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La Iervolino se ne va ma non sappiamo chi verrà e forse ci vorrà un fotofinish.

Post n°437 pubblicato il 18 Aprile 2011 da corvo_rosso_1

 Il quadro è frammentato, molti i candidati in lizza, la gara aperta e per il sindaco del dopo Iervolino ci vorrà il ballottaggio. Dunque, due corse, una per spannocchiare il campo l’altra per scegliere l’eletto. E chi vincerà la prima potrebbe ritrovarsi secondo in replica. Non sarà infatti come alle regionali dove per il dopo Bassolino erano il lizza due coalizioni e due candidati, centro destra contro centro sinistra e due politici di lungo corso. O Stefano Caldoro o Enzo De Luca, programmi simili ma personalità diverse, storie politiche chiare per entrambe, ex socialista il primo ex comunista il secondo, sotto l’egida berlusconiana il primo, sotto quella dalemiana il secondo, entrambi in discontinuità bassoliniana, con maggior credibilità il primo, tenace combattente il secondo. Fu un bel match, Caldoro vinse e convinse tranne che a Napoli dove il pugnace salernitano De Luca gli si avvicinò pericolosamente fermandosi in percentuale a un significativo -2. Dopo un anno tutto è cambiato. La coalizione di centro destra è un ricordo sbiadito ed uno strumento inservibile. Quella di centro sinistra in frantumi. Il Pdl ha sciupato un potenziale imbattibile riuscendo a perdere Casini e Mastella per imperizia politica più che per difficoltà negoziali, ed oggi appare stremata e divisa al suo interno, priva di allure e contestata da settori importanti del suo tradizionale blocco sociale di riferimento. Il Pd, se possibile, ha fatto anche peggio, sprecando risorse umane ed elettorali e scoraggiando un vasto potenziale consenso. Oggi il centro sinistra è spaccato in due pezzi, forse tre, diviso al suo interno e con parte del suo storico elettorato alla ricerca di vie di fuga, tra astensionismo ed estremismo. Due capolavori, non c’è che dire, in una città tendenzialmente anarchica in cui la prima condizione della governabilità è la coesione degli schieramenti politici. Il rischio infatti è che la frammentazione sopravviva al risultato elettorale creando al vincitore le stesse difficoltà che ha incontrato la Iervolino in questi ultimi anni. E Napoli certo non se ne avvantaggerà. E siccome la città è già ridotta in condizioni pietose, il rischio è che continui a scivolare, e ciò a prescindere dagli unanimi e sinceri buoni propositi dei candidati. Il problema è che, come è già stato rilevato, manca la politica che è stata sostituita dall’elettoralismo, con gli inevitabili contorni di demagogia, populismo, giustizialismo, voti di scambio, infiltrazioni camorristiche e quant’altro, senza uno straccio di visione del futuro della città, di cosa fare e soprattutto di come fare, neppure la consapevolezza dello stato reale in cui essa si trova sul piano economico, sociale, culturale, delle condizioni strumentali e finanziarie del Comune. Ed allora resta un mistero se il nuovo inceneritore effettivamente si farà, essendoci più contrari che favorevoli, se mai si riuscirà a fare la differenziata, pur essendo a parole tutti d’accordo, se si riuscirà a far lavorare di più i dipendenti dell’Asia (l’azienda per la raccolta dell’immondizia), se si cambierà e come il piano regolatore, se ci sarà una variante per l’area industriale e le necessarie correzioni per Bagnoli, se ed in che modo si eviterà nuovo abusivismo e se si sanerà quello da abbattere. Se e quando finirà il calvario degli eterni cantieri nei quali spesso non si vede anima viva, se si riuscirà a far rispettare le aree pedonali o impedire che i motorini falcino i passanti sui marciapiedi, se i Vigili Urbani usciranno dal loro letargo, se si deciderà di far presidiare le periferie della droga dall’Esercito, se ci sarà la bonifica delle aree a rischio clan, con operazioni mirate. Non sapremo nulla su tutto ciò. Ma risentiremo i refrain di Napoli capitale, del suo ruolo nel Mediterraneo, delle sue infinite potenzialità, della necessità nazionale di rilanciarla, delle sue bellezze e del suo patrimonio sprecato e bla bla vari. Per chi la ama veramente non resta che rivederla, com’è e come resterà, nello splendido film di Turturro, “Passione”.

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