

Come la sua vita successivamente ha dimostrato, infatti, egli non ha agito soltanto in qualità di profeta, poeta, filosofo e metafisico, ma anche in qualità di politico e di guida spirituale di Artù, nonché, nella sua vecchiaia, come re egli stesso, vale adire Rhi della Demezia. Considerando la sua formazione, ciò significa che egli aveva imboccato cinque delle vie che si aprivano ai druidi e che, quindi, aveva sviluppato una sorprendente energia mentale che era cinque volte superiore a quella dei druidi "tradizionali". In altre parole, il percorso a cinque indirizzi intrapreso da Merlino poteva essere completato soltanto da un genio. Questo membro dell'alta aristocrazia della Demezia era un esempio di quei rari e straordinari esseri umani che s'incontrano soltanto a distanza di secoli nella storia dell'umanità, ma che sono in grado di cambiare radicalmente il mondo, ammesso che sia accolto e accettato ciò che essi hanno da offrire.
Siddharta, il figlio del priricipe indiano che successivamente sarebbe diventato Buddha e fondatore della più grande scuola di saggezza
dell'Asia, compì il primo passo sulla via dell'illuminazione abbandonando i suoi abiti sfarzo si e regalando i suoi gioielli, per cercare l'armonia con la natura come semplice "creatura". Si può immaginare un percorso simile anche per Merlino, allorché entrò nella scuola druidica sulla sperduta isola di Mona; anche il suo compito era innanzi tutto quello di riconoscere le forme visibili e tangibili della vita nella terra, nelle piante, negli animali, nel mare e nelle nuvole, così come s'intrecciano nell'ordito della creazione. Nella prosecuzione dei suoi studi comprese poi come questo intreccio terreno sia intimamente e indissolubilmente intessuto anche con lo spirito della divinità. Egli riconobbe gradualmente la grandezza contenuta in ciò che è piccolo e presente nel quotidiano e prese coscienza del fatto che tutto, dal ciottolo sulla spiaggia fino agli esseri umani e perfino all'infinito cosmico, costituiva un unico organismo.
«Le nuvole e il mare, la terra e le rocce, gli alberi, gli animali e gli esseri umani, il sole e le galassie si trasformano perennemente», avrebbe potuto affermare uno dei maestri di Merlino. Forse egli avrebbe concesso qualche istante di riflessione al suo allievo, mentre camminavano insieme in un boschetto o sedevano presso un sacro menhir, per poi aggiungere: «Questo respiro del Tutto, che al tempo stesso è parte del Divino senza confini, determina il ciclo eterno della vita. Chi comprende ciò, sa anche che nel cosmo non vi è inizio ne fine, bensì solamente ciò che non è divisibile. Questo racchiude in se, nella stessa misura e nello stesso istante, tutte le possibilità del passato, del presente e del futuro».
«Passato, presente e futuro possono essere riconosciuti come unità, nella misura in cui siano superati i confini dell' esistenza visibile e sia compiuto un passo verso il mondo che sta oltre» Queste parole avrebbero potuto costituire un altro teorema oggetto di apprendimento dell'allievo druido. Su di esso poggiava la consapevolezza dei Grandi Sapienti, secondo cui in quel mondo che sta oltre, definito anche quarta dimensione, lo scorrere del tempo non ubbidisce più alle leggi della tridimensionalità e un iniziato che riesca a penetrare il velo che lo cela ai nostri occhi potrebbe estendere il proprio sguardo verso ciò che deve ancora venire, verso il futuro. «Questa
è l'arte di un profeta o vate», avrebbe spiegato il druido, che in questa materia ricopriva il ruolo di mentore per Merlino; seguendo tali preziosi insegnamenti, il figlio del principe di Dyfed avrebbe presto concluso un apprendistato che lo avrebbe a sua volta qualificato, almeno in materia di precognizione, come maestro.
Come scrive Goffredo di Monmouth, il biografo medievale di Merlino, che riferì anche della sua profezia dei draghi, il profeta più famoso della Britannia doveva possedere una predisposizione alla chiaroveggenza ereditata dal padre. Morvryn era, infatti, a sua volta noto come vate (profeta) e probabilmente Merlino fu introdotto già da lui alla scienza della precognizione, prima che la sua famiglia lo mandasse a "Mòn, Mam Cymru".
Proprio partendo da questa sorta di iniziazione deve essersi sviluppata la leggenda secondo la quale Merlino doveva essere un "figlio del diavolo"; i maldisposti interpreti cristiani, nella loro ingenuità, avevano interpretato le facoltà paranormali di Morvryn semplicemente come sataniche e avevano concluso che anche suo figlio dovesse avere un legame con il Diavolo o dovesse addirittura essere stato concepito da questo. I druidi che si presero cura del talentuoso ragazzo seppero interpretare meglio la natura delle sue doti. Essi svilupparono sino alla perfezione il talento del giovane e
una dimostrazione di ciò può essere considerata la straordinaria profezia di Dinas Emrys .
In questo luogo storico Merlino pronunciò la sua profezia dei draghi, che nel frattempo si è avverata in più punti, caratterizzando fortemente la cruciale battaglia che l'Europa deve ancora combattere fino in fondo, prima di poter assistere a una rinascita della celticità.
Goffredo di Monmouth, altri autori medievali che attinsero dalle fonti celtiche e le voci della tradizione popolare gallese spiegano, in totale accordo con quanto sopra riferito, che Merlino era un "giovanotto" quando, dopo la scoperta dello stagno sotterraneo cadde in trance, ebbe le sue visioni della battaglia dei due draghi e infine, predisse all'usurpatore Vortigern la sua morte imminente. Dal momento che gli ultimi anni di vita del despota possono essere datati con una certa precisione, con l'episodio di Dinas Emrys siamo in possesso di una chiave temporale che ci consentirà di determinare le date della vita di Merlino e di conseguenza anche di Artù.
Vortigern fu deposto dalla carica di sommo re nell'anno 460, oppose una blanda resistenza contro il suo successore Emrys ancora per qualche anno e pose mano alla costruzione della torre fra le selvagge montagne di Snowdonia intorno a1 463, prima di perdere la vita, di lì a poco, nella fortezza di Genoreu nel Sud del Galles. Se Merlino, quando conobbe l'usurpatore presso Dinas Emrys, era considerato, in base all'uso linguistico medievale, un "giovanotto", vale adire un ragazzo di 13 o 14 anni, dobbiamo concludere che egli nacque all'incirca nell'anno 450. Egli avrebbe quindi lasciato la corte della Demezia intorno al 459, per intraprendere i suoi studi presso la scuola druidica, presumibilmente sull'isola di Mona, e, dopo essere diventato in breve tempo, grazie al suo innato talento, un vate, fornì nell' anno 463 quella famosa prova delle sue capacità di profeta sulla rocca voluta da Vortigern, la cui costruzione non era ancora stata portata a termine.
Raggiunta l'età adulta, Merlino esercitò le sue capacità precognitive, fornendo delle profezie che nei loro contenuti e nel loro sorprendente valore espressivo si pongono sullo stesso piano delle Centurie pronunciate dal veggente francese Michel de Notredame (1503-1566). Nostradamus, tuttavia, raggiunse l'apice delle sue facoltà di profeta soltanto una volta compiuti i cinquant'anni, quando fu uomo maturo e dopo una lotta spirituale che si protrasse per un 'intera generazione, mentre Merlino aveva appena superato l'infanzia. Ciò costituiva soltanto una prova della genialità del giovane celta; un'ulteriore prova l'avrebbe presto fornita egli stesso, quando, pochi anni dopo la sua apparizione a Dinas Emrys, diede il proprio decisivo contributo alla realizzazione della sua profezia riguardante la venuta del "cinghiale della Cornovaglia" che avrebbe liberato la Britannia dai suoi oppressori.
Si tratta di un fatto che avvenne sulla romantica costa settentrionale della Cornovaglia, dove nella seconda metà del v secolo sorgeva una florida piazzaforte celtica e dove si trovava un' importante residenza dell' alta nobiltà. Oggi questo luogo porta il nome di Tintagel e qui, nell'ambito di un singolare rito pagano, fu concepito il figlio della regina di Cornovaglia Ygerna e dell' Ard Rhi che regnava in Galles, Uther Pendragon; quel figlio sarebbe entrato nella storia e nella mitologia d'Occidente con il nome di Artù.
Ma questa è una altra storia!

RUN TO THE SUN
Inviato da: lucre610
il 24/05/2013 alle 17:48
Inviato da: daniela19712011
il 18/05/2013 alle 20:13
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