamò comunque Eros.

Mio nonno, fattore perciò appartenete alla borghesia minima di quelle campagne e proprietario di una casa (un pezzo di casa) a Barnabè, era un amante, molto amante della bottiglia e non era raro che mia nonna andasse a raccoglierlo in qualche fosso, lui e la bicicletta, verso sera.

Questa caratteristica di mio nonno potrebbe aver avuto qualche influenza sul fatto che io sia diventato il figlio dell’Eros.

 

“Molto famoso è poi il caso di quei genitori che avevano chiamato i primi sei figli Primo, Secondo, Terzo, Quarto, Quinto e Sesto. Quando è nato il settimo figlio hanno deciso di chiamarlo Ultimo con la chiara intenzione di non continuare la serie. Ma poi ne è nato un altro. E l'hanno chiamato Definitivo. E quando a sorpresa è nata ancora una femminuccia l'hanno battezzata Finiamola”.

 

Ecco come si davano i nomi in Romagna nel secolo scorso, non è un caso che la Romagna fosse una terra di antica dominazione papalina dove la truppe dei Papi ne hanno combinate più di Bertoldo in Francia, che mio nonno fosse iscritto ad un circolo anticlericale e che pochissimi attribuissero ai figli nomi di santi.

Ciò nonostante non mi sono chiamato Iglis e sono stato inconsapevolmente battezzato, segno che andavano scemando le antiche contrapposizioni e nasceva il tempo dei compromessi che avrebbero dato i loro frutti, velenosi e non, decenni dopo.

 
 
 
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