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10 dicembre 2008 - Diritti Umani

- 10 dicembre 2008 -
a 60 anni dalla …

     Dichiarazione Universale dei 
                      Diritti dell'Uomo -           

Convenzione adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
il 10 Dicembre 1948

       [   siamo sicuri che nel nostro sociale ognuno di noi    
si impegni al rispetto di tale dichiarazione?
 ]   

In effetti il documento considerato storicamente come la "prima carta dei diritti dell’uomo" in quanto esprime rispetto per l’uomo in quanto tale e promuove una forma elementare di libertà e tolleranza religiosa risale a molto più di 60 anni fa.

Nel  VI sec. a . C. , infatti,  Ciro il Grande, sovrano dell'Impero Persiano (attuale Iran), dopo la conquista di Babilonia (attuale Iraq) nel 539 a.C., fece emanare un testo che fu poi inciso sul famoso "cilindro di Ciro", rinvenuto nel 1879 tra le rovine di Babilonia ( oggi a Londra nel British Museum).

In esso Ciro dichiarava in sostanza che i cittadini dell'Impero erano liberi di manifestare il loro credo religioso e, inoltre, aboliva la schiavitù permettendo il ritorno dei popoli deportati nelle terre d’origine, dalla qual cosa derivò anche la biblica fine della cattività babilonese per il popolo di Israele

A distanza di più di 2.500 anni, dopo la seconda Guerra Mondiale, con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, si è stabilito, per la prima volta nella storia moderna, l'universalità di questi diritti, non più limitati unicamente ai paesi occidentali, ma rivolti ai popoli del mondo intero, e basati su un concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile, ed universale.

La Dichiarazione riconosce tra le altre cose il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale; al riconoscimento come persona e all'uguaglianza di fronte alla legge; a garanzie specifiche nel processo penale; alla libertà di movimento e di emigrazione; all'asilo; alla nazionalità; alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; alla libertà di associazione, di opinione e di espressione; alla sicurezza sociale; a lavorare in condizioni giuste e favorevoli e alla libertà sindacale; a un livello adeguato di vita e di educazione.

Più tardi nel 1966 ne scaturisce un ulteriore documento la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici che dovrà essere monitorata dalla  stessa Commissione per i Diritti Umani che nel 1948 aveva redatto il testo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Recentemente, nel 2006,  la commissione ha cessato di esistere come tale, trasformandosi nel Consiglio ONU per i Diritti Umani.

La Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici del 1966 (entrata in vigore il 23 marzo del 1977)  definisce cinque categorie di diritti umani:

  1. La protezione dell'integrità fisica dell'individuo
    (contro la detenzione arbitraria, la tortura e l'uccisione). 
  2. L'imparzialità del giudizio
    (osservanza della legge, diritti del detenuto, procedura giudiziaria, standard minimi di detenzione per i prigionieri, diritto alla difesa, diritto ad un giusto processo). 
  3. La protezione contro le discriminazioni basate sul sesso, l'etnia o la religione, e quelle di altro genere.
  4. La libertà di pensiero, di parola, di associazione, di stampa e di riunione.
  5. Il diritto di partecipazione politica (cioè di fondare o aderire a partiti politici, di voto, di critica delle autorità di governo).

   Sempre come conseguenza dell'importante atto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sono derivati ancora numerose altri strumenti di tutela dei Diritti Umani  introdotti a   livello internazionale, tra i quali
  • la Convenzione ONU contro la Tortura del 1984
  • Convenzione sull'Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione Razzialele del 1969
  • Convenzione sull'Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione Contro le Donne del 1981 
  • Convenzione sui Diritti del Fanciullo del 1989
  • Statuto di Roma sulle Corti Criminali Internazionali del 2002 

 

Il testo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

 

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L'ASSEMBLEA GENERALE

proclama

la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Continua a leggere gli altri 29 articoli QUI

 


 

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Questo Post n° 5 di questo mio Nuovo Blog
è dedicato a mio padre, Francesco, morto il 10 dicembre 1969
e che in soli 20 anni di vita insieme ha saputo donarmi tanto!
GRAZIE   PAPA'
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