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cap. 67 - Donne sull'orlo di una crisi di nervi -
Post n°70 pubblicato il 25 Agosto 2009 da sareva82
LE COCCINELLE sono d’accordo con riserva, Gloria disapprova senza appello. Secondo loro non vale la pena pulire la casa e spendere soldi per una festa solo per invitare un puttaniere, ma se proprio mi va… “Tu che ti metti?” chiede con la miglior aria indifferente Elisabetta. Passo in rassegna con la mente tutto il guardaroba e ovviamente non trovo niente di adeguato. Ho bisogno di qualcosa che sia arrapante e nello stesso tempo raffinato: un ossimoro da passerella insomma. Dopo una pausa ragionevole quasi all’unisono concludiamo: “Bisogna fare un salto da Paolo” “Sai dov’è che sbagli?” mi chiede l’indomani Francesca mentre cerchiamo qualcosa di sontuosamente sexy. “No, dimmelo tu”. “Sbagli quando ti aspetti che le cose nella realtà accadano come in un film o in un romanzo”, dice mostrando una superba gonna di Ferrè di colore cangiante tra il verde scurissimo e il bronzo. Elisabetta appena la vede perde i sensi, io e le pinocchiette abbandoniamo il ravanamento nel reparto maglieria per poter collassare in uno spazio più ampio, Paolo – il proprietario dello stockhouse -rivolge all’insieme gonna-svenimenti-cellulite uno sguardo paziente, poi storce la bocca, alza gli occhi al cielo e con la compostezza che lo contraddistingue, ci vulcanizza. Bisogna dire che Paolo è un uomo di buon gusto: se lui dice che una cosa non ci sta bene vuol dire che con quella roba addosso sembriamo pere William glassate. Lui non è il solito negoziante avido (non per niente ci fa sconti da racconto mensile del libro Cuore), dunque siamo obbligate a starlo a sentire – io ho derogato solo in occasione dell’acquisto di un paio di jeans D&G pieni di tagli e spille da balia ma ogni volta che li indosso mi sento in colpa. Noi ricambiamo le sue attenzioni con una fedeltà da cane lupo. Praticamente razziamo periodicamente tutto quello che c’è nel negozio e quando non arriva roba nuova grattiamo il fondo del barile della maglieria, raschiamo il tegame dei pantaloni fino a farlo luccicare, sfreghiamo la teglia delle gonne fino a non lasciare più niente anche a costo come accade spesso di non avere il tempo di indossare tutto quello che abbiamo acquistato. La gonna viene mestamente riposta. In effetti una gonna lunga e rigida non è l’ideale per una donna di tipologia piccolonda perché la rende paralume. “Non sono l’unica” dico riallacciandomi al discorso della donna più saggia del mondo. “Anche Nora Ephron ci crede” “Sarebbe?” “La regista di Insonnia d’amore” “Oddio! L’unica cosa sensata di quel film che peraltro non ho mai visto era…” “Non dirlo se non vuoi che ti tagli la gola” “Tagliamela ma l’unica cosa sensata di quel delirio di melassa era la mitica frase…aspetta, l’ho sentita ripetere alla tele…è più facile per una donna oltre i quaranta essere uccisa in un agguato terroristico che trovare marito” Le recido la carotide con un colpo magistrale e poi mi faccio aiutare dalle pinocchiette a smaltire i rifiuti solidi.
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Inviato da: alba_chiara5
il 27/09/2009 alle 15:50
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il 28/08/2009 alle 17:09
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il 28/08/2009 alle 14:42
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il 27/08/2009 alle 13:41