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cap. 66 - Una coppia di scoppiati -
Post n°69 pubblicato il 25 Agosto 2009 da sareva82
Luciano ascolta, esprime giudizi sensati e dà consigli da amica ma da un punto di vista maschile. Che è il massimo. L’unico problema è che a volte è un tantino troppo…surreale. “Fai come ha fatto Viviana col vigile del fuoco: ti metti giarrettiere e biancheria di pizzo, entri nella sua stanza, chiudi a chiave la porta, ti siedi sulla scrivania di fronte a lui e lo guardi con intenzione. Se non capisce è frocio” “IM-PRO-PO-NI-BI-LE!!! Mi conosci. Mai e poi mai!” ululo nella cornetta. “E allora fottiti” E a questo punto la conversazione ha preso una piega tale che è inutile tentare di spiegargli che in ospedale certe cose non si possono fare e che anche se si potesse io non le farei perché non sono Viviana. Meglio parlare di vestiti e riprovare tra un po’. Cerco di ricondurlo entro i confini della decenza allo scopo di farmi suggerire una strategia che non cozzi contro le leggi della buoncostume. “Perché non provi a dare una festa?” E vaaaiii!!! Grande Luciano! Sei grande grande grande come te sei grande solamente tu.
DUE PAROLE SUL TEMA Considerata da un'ottica esclusivamente femminile, la festa è un ponte verso il pianeta dei maschi. Per una donna esistono solo due tipi di feste: quelle che lei organizza per acchiappare un renitente e quelle a cui lei partecipa perchè ci sono maschi interessanti. In entrambi i casi la domanda di rito è: "Che mi metto?" a cui si aggiunge un "Quanto mi costerà?" in caso di festa autorganizzata e un "Da chi mi faccio venire a prendere?" in caso di festa eterocoordinata. Quando una donna decide di dare una festa per acchiappare un uomo vuol dire che le ha già tentate tutte e la festa è proprio l'ultima spiaggia. Presa la decisione, vengono convocate in conclave le amiche fidate per stilare con l'organizzatrice una bozza di invitati badando a quanto segue: 1) i maschi devono essere in soprannumero; 2) le femmine devono essere insignificanti. Ma non squallide. Quindi si passa alla disamina dei maschi non accompagnati i quali vengono suddivisi per fasce d'età, professione e patrimonio. Questo secondo momento non ha molta importanza per la riuscita di una festa ma serve al morale dell'organizzatrice sapere che ci saranno altri candidati buoni nel caso in cui il LUI festogeno preferisse arruolarsi nella Legione piuttosto che... Non essendoci, infatti, niente di più gramo di una festa data per un uomo che poi non si presenta, è meglio coprirsi le spalle con dei succedanei di aspetto gradevole e di spirito ameno. A questo punto si passa alla compilazione di un menu che risponda ad indispensabili requisiti di abbondanza e sofisticatezza ma sia a buon mercato. E se è vero che una donna non vuole fare la figura della pidocchiosa davanti al potenziale principe azzurro, è altrettanto vero che per nulla al mondo spenderebbe il proprio denaro alla cieca. Tanto nel caso in cui l'organizzatrice non abbia il becco di un quattrino, quanto nel caso in cui abbia appena ereditato una fortuna, la donna quando si tratta di ménage familiare è estremamente oculata. Una donna può spendere una fortuna in profumeria o in un negozio di calzature, ma appena entra in un supermercato si trasforma nella saggia massaia tanto cara all'iconografia e alla mamma. Soppesa, confronta i prezzi, studia i componenti, pesa coloranti e conservanti, valuta se il burro proviene da un paese inquinato da nubi tossiche antiche o recenti, rifiuta i prodotti francesi per dispetto a Sarkozy (o a Chirac, a Mitterand o De Gaulle, insomma solo perchè i francesi sono veramente antipatici) e sceglie cibi italiani per motivi patriottici. Tra le pareti domestiche la donna è accorta e parsimoniosa, quasi taccagna. Memore degli insegnamenti materni, o meglio, intrisa di decenni di pensa a chi non ha niente...non buttare perchè un domani tutto può servire, ella oltre a riempire i cassetti di ogni sorta di ciarpame, ricicla, utilizza fino a consunzione, converte, ricombina, miscela e soprattutto non spreca il cibo che è bendiddio. Conserva quarti di cipolle, spicchi di limone, inezie di prezzemolo, francobolli di cotoletta, sublimato di pasta e fagioli. Riempie il frigo di vestigia alimentari avvolte ognuna nel proprio sudario di pellicola trasparente, ammonticchiate le une sulle altre secondo una gerarchia piramidale in desolata attesa che arrivi il loro turno di essere buttate. In genere, la sera della festa, la padrona di casa è l'unica a non aver fatto in tempo ad andare dal parrucchiere, l'unica che deve ancora finire di truccarsi quando gli invitati sono già in salone e il fuoco nel camino si è spento ed è una notte che fa un freddo che sembrano due, l'unica con le calze smagliate, l'unica con la lingua di fuori. LUI, in genere, non si presenta. Ma qualche volta accade il miracolo: lui si presenta e balla sempre con lei ed è meraviglioso, addirittura si materializza con due bicchieri e una bottiglia di frizzantino davanti a lei che era andata ad assumere una posa meditabonda tra le luci soffuse dello studio attrezzato ad arte fin dal mattino con fuoco scoppiettante di quelli a prova di estintore (chilogrammi ottantadue di diavolina, ogni cubetto grosso come un volume della Treccani) e poi, ad un tratto, dopo mezzanotte, cade vittima di un maleficio o di uno sdoppiamento di personalità e va via all'improvviso, incazzato con l'universo mondo. E lei si dispera perchè non capisce ma soprattutto perchè, davvero, non valeva la pena di spendere tutti quei soldi e sporcare tutta la casa e sfinirsi per uno stronzo simile...ma che dici, gli telefono? gli scrivo una lettera dolce...no, un biglietto durissimo...mandagli dei fiori, gli uomini rimangono colpiti dai fiori...delle pantofole ricamate?...una vestaglia...un libro di poesie?...un dolce fatto da te...ma che dolce fatto da me che l'ultima volta ho fatto una torta al limone così dura che sembrava un freesbee...dio come lo amo!
Poi ci sono le feste organizzate da altri. Noi donne diffidiamo delle feste organizzate dagli uomini per il semplice motivo che esse corrispondono a criteri uguali e contrari a quelli che ispirano le nostre: i maschi sono pochi e insignificanti, le femmine sono in esubero e la più brutta è la fotocopia di Alida Valli ne Il caso Paradine. Ragion per cui una donna di buon senso in genere si risparmia tali dolorose corvées. Ovviamente partecipa alle feste organizzate da altre donne. Si fa accompagnare da un amico decente con mansioni di autista e a lui si rivolge prontamente nel caso sventurato in cui la festa sia un'incommensurabile bufala. Evento non raro.
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il 27/09/2009 alle 15:50
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