Creato da: corosursumcorda il 04/03/2011
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DAL SEPOLCRO ALLO STUPORE

Post n°59 pubblicato il 05 Giugno 2020 da corosursumcorda
Foto di corosursumcorda

Mercoledì, dopo 4 giorni di ritiro a Caravate, sono tornata in ufficio.
Dopo aver ricollegato il computer, spostato le carte che mi aveva lasciato il collega, recuperato quello che mi
serviva, ho tolto i giorni passati dal calendario e per quel giorno appare questa scritta: “Non vergognarti di
dare testimonianza al Signore”...
Per tutta la giornata sono stata presa dalla quotidianità del lavoro, ma lo sguardo tornava sempre lì e allora
eccomi qui a chiedermi: “Perché no?”
A questo ritiro avevo già dato la mia adesione anche se, essendo stato pensato in un’altra regione, avevo già
dato per scontato che sarebbe stato nella migliore delle ipotesi rimandato, tanto che per il lunedì avevo
preso altri impegni. Poi la sorpresa: si fa ugualmente, a Caravate.
La prima cosa che ho pensato è stata: finalmente un po' di tempo per me, visto che in questo tempo
sospeso non ho mai smesso di lavorare e anche se il tempo lasciato libero da tutti gli altri impegni mi ha
permesso di dedicarmi di più alla lettura, alla preghiera e all’approfondimento di tante letture già fatte.
La seconda: finalmente un po' di tempo con gli amici, vederli, sentirli di persona e non tramite telefono o
computer.
La terza: si torna a cantare insieme!!! Che bello ritornare a sentire tante voci diventare una unica!
Ma quello che ho trovato e provato è stato tutto più di questo.
I testi che abbiamo letto, approfondito, vissuto e il modo in cui tutto ciò è stato fatto mi hanno dato uno
scossone incredibile.
Chi mi conosce un po' sa che difficilmente condivido esperienze e sentimenti. Resto solitamente ad
ascoltare, meravigliata delle diverse sfaccettature che la Parola evidenzia in ognuno di noi.
Questa volta invece è stato diverso: complice forse il fatto che nella Maddalena che piange fuori dal
sepolcro mi ci ritrovo abbastanza e il fatto che sia stata messa di fronte a domande a cui sono stata
“obbligata” a rispondere, mi sono sentita spinta a dare un’occhiatina al sepolcro dal quale ho sempre
cercato di svicolare....
Domanda dopo domanda, ma soprattutto ogni volta che ho tentato di tirare fuori quello che sentivo, dal
mio cuore ibernato da così tanto tempo hanno cominciato a sciogliersi delle piccole porzioni di ghiaccio e
quelle risposte, se pur piccole, parziali e magari scontate, mi sono sembrate comunque come un pezzettino
di un mosaico che preso da solo son dice nulla ma inserito nel disegno finale ha un suo senso.
Ho sentito in questi quattro giorni che c’è Qualcuno che ci unisce, ci lega, che ad ognuno da un’ispirazione
che arricchisce tutti quando si condivide.
Con me fa un sacco di straordinari per spingermi, tirarmi, sollecitarmi....
E mi rallegra il fatto che le intuizioni che abbiamo condiviso, dove io vedevo un muro mi hanno fatto
scoprire una prospettiva diversa dalla quale si vede invece una luce per uscire dal buio.
Il lavoro per me sarà lungo ma so, sono certa di non essere sola e come in un coro il risultato sarà un
messaggio unico pur con l’unicità di ogni singola voce.
Mi fermo qui: questo è il mio primo tentativo di riprodurre quella ninfea....
Elena

 
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peguy, pentecoste, la maddalena

Post n°58 pubblicato il 03 Giugno 2020 da corosursumcorda
Foto di corosursumcorda

CARAVATE: PEGUY, LA PENTECOSTE, LA MADDALENA

 

Quante cose succedono e quanto poco contiamo....Eppure un attimo dopo ti accorgi che le tue azioni possono davvero cambiare il corso della storia di ciascuno....

Dopo questo periodo di Covid 19 nessuno si sarebbe lamentato se il ritiro del coro previsto da settembre per l'inizio di giugno, dai passionisti, non si fosse fatto...D'altronde la situazione la conoscevamo tutti....Ora si può riprendere a fare le cose sospese, ma davvero ne abbiamo voglia? Se scopri che una cosa per te è essenziale, alla fine, nonostante paure e ostacoli, la fai!

Non cantiamo insieme dall 8 di marzo....Eppure questo ritiro “S'ha da fare”, avrebbe detto Manzoni.

Per le cose essenziali chiedi aiuto a chi sai che difficilmente ti dirà di no, perchè ha le tue stesse necessità. Perciò ho chiesto ai miei amici frati passionisti di Caravate di organizzare il ritiro del coro e gli amici del coro, da loro, seguendo tutti i protocolli, e di preparare un tema per un ritiro di quattro giorni con gente che sarebbe andata a partita ogni giorno...Non è facile per chi deve preparare a livello di argomenti una situazione del genere, me ne rendo conto....Ma conto sempre sullo Spirito, perdippiù domenica 31 maggio era proprio Pentecoste!

P.Marcello ha accettato la sfida, perchè di questo si tratta, e in una settimana traccia un percorso che a prima vista sembrava un po' frammentario.....

Partire da Peguy, pucciare i piedi nello Spirito per poi immergerci nella figura di Maria Maddalena e del suo percorso di fede davanti a quel sepolcro.

E come sempre, quando ti lasci guidare dallo Spirito, scopri che quel percorso è stato preparato da altri per te, che il filo rosso che collega tutto esiste anche se non lo vedi.

Quel “Accadere” che distigue Peguy, quel riscoprirsi cattolico e aprire gli occhi allo stupore e al mistero lo rivivi con la discesa dello Spirito, che accade quando meno te lo aspetti...

E la Maddalena che vive tutto in quell'attimo interminabile davanti a quel sepolcro vuoto, dove si è dovuta immergere per riconoscere la voce dello Spirito, senza preavviso né calcoli matematici, né alcuna preparazione teologica.

Abbiamo vissuto quattro giorni di un grande laboratorio, guidati dalla sapiente mano non di p.Marcello, che, come noi, ne è stato solo strumento, ma la mano dello Spirito.

Ci siamo messi in cammino in un atteggiamento di ascolto partecipato, dove ognuno con il proprio intervento sulla propria realtà, ha permesso agli altri di salire quella scala che ci ha portato a vette inattese, ma anche a scendere nel più profondo delle proprie domande che ci siamo accorti essere le domande di tutti, non delle menate personali; sono proprio queste domande che ti permettono di continuare la ricerca del Crocifisso-RIsorto. Vi posso assicurare che anche noi partecipanti ci stupivamo quotidianamente di quanto emergeva. Personalmente mi sono sentita trasportare in luoghi inesplorati, che non credevo adatti alla mia persona; eppure eccomi lì a dare il mio contributo per cercare di vivere appieno e di arrancare anche io su quel sentiero inesplorato di cui non conoscevamo la meta....

Credo sia stata una esperienza molto profonda, raggiunta non volutamente e senza preparazioni, come Peguy seguitava a scrivere e narrare. Come la Maddalena abbiamo dovuto smettere di guardare il nostro sepolcro, le cose che ci tengono attaccate al nostro divano di casa, le nostre sicurezze; anche lei si è dovuta chinare su quella realtà, per potere andare oltre e ricominciare a vivere la sua nuova realtà.

Vi auguro davvero di poter fare questa esperienza che non finisce nemmeno per me in queste giornate. So che per diversi giorni, a volte anche settimane, mi sentirò ritrascinare in questo stato dove sto adesso che sto scrivendo queste righe, come Peguy che seguiva le ispirazioni del momento che è la stessa corsa che ha mosso Maddalena per dare il suo annuncio durante la quale prendeva coscienza e sedimentava in Lei la consapevolezza. Per questo scrivo.

Ringrazio tutti coloro che sono riusciti a partecipare a questa esperienza, anche solo per qualche ora, perchè dalla presenza di ciascuno dipende il risultato, come in un coro. Mai una voce sia sprecata! Mai la diversità di prospettiva diventi impedimento!

 

Caravate, siamo tornati! Lo Spirito è lì che aspetta anche te!

Grazie ai padri passionisti che ci hanno aperto le porte, come sempre, e a p.Marcello che ha accettato la sfida non facile di accompagnarci e di essere accompagnato anche in questa occasione.

 

Sandra 3/6/2020

 
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AMICI PER SEMPRE

Post n°57 pubblicato il 14 Dicembre 2019 da corosursumcorda
 
Foto di corosursumcorda

AMICI PER SEMPRE
Non c’è come l’amicizia vera per arrivare sempre al cuore della vita che ci troviamo ad attraversare.
Quante volte andiamo a cantare insieme, ad annunciare, a suonare, a conoscere, ma stavolta
attraverso l’amicizia coltivata con don Franco, questi gesti sono sembrati più naturali e sinceri
perché vissuti attraverso la nostra amicizia profonda in Cristo.
La gente di Castel Rozzone, nuovo paese di missione per don Franco, ci ha accolti e conosciuti
attraverso le parole e il cuore i don Franco. Ci ha ascoltato ed ha partecipato con attenzione e
splendida apertura alla meditazione proposta dal nostro coro sul mistero dell’incarnazione.
Già dopo la messa animata da noi qualche ora prima, abbiamo ricevuto i primi riscontri con un
entusiasmo e una sensibilità musicale e spirituale speciali.
Ma quell’ora di meditazione vissuta insieme ci ha permesso di mettere in cammino in nostri cuori,
sintonizzandoli sulla stessa frequenza, che ci ha fatti sentire amici in Cristo, compagni di viaggio, e
ha fatto scattare il desiderio di trovarsi di nuovo, di collaborare, di non perderci di vista.
Per me, corista, chitarrista, responsabile del coro, non c’è mai una esperienza uguale all’altra e
anche stavolta è stata unica. La distanza che sembrava un problema, ha invece permesso a noi del
coro di viaggiare insieme e far diventare questa occasione di incontro anche una possibilità di
trovare tempo per noi, di raccontarci durante il viaggio.
Trovare il tempo per la crescita nostra e delle nostre relazioni è sempre così difficile.
Grazie al viaggio in auto ci è stato permesso di conoscere Ramona, nuova amica conosciuta dai
passionisti e che si è ritrovata sulla stessa lunghezza d’onda.
Abbiamo avvicinato tante persone del paese quella sera, persone che però fanno parte di una
comunità dove sono nati tanti religiosi e che è profondamente nel cristianesimo.
Non so se quella sera noi abbiamo evangelizzato loro o sono stati loro ad evangelizzarci. C’è stato
un profondo riconoscimento tra noi come se lo Spirito si fosse messo in moto come nell’incontro tra
Elisabetta e Maria.
Il dialogo a distanza tra noi e don Franco quella sera ha coinvolto tutti...come se ci fosse stato un
grandissimo abbraccio da tutti ci siamo sentiti avvolti.
Grazie ai coristi che con fatica e gran sacrificio si sono messi a disposizione, grazie a don Franco
che ha voluto coinvolgerci in questa nuova avventura partita a settembre, grazie agli abitanti e alla
comunità di Castel Rozzone che ci hanno aperto porte ma soprattutto cuori, senza remore né paure,
ma con tanto entusiasmo e sincerità. Grazie agli amici di Bergamo che ci hanno raggiunto
dimostrandoci di poter contare su di loro e, non ultimo, grazie al Signore che ha permesso tutto
questo. Un grande disegno di cui non ci siamo accorti fino a che non si sono delineati le immagini.
Sono anni che Lui prepara questo quadro tra amicizia, musica, canto, Busto Arsizio, Assago, i
passionisti e l’evangelizzazione, così cara a Paolo VI. Ora però qualcosa cominciamo a
intravvedere....
Ancora una volta abbiamo imparato che bisogna sempre fidarsi di quel Grande Artista che ha una
grande fantasia nell’intrecciare le nostre vite e le nostre esperienze! Ogni Suo desiderio diventa per
noi una gioia!!!
Grazie anche per la grande generosità di Castello!!!
Buon Natale!!!
Un abbraccio a don Franco e a tutti gli amici che ci seguono e a quelli che ci seguiranno!!!!
Sandra
Busto Arsizio, 11.12.2019

 
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CESENA 2019

Post n°56 pubblicato il 26 Novembre 2019 da corosursumcorda
Foto di corosursumcorda

Ogni anno, come si ricordano i famigliari defunti, noi riabbracciamo i nostri amici conosciuti durante il cammino e nella memoria di ciò che abbiamo vissuto facciamo insieme un pezzetto di presente per ravvivare l’amicizia sincera che ci unisce.
Quest’anno i due periodi sono combaciati, almeno per gli amici di Cesena, che quest’anno siamo andati a visitare per il lungo ponte dei santi.
Come sempre, in tutte le storie durevoli, ci siamo riuniti raccontandoci i fatti brutti e quelli belli accaduti in questo periodo nella nostra vita ed emozionati per quelli che stavano per accadere sotto i nostri occhi.
Una nuova nascita in arrivo non poteva che coinvolgerci tutti, dai cesenati ai bustocchi, al nostro don Marco che è sempre il fulcro che ci spinge e muoverci.
Il legame con gli amici che intorno a don Marco si ritrovano a Cesena si è andato via via
stringendo. Alba, Gilberto, Matteo, Marike e Linda con Francesca e gli amici della famiglia, ci hanno fatto sentire a casa.
Non si può più dire che andiamo a trovare solo don Marco. Andiamo a incontraci con la famiglia in Cristo che si è costituita intorno al nostro Cantare.
Quest’anno sono accaduti dei fatti molto “strani” per chi non crede a Colui che ci guida ogni istante.
Oltre ai due viaggi, sia di andata che di ritorno, da Apocalisse e le difficoltà organizzative per la salute di alcuni famigliari e la dislocazione territoriale di alcuni coristi, tutto il resto è stato come un grande disegno scritto solo per noi.
Giovedi sera l’arrivo in tarda serata e l’incontro sempre molto affettuoso e materno con Alba che ci ha radunati intorno al tavolo non solo per mangiare, ma per mettere le carte in tavola sulla situazione della sua comunità e per mettersi in ascolto contemplativo delle nostre vite, raccontate con molta semplicità e voglia di condividere, le belle cose come le brutte, perché agli amici non si riesce a nasconedre nulla!
Venerdi lodi e colazione e....incontro col nostro don Marco, sempre ugualmente felice di vederci e accoglierci, sempre sereno e attento, con cuore sempre palpitante. Con Raffaele, Cristina, Alba e Stefania abbiamo animato la liturgia della comunità del Villaggio Azzurro. Il Paradiso per noi si è concretizzato a Cesena. Sabato abbiamo animato la liturgia al Santuario della Madonna della Visitazione in ricordo del Beato Pio Campidelli, passionista.
Avendo scoperto questo santuario per caso il giorno prima, non abbiamo saputo dir di no alla possibilità di animare la messa del transito il 2 novembre, nella chiesa passionista.
Abbiamo visitato il museo del Beato Pio accompagnati da p.Fernando e grazie all’accoglienza di p.Bruno che ci hanno introdotti alla vita di questa figura passionista.
Increduli e straniti ci siamo lasciati fare dalla nuova compagnia e dal Signore che ci porta ogni volta in posti a noi sconosciuti e ci fa incontrare persone molto particolari e paterne come questi Padri o persone piene di stupore come le cinque persone Mantovane conosciute alla mattina alla Pieve di Polenta dove ci siamo messi a cantare e pregare prima in cripta poi intorno all’altare per dare un saluto e un ringraziamento a Colui che ci ha fatto incontrare permettendoci di unire le nostre voci per creare qualcosa di impensabile e inaspettato.
Matteo, figlio di Alba, si è esibito nella sua grigliata speciale proprio quel mezzogiorno dopo averci tentato l’anno scorso!
Poi la domenica! Marika che sentiva arrivare Lorenzo, nato poi nella notte, messa finale con don Marco che come al solito ci ha fatto salire le lacrime agli occhi. Un amico davvero affidabile.
L’ultimo pranzo in compagnia e poi il saluto e un arrivederci per un battesimo o magari un matrimonio....Vite che si intrecciano nella fede.
Persone e incontri che ci parlano di Lui, di Colui che non smetterà mai di stupirci!
Grazie Signore per averci permesso di incontrarci anche quest’anno, per averci permesso di ridere, di piangere , di sperare, di gioire, di leggere quelle parole che don Marco ci ha scritto il giorno dopo...segno visibile del tuo Amore che sempre ci accompagna e ci fa crescere nella fiducia in ciò che ci accade su questa terra!
Sandra 4.11.2019

 
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PERCHE’ MARIA CI VISITA??

Post n°55 pubblicato il 14 Novembre 2018 da corosursumcorda

PERCHE’ MARIA CI VISITA??

E’ ripartita!! Dopo una settimana trascorsa nel Santuario della Madonna del Sasso a Caravate, la statua della Madonna di Gallivaggio è ripartita!
La Madonna stessa ha chiesto di essere portata a Caravate…Perché? Cosa cercava? Per incontrare chi? Per dirci che cosa? Perché proprio qui, ora? Perché dai nostri padri Passionisti? Perché in queste comunità, in questo territorio, da noi?
Queste domande mi hanno accompagnata tutta la settimana.
Ho scelto di stare per una settimana intera dai padri Passionisti, nella casa di accoglienza e di esercizi che gestiscono e abitano.
Visto il programma così serrato e variegato, ho pensato, dietro anche invito dei Padri a rimanere, che avrei potuto dare una mano e mi sono messa a servizio.
Armata della mia chitarra sono salita al Monte e mi sono fermata là a godermi quell’esperienza e quel silenzio anche se attivo.
Grazie agli amici che in questi anni ho conosciuto e che con me stanno crescendo attraverso i percorsi creati dai padri passionisti, siamo riusciti a non lasciare mai scoperti nessuno degli appuntamenti comunitari, a farci incontrare da chi veniva a far visita alla Madonna e al Santuario.
Abbiamo scoperto con Massimo e Pina la supplica alla Misericordia; abbiamo seguito la lectio quasi quotidiana guidata con sapienza da p.Marcello.
Abbiamo ascoltato le testimonianze delle coppie che sono seguite da p.Marco e di altre realtà che ci hanno aperto la mente a 360 gradi sulla situazione della Famiglia oggi.
Dall’entusiasmo, la speranza, il divertimento, attraverso il dolore e il distacco, alla rinascita, sempre e costantemente alla ricerca dell’amore.
Sotto lo sguardo attento di fratel Emilio e guidata dai suoi consigli, ho cercato di mettermi a disposizione anche degli altri gruppi che si sono succeduti in questi giorni. Dopo le prime titubanze ha anche cercato di chiedere la collaborazione degli amici conosciuti o sconosciuti, per animare i vari momenti.
Mai però mi sarei aspettata di ritrovarmi coinvolta addirittura a suonare con il gruppo dei ragazzi venuti fin da Maccio per animare la messa e l’ora di adorazione del sabato sera. Pensavo “finalmente” di mettermi in un angoletto ed assistere come spettatrice....Invece l'entusiasmo di questi visitatori mi ha travolto e fatto tornare ai miei anni di educatrice di oratorio...
Non sono mancate le ore di silenzio e di preghiera individuale in santuario, davanti alla statua e davanti al tabernacolo o davanti al crocifisso.
Le cose da contemplare non mancano di certo in quel tempio, e neppure fuori, visto il Parco che avvolge l’ambiente!
Ma, la presenza della Madonna si è sentita?
E’ solo stata un’occasione di incontri o i segni si sono visti?
I miracoli si sono verificati o no? Per quanto mi riguarda, mai come in questa settimana ho avuto l’occasione di approfondire i miei rapporti con persone nuove ma soprattutto con gli amici conosciuti qui a Caravate; seduti, davanti a quella statua, i nostri cuori si aprivano, si liquefacevano (per usare un termine caro a san Paolo della Croce, fondatore dei passionisti), fino a fondersi.
Con più di una persona ho fatto questa esperienza. E anche con le persone con cui non ho parlato direttamente, ma anche solo attraverso il cellulare c'è stata una intesa diversa…un vero e proprio Tempo di Grazia.
Anche con le due sorelle responsabili dei giovani di Maccio l’intesa è stata immediata e profonda; parlavamo la stessa lingua, la lingua dell’amore, del cuore, del servizio e quando questo succede la comunicazione avviene su un altro livello.
I veri miracoli li ho toccati con mano attraverso la trasformazione di alcuni rapporti che da mesi erano ad un punto morto, con persone comunque a me care, rapporti caratterizzati da una chiusura inspiegabile, senza una vera motivazione. Dopo due giorni dalla visita di Maria, le relazioni difficili sono ridiventate aperte e facili, come se qualcuno fosse intervenuto per aggiustare le cose che mi stavano a cuore.
Questi sono stati i miei miracoli!
E ancora: il mio coro intervenuto con tante voci nonostante la distanza e l’avversione a Caravate emersa l’anno scorso. La corista ritornata a cantare con noi dopo un anno di silenzio....Le parole di un’amica che ha avuto un anno martoriato e che mi testimonia proprio lì l’importanza degli amici-coristi nella sua nuova condizione. Insomma, non è stata solo una settimana di servizio, ma di incontri, di rapporti nuovi, di affetti o di relazioni che sono andati in profondità, di occasioni per dimostrare l’affetto e la stima ai nostri frati passionisti, ai sacerdoti che si sono succeduti (don Peppino addirittura venuto da Busto arsizio), a Massimo e Pina sempre presenti, a chi lavora nel ritiro dietro le quinte e si fa fatica a conoscere davvero;
è stata una settimana di preghiera, di riscoperta del valore della collaborazione, della fiducia, delle amicizie vere.
Questa settimana ho visto la voglia di darsi da fare, da parte del popolo di Dio, che arrivava in visita già sorridente, con la voglia di essere coinvolto e di dare una mano. Nessuno si è tirato indietro quando abbiamo chiesto collaborazione all’assemblea.
Tutti a disposizione, i fedeli! Come i nostri cuori disponibili all’ascolto della Parola! Per i sacerdoti questo sia di incoraggiamento! Non siete soli nel vostro agire! Ma non pensate di dover fare tutto da soli....La Madonna insegna: la prima discepola e annunciatrice....L'Amore vero spinge....Impossibile fermarsi!
Spero che anche i giovani che non hanno risposto alla proposta come si sperava, imparino da tutti la disponibilità piena a lasciarsi plasmare attraverso la presenza e l’ascolto.
E adesso fatevi voi la domanda che avrei voluto fare al Vescovo di Como: perché a Caravate?
perché per noi? Quale messaggio sta cercando di darci e lasciarci Maria? Certo è che il Suo pellegrinaggio non è passato inosservato!
Grazie a tutti quelli che si sono lasciati chiamare, come figli veri, da Maria e dalla Misericordia che nonostante la partenza della statua, ora è con noi perché abita in ciascuno di noi!

Sandra

 
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