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DAL SEPOLCRO ALLO STUPORE

Post n°59 pubblicato il 05 Giugno 2020 da corosursumcorda
Foto di corosursumcorda

Mercoledì, dopo 4 giorni di ritiro a Caravate, sono tornata in ufficio.
Dopo aver ricollegato il computer, spostato le carte che mi aveva lasciato il collega, recuperato quello che mi
serviva, ho tolto i giorni passati dal calendario e per quel giorno appare questa scritta: “Non vergognarti di
dare testimonianza al Signore”...
Per tutta la giornata sono stata presa dalla quotidianità del lavoro, ma lo sguardo tornava sempre lì e allora
eccomi qui a chiedermi: “Perché no?”
A questo ritiro avevo già dato la mia adesione anche se, essendo stato pensato in un’altra regione, avevo già
dato per scontato che sarebbe stato nella migliore delle ipotesi rimandato, tanto che per il lunedì avevo
preso altri impegni. Poi la sorpresa: si fa ugualmente, a Caravate.
La prima cosa che ho pensato è stata: finalmente un po' di tempo per me, visto che in questo tempo
sospeso non ho mai smesso di lavorare e anche se il tempo lasciato libero da tutti gli altri impegni mi ha
permesso di dedicarmi di più alla lettura, alla preghiera e all’approfondimento di tante letture già fatte.
La seconda: finalmente un po' di tempo con gli amici, vederli, sentirli di persona e non tramite telefono o
computer.
La terza: si torna a cantare insieme!!! Che bello ritornare a sentire tante voci diventare una unica!
Ma quello che ho trovato e provato è stato tutto più di questo.
I testi che abbiamo letto, approfondito, vissuto e il modo in cui tutto ciò è stato fatto mi hanno dato uno
scossone incredibile.
Chi mi conosce un po' sa che difficilmente condivido esperienze e sentimenti. Resto solitamente ad
ascoltare, meravigliata delle diverse sfaccettature che la Parola evidenzia in ognuno di noi.
Questa volta invece è stato diverso: complice forse il fatto che nella Maddalena che piange fuori dal
sepolcro mi ci ritrovo abbastanza e il fatto che sia stata messa di fronte a domande a cui sono stata
“obbligata” a rispondere, mi sono sentita spinta a dare un’occhiatina al sepolcro dal quale ho sempre
cercato di svicolare....
Domanda dopo domanda, ma soprattutto ogni volta che ho tentato di tirare fuori quello che sentivo, dal
mio cuore ibernato da così tanto tempo hanno cominciato a sciogliersi delle piccole porzioni di ghiaccio e
quelle risposte, se pur piccole, parziali e magari scontate, mi sono sembrate comunque come un pezzettino
di un mosaico che preso da solo son dice nulla ma inserito nel disegno finale ha un suo senso.
Ho sentito in questi quattro giorni che c’è Qualcuno che ci unisce, ci lega, che ad ognuno da un’ispirazione
che arricchisce tutti quando si condivide.
Con me fa un sacco di straordinari per spingermi, tirarmi, sollecitarmi....
E mi rallegra il fatto che le intuizioni che abbiamo condiviso, dove io vedevo un muro mi hanno fatto
scoprire una prospettiva diversa dalla quale si vede invece una luce per uscire dal buio.
Il lavoro per me sarà lungo ma so, sono certa di non essere sola e come in un coro il risultato sarà un
messaggio unico pur con l’unicità di ogni singola voce.
Mi fermo qui: questo è il mio primo tentativo di riprodurre quella ninfea....
Elena

 
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