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LAVOROeSALUTE news

Pagine online del Periodico cartaceo. Diretto da franco cilenti

LAVOROESALUTE È UN PERIODICO DI

Distribuito gratuitamente da 25 anni in Piemonte. A cura di operatori e operatrici della sanità e dell'ambiente. Finanziato dai promotori con il contributo dei lettori.

redazione: info@lavoroesalute.org 

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 N° 4- ottobre 09


* DOSSIER virus dei porci

* il nostro lavoro per la salute in Piemonte. Eleonora Artesio, assessora alla sanità

* infermieri stranieri, benvenuti. Dove si chiede il riconoscimento dei titoli in Piemonte

* chi ci frega l'acqua e tutti gli altri servizi pubblici

E' DISPONIBILE L'ULTIMO NUMERO DEL PERIODICO CARTACEO. CHI FOSSE INTERESSATO ANCHE A DISTRIBUIRLO NEL PROPRIO LUOGO DI LAVORO, QUALORA NON LO AVESSE POTUTO REPERIRE NEANCHE NELLE PORTINERIE, PUO' RICHIEDERLO ALLA REDAZIONE info.lavoroesalute.org"

nb. solo per Torino e prima cintura la consegna è a cura della redazione

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POLITICHE DI PACE

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PRESENTE E FUTURO

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Hasta siempre dottor Ernesto Guevara

Il potere ha sempre paura delle idee e per arginare la lotta degli sfruttati comanda la mano di sudditi in divisa e la penna di cervelli sudditi. Assassinando vigliaccamente il Che lo hanno reso immortale, nel cuore e nella testa degli uomini liberi. Negli atti quotidiani di chi si ribella alle ingiustizie. Nei sogni dei giovani di ieri, di oggi, di domani! (cile54)

 

G8 GENOVA 2001: CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO

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LA LOTTA ALLA MAFIAUn albero per Peppino
L’albero che era stato piantato in onore di Peppino Impastato, giovane militante di democrazia Proletaria e fondatore di Radio Aut, ucciso da Cosa Nostra a Cinisi il 9 maggio 1978, è stato sradicato e appoggiato su un muro dove è stato poi scritto  “viva la mafia”. Piantiamo un albero nel nostro blog contro tutte le mafie, contro la stupidità della gente, contro omertà e connivenza, ma soprattutto

IN ONORE DI UN EROE CONTEMPORANEO

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1937/2007 L'ANNIVERSARIO, LA MEMORIA E L'ATTUALITA' DI ANTONIO GRAMSCI

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LA NOSTRA CIVILTA' COSTITUZIONALE

La Costituzione ha sessant’anni. Approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 è in vigore dal primo gennaio del 1948.
Con i suoi 139 articoli e le sue 18 disposizioni transitorie e finali essa rappresenta il risultato di un lavoro appassionante e di una convergenza di grandi culture politiche che segnano la rinascita del paese dalle ceneri e dal sangue della dittatura fascista, delle leggi razziali, dell’invasione nazista, del secondo conflitto mondiale.

La Costituzione è figlia di un incontro paziente ed al tempo stesso appassionato tra la cultura socialista e comunista, il mondo cattolico, il pensiero liberal-democratico; un incontro che ha avuto il momento più alto e drammatico nella resistenza al nazifascismo e nella lotta di liberazione. Non è un compromesso al ribasso, non è frutto del piccolo cabotaggio, non guarda soltanto alla terribile – ed al contempo affascinante – congiuntura del dopoguerra.
Contiene il tessuto della costruzione democratica, di una democrazia che è regole, riconoscimento e tutela dei diritti dell’uomo (“sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”) e della pari dignità sociale dei cittadini “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” ma si realizza al contempo attraverso l’ “adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Essa indica quale compito della Repubblica quello di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale”. 

Non si limita al riconoscimento formale delle libertà e dell’eguaglianza, indica un processo di rimozione degli ostacoli verso un orizzonte di sostanziale libertà (dal bisogno e dalle discriminazioni) e di eguaglianza. Un fine di giustizia sociale, attraverso un percorso che parte dal riconoscimento dei diritti inviolabili, dal ripudio della guerra, dall’abolizione della pena di morte, dal riconoscimento della personalità della responsabilità penale e dal rifiuto di una concezione vendicativa della pena, dalle libertà sindacali, dal diritto di sciopero, dalla legalità e che si snoda – con le garanzie date da un ordinamento basato sull’equilibrio e la limitazione dei poteri – verso l’effettivo riconoscimento del diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una esistenza libera e dignitosa, all’assistenza sociale.  Questo cammino è perseguibile per i costituenti solo in quanto l’iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” ed in quanto l’attività economica pubblica e privata “possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

 

I 7 FRATELLI CERVI

di Marco Paolini

   

Zero - perchè la versione ufficiale sull'11/9 è un falso Leggete questo libro e capirete le strategie dell'impero e dei suoi pretoriani; gli interessi economici e militari che spingono uomini senza scrupoli e morale a creare uno stato di guerra continuo per il dominio assoluto delle risorse energetiche residue ed altro ancora.

www.robertosaviano.it

 

 

Donne e salute: il diritto di scelta è alla base di uno stato laico e democratico

Post n°2824 pubblicato il 20 Novembre 2009 da giornalismoetico
Foto di cile54

Tu partorirai con dolore, o forse no?

Mesi di post e discussioni su parto, dolore ed epidurale, diritto di libera scelta e poi alla fine la decisione. Inutile arrabbiarsi leggendo l’ennesima bufala sull’epidurale spacciata per buona grazie al bollino della Evidence based medicine. Inutile imbufalirsi per l’ennesima richiesta disperata dell’ennesima futura mamma alla ricerca dell’epidurale che non c’è.

Così le più affezzionate al blog epidurale hanno deciso di passare all’azione, di rispondere colpo su colpo alla propaganda anti-epidurale, al partito del parto naturale a tutti i costi, alla frangia manichea che vorrebbe ridurre il parto in Italia ad una logica calcistica: naturale contro medicalizzato.

Leonilde, Arianna, Federica, Gabriella, Laura. Donne diverse per professione - dalla casalinga alla dottoressa anestesista - ma tutte convinte che l’Italia ha bisogno di voci femminili che difendano attivamente il diritto di scelta delle donne ad un parto rispettoso del loro corpo, della loro persona e del loro dolore.

Leonilde è la prima che tracciato il solco dove tutte noi oggi cerchiamo di seminare idee e iniziative, perchè Leonilde ha scritto la petizione che oggi l’AIPA promuove attivamente. Una petizione che prima di essere affidata al web girava per le strade di Velletri e zona Castelli Romani.

Titty (Leonilde) fermava per strada i passanti e spiegava loro quello che nessuno in Italia sa o finge di non sapere. E cioè che l’84% degli ospedali e delle cliniche convenzionate nega il parto in analgesia epidurale alle donne. Che persino in quel 16% si annidano protocolli ospedalieri e/o personale sanitario che di fatto possono negare arbitrariamente e senza nessuna motivazione medica l’epidurale alle partorienti che ne fanno richiesta.
Basta dire che non sei ancora a 4 cm di dilatazione e che devi aspettare. E tu aspetti e spingi e soffri. E le ore passano e quando implori nuovamente l’anestesista quello non verrà mai perchè hai superato i 6 cm. 4 cm, 6 cm.
Nel parto la geometria è un’opinione peraltro impossibile da verificare nelle sue grandezze.

Laura è avvocato e più di una volta ci ha aiutato con le sue consulenze legali. Gabriella sarà mamma per la terza volta e malgrado la sua panciona ha percorso i corridoi degli uffici della Regione Toscana per conoscere i motivi che hanno fatto della sua regione, un paradiso del parto "naturale" e un incubo per le madri che vorrebbero un parto indolore assicurato.

Arianna è l’anestesista del gruppo, la nostra fonte principale di informazioni mediche sulla tecnica della analgesia in travaglio di parto. Federica è la nostra pillola energetica, la nostra giornalista d’inchiesta, quella che riesce a trovare notizie incredibili che fanno spesso riflettere.

Ma poi ci sono Claudia e Federica la rossa, Alessia, Natalia, Paky. Chiedo scusa se non nomino tutte le donne che hanno dato e danno un contributo importante per questa lotta.
Donne che credono che gridare alla medicalizzazione quando si parla di epidurale è da scellerate. Perchè la storia dovrebbe averci insegnato che la difesa incondizionata della naturalità, nasconde ombre che credavamo fugate con i referendum su aborto e divorzio.

E’ la difesa della Natura - quella metafisica con la enne maiuscola - che ha privato per millenni le donne del diritto di scelta ad una maternità consapevole.
E’ sempre per amore della Natura che le donne infertili vengono bombardate di ormoni e costrette ad impiantarsi tre embrioni senza indagine prenatale.
Sempre per amore della Natura e contro l’eccessiva medicalizzazione le italiane sono le ultime in Europa a poter abortire con la RU486. I rischi di un intervento chirurgico evidentemente per qualcuno sono preferibili all’assunzione di un farmaco.

Il 9 dicembre alcune di queste donne che mai si sono viste se non su facebook si incontreranno finalmente a Roma in conferenza stampa. Lasceranno le loro case di Velletri, Milano e Venezia e tenteranno di portare la voce di altre donne e di altri uomini. Gli altri, quelli che pensano che il dolore non possa essere imposto. Che il diritto di scelta è alla base di uno stato laico e democratico.

Che non ci si può nascondere dietro l’empowerment della futura madre; che l’empowerment non può giustificare l’indecenza di non poter scegliere una tecnica antalgica efficace e sicura per lenire un dolore importante come quello del parto.

di Paola Banovaz

L’AIPA, Associazione Italiana Parto in Analgesia è nata grazie all’impegno di un manipolo di donne testarde, amiche virtuali incontrate per caso su epidurale.blogspot.com e sul forum di www.alfemminile.com.

Vedi on line : Aipa-Italia.it

 
 
 

Il governo non s'illuda: il popolo dell’acqua continuerà la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico

Post n°2823 pubblicato il 20 Novembre 2009 da giornalismoetico

Acqua privata per tutti!

"La battaglia si sposta sui territori: gli Enti Locali si riapproprino del bene comune acqua". Dopo l’approvazione con voto di fiducia del decreto legge comprensivo dell’articolo 15 relativo alla privatizzazione della gestione dei servizi idrici, il Forum Italiano Movimenti per l’Acqua rilancia la campagna "Salva l’acqua" con il seguente comunicato stampa.

Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com’è l’acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è sceso da subito in campo per contrastare questo provvedimento con la campagna nazionale "Salva l’Acqua" verso la quale si è registrata un’elevatissima adesione. Ad oggi abbiamo consegnato al Presidente della Camera 45.000 firme a sostegno dell’appello che chiedeva il ritiro delle norme che privatizzano l’acqua.

Inoltre, migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso e contrarietà all’Art.15 in un presidio svoltosi lo scorso 12 Novembre a Piazza Montecitorio e in varie mobilitazioni territoriali, migliaia di persone hanno inviato mail ai parlamentari per chiedere di non convertire in legge il decreto 135/09, molte personalità hanno espresso da una parte la loro indignazione e dall’altra il loro sostegno alla campagna.

In questi giorni è cresciuta nella società la consapevolezza che consegnare l’acqua al mercato significa mettere a rischio la democrazia. Nonostante questa mobilitazione della società civile e degli stessi Enti locali, il Governo ha imposto il voto di fiducia e non accoglie le richieste e le preoccupazioni espresse anche molti Sindaci di amministrazioni governate da maggioranze di differenti colori politici.

Come Forum dei Movimenti per l’Acqua siamo indignati per la superficialità con cui il Governo, senza che esistessero i presupposti di urgenza, ha voluto accelerare la privatizzazione dell’acqua.

A questo punto siamo convinti che la contestazione dovrà essere ricondotta nei territori, per chiedere agli Enti Locali che si riapproprino della podestà sulla gestione dell’acqua tramite il riconoscimento dell’acqua come diritto umano e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e nel contempo di sollecitare le Regioni ad attivare ricorsi di legittimità nei confronti del provvedimento.

Queste percorsi di mobilitazione sono percorribile così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale pugliese, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali siciliani e nel resto d’Italia, da ultimo quello di Venezia.

Il popolo dell’acqua continuerà la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico assumendo iniziative territoriali e nazionali volte a superare l’Art. 15 del decreto legge.

Come Forum dei Movimenti, chiediamo a tutta la società civile di continuare la mobilitazione e far sentire il proprio dissenso anche dopo l’approvazione dell’art. 15 attraverso mobilitazioni sui territori ed invio di messaggi a tutti i partiti, ai consiglieri comunali provinciali e regionali, ai parlamentari locali. A Sindaci ed agli eletti chiediamo di dar vita nelle rispettive istituzioni a prese di posizioni chiare che respingano la legge e di dar vita a iniziative di protesta nelle istituzioni stesse.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 
 
 

Persone non comuni: Francesco, infermiere con Medici Senza Frontiere, racconta la sua esperienza di head nurse

Post n°2822 pubblicato il 20 Novembre 2009 da giornalismoetico

Metti in pratica i tuoi ideali

La mia esperienza sul terreno con Medici Senza Frontiere è iniziata nel 2008 quando sono partito per partecipare a un progetto nel Darfur, in Sudan. Un’esperienza che ha indubbiamente cambiato la mia visione del lavoro di infermiere in paesi in cui c’è bisogno di qualsiasi cosa: dai generi di prima necessità agli ospedali, dal materiale sanitario al personale qualificato.

Forte di questa esperienza, non ho avuto esitazioni quando mi hanno proposto di andare per tre mesi in Pakistan, paese da cui sono appena tornato.

Il lavoro si è svolto in un pronto soccorso creato apposta da Medici Senza Frontiere all’ interno di un ospedale locale, per far fronte all’arrivo di un elevato numero di profughi e successivamente ad un’epidemia di colera.

Il mio ruolo nella struttura è stato quello di head nurse, una figura professionale simile a quella di un infermiere capo sala, ma con una gamma diversa e più vasta di ruoli e questo grazie ai progetti di MSF che danno sempre l’opportunità di poter applicare i nostri studi e le nostre esperienze professionali a 360°.

Mentre in Italia ci sono molteplici figure infermieristiche, con responsabilità diverse all’interno della struttura ospedaliera, nei progetti di MSF, l’head nurse è chiamato a ricoprire più ruoli: selezionare e valutare il personale locale e gestire corsi per la formazione dello staff in loco, insegnare nuove metodologie, svolgendo tutto questo in totale autonomia, adattandosi di volta in volta alla situazione e all’esigenze che si presentano.

Fondamentale per la preparazione dell’infermiere autoctono, al fine di migliorare la qualità delle strutture sanitarie locali, è l’applicazione della Evidence-based nursing che consiste nell’integrare nella pratica infermieristica quotidiana le prove d’efficacia scientificamente più fondate fra quelle disponibili.

Prima della partenza per qualsiasi missione, MSF punta sulla formazione di personale qualificato, organizzando per i propri operatori umanitari corsi di aggiornamento, convegni e finanziando anche borse di studio con l’obiettivo di fornire le capacità agli infermieri di MSF per formare, quando è necessario, lo staff locale presente nei diversi progetti. Indubbiamente, lavorare in zone in difficoltà come il Pakistan o il Darfur mi ha dato l’opportunità di mettermi alla prova, di adattarmi a condizioni nuove e talvolta faticose, ma nel contempo ho capito anche l’importanza che ha una buona formazione.

Lavorare in un ospedale di un paese occidentale rimane un punto di forza per l’apprendimento di nuove metodologie, per la messa in pratica di scoperte scientifiche all’avanguardia, per l’utilizzo di strumenti e tecniche sempre più innovative.

E gli infermieri che lavorano per MSF puntano proprio a questo: farsi veicolo della trasmissione e dello scambio di competenze e conoscenze per ottenere una qualità di vita migliore per i propri pazienti nei contesti più difficili.

Francesco

17/11/2009

www.medicisenzafrontiere.it

 
 
 

Insorgiamo contro la barbarie leghista, alla base di questo governo di devastatori della civiltà democraica

Post n°2821 pubblicato il 20 Novembre 2009 da giornalismoetico

"nel paese della bugia, la verità è una malattia" Gianni Rodari

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l'informazione dipendente, dai fatti

www.liberazione.it

NB. il numero della domenica in edicola anche il lunedi

 
 
 

La mobilitazione dei Comitati di lotta e nelle Associazioni è riuscita a rompere il muro di omertà e complicità

Post n°2820 pubblicato il 19 Novembre 2009 da giornalismoetico
Foto di cile54

Amianto processo Eternit a Torino: fra gli imputati anche lo Stato italiano

 

Il Tribunale Ordinario di Torino, ha accolto la richiesta presentata dell’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel processo Eternit, ed ha emesso il decreto per la citazione come responsabile civile per la tragica vicenda delle morti di amianto, nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente pro-tempore On.le Silvio Berlusconi, che così siederà nello stesso banco degli imputati, i Sigg.ri Schmidhelny Stephan Ernest (Svizzera) e De Cartier De Marchienne Lous (Belgio), proprietari delle fabbriche Eternit responsabili della morte di migliaia di lavoratori e cittadini.

 

Si tratta della prima volta in assoluto che uno Stato è chiamato a rispondere per il mancato rispetto delle sue stesse leggi e per quanto è stato denunciato nell’istanza-richiesta di autorizzazione a firma dell’Avv. Ezio Bonanni, legale anche delle nostre associazioni.

 

Così oltre ai padroni, anche lo Stato viene messo sul banco degli imputati per non “ aver adottato i provvedimenti necessari a garantire il rispetto dei principi costituzionali e l’attuazione delle specifiche direttive CEE in materia di tutela della salute dei Lavoratori, sia condannato in solido con gli imputati del presente procedimento penale al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e Patiendi, tutti nessuno escluso…”

 

Questa volta insieme ai padroni sul banco degli imputati ci sarà anche lo Stato Italiano che non ha fatto niente per tutelare la salute e la vita umana non rispettando neanche le proprie leggi e i dettati costituzionali, dimostrandosi non al di sopra delle parti, ma difensore degli interessi di una classe ben precisa di “cittadini”: quella degli industriali.

 

Come prevede il decreto di citazione i giudici del Tribunale di Torino, Ordinando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di comparire “all’udienza del 10 dicembre 2009 ore 10 nella maxi-aula 1, ingresso 16, piano-2”, “..affinchè provveda alla propria difesa” , mette anche il governo sul banco degli imputati a fianco dei padroni dell’Eternit.

 

E’ solo per la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini organizzati in Comitati di lotta e nelle Associazioni che siamo riuscii a fare breccia nell’opinione pubblica, a rompere il muro di omertà e complicità che anche molte istituzioni che finora hanno privilegiato la logica del profitto a scapito della salute e della vita umana hanno avuto. La decisione del Tribunale di Torino è una decisione importante perché avvicina la verità giuridica a quella storica.

 

Finalmente, comincia a farsi strada una verità denunciata da anni solo dalle associazioni, cioè che padroni, affaristi, speculatori e istituzioni pur sapendo dei rischi mortali a cui sottoponevano lavoratori e cittadini in nome del profitto non hanno fatto nulla per impedirlo.

 

Le nostre Associazioni negli ultimi mesi hanno più volte denunciato lo Stato Italiano per la lentezza dei processi, la tardiva e mancata tutela della salute, rivolgendosi anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e alla Comunità Europea a Bruxelles per tutelare i loro diritti, e ora forse, anche se tardivamente, si può sperare in un briciolo di giustizia.

 

BASTA CON LE STRAGI IMPUNITE DI LAVORATORI E CITTADINI

NESSUNA IMPUNITÀ AI COLPEVOLI

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio (cip.mi@tiscalinet.it)

Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia (segreteria@aea-fvg.org)

Osservatorio Nazionale sull’Amianto (osservatorio.amianto@tiscali.it - 329/0106624)

Contramianto, Associazione Esposti Amianto & altri Rischi-ONLUS  (contramianto@libero.it)

Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana (avappresidente@hotmail.it)

Roma, Milano, Sesto San Giovanni, Trieste, Latina, 17.11.2009

 

Chiunque volesse domandare chiarimenti tecnico-giuridici ovvero volesse espletare la stessa procedura potrà contattare direttamente, a nostro nome, l’Avv. Ezio Bonanni (avvbonanni@libero.it).

 
 
 

L’odissea della famiglia di Marco Barbieri, morto d’asbestosi nel 2006

Post n°2819 pubblicato il 19 Novembre 2009 da cile54

Morì d’amianto, gli eredi devono restituire 100mila euro  

Sì al risarcimento in primo grado, poi l’Inail vince in appello e fa sapere che non chiederà i soldi fino alla Cassazione. Ma la famiglia non sa nulla: “Presi in giro”

 

 “Come faccio a vivere con l’angoscia di perdere la casa o la macchina? Lavoro in pizzeria e ho la busta paga di una semplice operaia, mia madre è in pensione e arriva con difficoltà alla fine del mese. Ricordo che tutte le perizie e gli atti in primo grado erano a mio favore, ora invece rivogliono 100mila euro. Ma io non posso aprire un mutuo per la morte di mio padre causata dall’amianto”. Chi parla è Federica Barbieri. Suo padre, Mario, andò in pensione nel 2002 dopo 27 anni ai cantieri navali di Massa Carrara, un quarto di secolo a respirare l’amianto. Subito dopo si ammalò di asbestosi, la tremenda malattia terminale legata alle polveri della sostanza velenosa: cinque anni attaccato alla bombola d’ossigeno fino al decesso, avvenuto nel novembre del 2006.

 

Storia apparentemente simile a tante altre, purtroppo. In questo caso, però, c’è una vicenda giudiziaria ancora da risolvere che la famiglia Barbieri vuole portare alla luce. Con la sentenza di primo grado, infatti, viene riconosciuto il nesso tra lavoro e malattia professionale. Il tribunale sentenzia: 100mila euro agli eredi, come indennizzo, e riconoscimento della pensione d’invalidità. Poi, però, l’Inail fa ricorso e la corte d’appello di Genova cambia tutto. Contrordine: per il giudice di secondo grado non si può accertare con sicurezza la correlazione tra il lavoro di Mario e la sua malattia, perciò gli eredi devono restituire tutto quello che avevano ottenuto entro 30 giorni.

 

“La Corte d’appello - spiega Federica raggiunta al telefono - ha parlato di ‘mera possibilità’ che la malattia di mio padre fosse legata all’esposizione all’amianto. Ma io mi chiedo, dove volete che si sia ammalato? Vorrei che il giudice me lo spiegasse guardandomi negli occhi”. A conferma del legame, purtroppo, ci sono anche quasi 40 operai di quei cantieri già morti d’asbestosi. E altri si ammaleranno ancora, visto che l’amianto ha un “effetto finestra” che dura parecchi anni. Alcuni di loro hanno ottenuto un pre-pensionamento, alcuni il riconoscimento della malattia professionale, altri ancora nulla, e altri incominciano le cause adesso. Adesso gli avvocati della famiglia hanno presentato il ricorso in Cassazione chiedendo l’errore di superficialità, “perché la corte d’appello ha sbagliato a non approfondire le indagini”, sostiene ancora Federica.

 

Di fronte a una sentenza che ancora deve arrivare a giudizio definitivo, Federica proprio non può accettare il comportamento dell’Inail: “Hanno comunicato tramite il quotidiano La Nazione - racconta - di voler attendere la Cassazione per chiedere l’indennizzo. A noi però non è mai arrivata nessuna comunicazione ufficiale, continuiamo a vivere con l’incubo che ci possano pignorare la casa da un momento all’altro. Io ho risposto, sempre su La Nazione, che avrei preferito una comunicazione diretta. Oggi (16 novembre, ndr) tramite una giornalista del tg3 mi arriva una lettera scritta a mano dal direttore regionale dell’Inail, con data 26 gennaio 2009, in cui conferma che non chiederà quei soldi. Perché non mi hanno mai mandato una raccomandata in forma privata? Perché scrivono solo adesso che la questione sta arrivando sui giornali? Questa è una presa in giro ulteriore”.

 

Le resta la voglia di ottenere giustizia: “Basterebbe controllare negli archivi dell'inail quante sono le domande di richiesta di risarcimento per malattia proffessionale di famiglie di operai deceduti per asbestosi o mesotelioma pleurico lavoranti in quel cantiere in quegli anni. Basterebbe avere un po' di coscienza per capire che non è giusto, anche se dovere d'ufficio, prendersela con chi veramente ne ha diritto ed è nel giusto. Mio padre fine alla fine ha sorriso, e noi fine alla fine lotteremo per ottenere quel che è giusto: tanti suoi colleghi sono morti come lui, finché avrò voce urlerò questo mio dolore”.

Maurizio Minnucci

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Nelle viscere della Lombardia avanza il razzismo violento del Ku Klux Klan Italy. Preveniamo o la cura sarà lunga e dolorosa

Post n°2818 pubblicato il 19 Novembre 2009 da giornalismoetico

"nel paese della bugia, la verità è una malattia" Gianni Rodari

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Meno infortuni e morti perchè ci sono meno occupati. Quindi, in rapporto agli occupati infortuni e morti sul lavoro aumentano!

Post n°2817 pubblicato il 18 Novembre 2009 da giornalismoetico
Foto di cile54

ECONOMIA OGGI: LA CRISI E GLI INFORTUNI

Nei primi sei mesi del 2009, sono calati del 10,6 per cento gli infortuni e del 12,2 le morti sul lavoro, dicono i dati dell’Inail. Gli infortuni sono stati 397.980 contro i 444.958 del primo semestre 2008, mentre la «morti bianche» 490 a fronte delle 558 dello stesso periodo dell'anno precedente. Ma, riconosce lo stesso istituto, il dato positivo non è tanto dovuto ad una accresciuta sicurezza sul lavoro, quanto alla crisi. Il primo semestre di quest’anno, infatti, è stato particolarmente negativo per l'economia italiana, perché è calata sia l’occupazione [0,9 per cento nel primo trimestre e meno 1,6 nel secondo] sia la produzione industriale [meno 20 per cento]. «Se a questo si aggiunge il massiccio ricorso alla cassa integrazione, appare chiaro come al sostenuto calo della quantità di lavoro effettuata corrisponda, ovviamente, una considerevole flessione dell'esposizione al rischio di infortunio », dice l’Inail. A registrare il miglioramento dei livelli infortunistici sono stati soprattutto i lavoratori maschi [meno 13,9 per cento], mentre fra le lavoratrici si è registrato solo un meno 2,1 per cento.

Un fenomeno spiegabile con il fatto che c’è occupazione maschile soprattutto nell’industria, dove si registra allo stesso tempo il più altro livello di infortuni e che, ora, è uno dei settori più in crisi. Non a caso, guardando i dati dell’Inail per settore, si vede che il maggiore decremento di infortuni riguarda soprattutto l'industria [meno 21,5 per cento di infortuni e meno 18,7 per cento di casi mortali], in particolare nel comparto metalmeccanico [rispettivamente, meno 27,3 e meno 20 per cento]. Segue l’edilizia, con un calo significativo degli infortuni [meno 15,8 per cento], decisamente meno rilevante se si considera il numero dei morti [meno 9,9 per cento]. Oggi anche l’Inail Sicilia ha presentato i suoi dati, seppure riferiti a un periodo diverso rispetto a quelli nazionali. Nel 2008, nell’isola il numero di infortuni sul lavoro è rimasto praticamente uguale al 2007, una in meno le «morti bianche»: 76 nel 2008. A Catania, tra le province più colpite, i morti sul lavoro nel 2008 sono addirittura aumentati [otto in più] rispetto all’anno precedente.

 
 
 

Le rivelazioni di Francesco Fonti e i legami con il traffico di rifiuti nucleari in Somalia

Post n°2816 pubblicato il 18 Novembre 2009 da giornalismoetico

Navi dei veleni, così si insabbia un'inchiesta

Davanti alla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il procuratore nazionale antimafia Vincenzo Macrì ha messo a fuoco alcuni dettagli dell'enigma rappresentato da Francesco Fonti, il pentito di 'ndrangheta che con le sue rivelazioni sembrava aver svelato i misteri che ancora avvolgono il giallo delle "navi dei veleni", segnando una svolta nelle indagini sullo smaltimento di scorie tossiche e nucleari mediante navi a perdere affondate nei nostri mari. Macrì sulla attendibilità del pentito ha espresso una convinzione: «Fino ad oggi alle parole di Fonti non sono seguiti riscontri ma le indagini non sono ancora concluse e certe dichiarazioni vanno approfondite, anche perché nei giorni scorsi Fonti ha ripreso a deporre, dopo essersi rifiutato di farlo chiedendo inutilmente di essere reinserito in quel programma di protezione da cui era uscito all'inizio del duemila».

Il Procuratore Macrì, con Francesco Fonti, ha avuto molti colloqui investigativi in un periodo compreso tra il '94 e il 2005, «ma con me - ammette - non ha mai parlato di navi affondate. Nel maggio del 2003 mi parlò per la prima volta di rifiuti tossici in parte interrati in Basilicata, in parte trasportati a bordo di camion al porto di Livorno e qui imbarcati su una nave battente bandiera norvegese diretta in Somalia. (…) A ottobre dello stesso anno tornò a parlarmi, facendomi anche alcuni nomi, del traffico di rifiuti tossici verso l'Africa e il Medio Oriente...». A settembre di quello stesso anno risale anche l'ultimo colloquio investigativo, «in cui - ricorda Macrì - Fonti mi parlò dei rapporti con un tale, conosciuto in carcere, che gli aveva parlato di un traffico di rifiuti radioattivi con la Somalia».

Secondo Macrì sull'attendibilità di Fonti occorre «essere cauti». «Eppure - riconosce - le sue dichiarazioni sul traffico di stupefacenti delle cosche di San Luca e sulla organizzazione interna della 'ndrangheta sono attendibili e verificate (…); mi pare invece decisamente meno credibile quando racconta di rapporti con imprenditori, massoni, uomini politici e delle istituzioni», personaggi con tutta evidenza «superiori a quello che è il suo spessore criminale».

Insomma c'è il rischio che Fonti, non si sa se consapevolmente o no, sia stato manipolato da un terzo soggetto interessato a intorbidare le acque delle inchieste sui traffici di scorie nucleari. E indirettamente il Procuratore Macrì, proprio su questo punto, una vera e propria rivelazione, dalle importanti implicazioni, sfuggita a tutti, l'ha fatta. Basta leggere le relazioni conclusive dell'opposizione nella commissione parlamentare di inchiesta sul delitto Alpi-Hrovatin (i cui lavori sono terminati nel 2006 con roventi polemiche sull'operato del presidente Carlo Taormina), per scoprire chi sia con ogni probabilità l'autore delle imbeccate che Fonti ha poi propalato nei suoi interrogatori e nelle rivelazioni alla stampa. Il Dr. Carlo Visconti, anch'egli sostituto procuratore presso la Dna, nel corso della sua audizione ha infatti riferito al parlamento «di aver avuto un rapporto molto limitato con il collaboratore Francesco Fonti, sostanzialmente finito sul nascere a causa del rigetto del programma di protezione da parte della competente commissione. Oltretutto, nell'ambito delle dichiarazioni rese dal Fonti, non sono mai emersi elementi di collegamento con la vicenda Alpi-Hrovatin tantomeno con il traffico di rifiuti».

Il magistrato ha riferito di aver compiuto un accertamento «dal quale risultava che Francesco Fonti e Guido Garelli erano stati detenuti nello stesso periodo presso il carcere di Ivrea ove occupavano celle diverse che si trovavano, però, sostanzialmente una di fronte l'altra. Da qui si poteva tranquillamente dedurre che, seppur non risultava che all'interno della struttura carceraria i due personaggi si fossero incontrati, era altrettanto vero che avrebbero potuto tranquillamente colloquiare relativamente alla posizione che le rispettive celle occupavano». Insomma il misterioso suggeritore di Francesco Fonti e delle sue più che clamorose rivelazioni, il cui fantasma è stato evocato dal Procuratore Macrì, potrebbe essere il noto animatore del Progetto Urano, il centro di tutta una serie di inchieste delle procure di Milano, Asti, Brindisi e Roma sullo smaltimento di scorie nucleari nel Sahara Occidentale e in Somalia. Traffici collegati allo scambio armi/rifiuti nelle aree più disparate del pianeta. Si tratta dello stesso Guido Garelli firmatario di una "lettera di intenti riservatissima", risalente al giugno 1992, assieme a Giancarlo Marocchino (il cui nome è legato alle indagini sul delitto Alpi-Hrovatin avvenuto a Mogadiscio il 21 marzo 1994 e principale "collaboratore nella ricerca della verità" scelto da Taormina) e al console onorario di Somalia in Italia, il massone Ezio Scaglione (già membro della segreteria dell'onorevole Boniver ai tempi del Psi), finalizzata alla prosecuzione del progetto Urano in Somalia.

E proprio Scaglione ha di fatto confermato in un interrogatorio reso davanti agli investigatori della procura della Repubblica di Asti l'intento che animava il progetto Urano in Somalia, ammettendo che l'impegno sottoscritto con la "lettera di intenti riservatissima", siglata a Nairobi il 24 giugno 1992, non riguardava affatto - come scritto - partite di derrate alimentari, ma lo sviluppo del progetto di esportazione di rifiuti tossico-nocivi: «Detto progetto riguardava anche i rifiuti radioattivi e nucleari (hanno scritto i magistrati nella richiesta di archiviazione del procedimento del 19 febbraio 2004) i quali secondo i disegni esibiti dal Garelli dovevano essere contenuti in grandi cilindri metallici contenenti al loro interno una camera di stoccaggio, secondo un progetto asseritamente concepito, a detta di Garelli, dalla Oto Melara di La Spezia».

Insomma tutte le vicende connesse ai traffici di armi e di scorie tossiche e nucleari verso la Somalia, così come i corollari annessi alle indagini sull'omicidio dei due inviati Rai uccisi a Mogadiscio, ad una settimana dalle "storiche" elezioni del 27 marzo 1994, continuano ad essere oggetto di partite sotterranee, pilotate da mani esperte, misteriose e potenti, per allontanare una verità che evidentemente, nonostante siano passati tanti anni dai fatti, fa ancora molta paura.

Secondo quanto riferito nel 2004 dal governo al Parlamento, il Progetto Urano era «finalizzato all'illecito smaltimento, in alcune aree del Sahara, di rifiuti industriali tossico-nocivi e radioattivi provenienti dai Paesi europei. Numerosi elementi indicavano il coinvolgimento nel suddetto traffico di soggetti istituzionali di governi europei ed extraeuropei, nonché di esponenti della criminalità organizzata e di personaggi spregiudicati, tra cui il noto Giorgio Comerio, faccendiere italiano al centro di una serie di vicende legate alla Somalia». Secondo una denuncia pubblica di Greenpeace International i traffici di Comerio andrebbero riferiti alla società O.D.M. la cui sede a Londra era nello studio dell'avvocato David Mills, da poco condannato per essersi fatto corrompere da Silvio Berlusconi (anche lui ex piduista) testimoniando il falso davanti ai giudici milanesi che indagavano sui passaggi di denaro da Berlusconi a Bettino Craxi.

E' presto per parlare di depistaggi nel caso di Francesco Fonti ma, allo stesso tempo, non si può non notare come sia assodato (dalla strage di Bologna in poi) che il "miglior depistaggio" non consista tanto nell'inquinare una inchiesta con false prove, quanto nel rendere una determinata pista impraticabile, inattendibile, ridicolizzando anche solo l'ipotesi di nuovi e più incisivi accertamenti. Nel frattempo continuano le attività della commissione parlamentare presieduta da Gaetano Pecorella, ex avvocato di Silvio Berlusconi, che ha più volte ribadito l'impegno della Commissione sul fenomeno delle cosiddette "navi a perdere". Un impegno "rimasto immutato" anche dopo i dubbi sollevati dalle vistose incongruenze emerse nelle rivelazioni di Francesco Fonti.

Luigi Grimaldi

Liberazione

17/11/2009

 
 
 

La destra e gran parte dell'opposizione parlamentare devono mercificare le condizioni di vita del popolo, per governarlo

Post n°2815 pubblicato il 18 Novembre 2009 da giornalismoetico

"nel paese della bugia, la verità è una malattia" Gianni Rodari

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Stiamo sprofondando di nuovo nelle tenebre del fascismo. Diciamo BASTA, tutte e tutti il 5 dicembre a Roma

Post n°2814 pubblicato il 17 Novembre 2009 da giornalismoetico

Il fondo del fondo verso il fascismo

  

 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

di Bertolt Brecht - Berlino, 1932

 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

 

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

 

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

 

Poi vennero a prendere i comunisti,

ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

 

Un giorno vennero a prendere me,

e non c'era rimasto nessuno a protestare

______________________________________________________

 

Prendiamo la poesia di Brecht. Che cosa rendeva pensabile e dunque possibile la persecuzione degli zingari, degli ebrei, degli omosessuali, dei comunisti? Impalcature teoriche razziste, che affondavano le proprie radici nelle pagine del pensiero gerarchico dell'Europa moderna; e pratiche di conflitto che vedevano scontrarsi «maggioranze» e «minoranze», popoli eletti e soggetti accomunati da una irriducibile «diversità», dall’impossibilità di essere cooptati nello schema sistemico del potere.

 

Che cosa rese possibile il dilagare su vastissima scala delle persecuzioni? L’assuefazione, l’abitudine introiettata nella psicologia di massa, l’indifferenza, l’accettazione diffusa di ciò che stava accadendo. Non a sé, ma sempre ad altri, sempre agli altri.

 

Ora sostituiamo ai soggetti elencati da Brecht altri nomi: mettiamo in elenco i detenuti morti ammazzati nelle carceri dello Stato, gli immigrati aggrediti, violentati, bruciati vivi da assassini italiani. Mettiamo in elenco, ancora, i nomi e i cognomi delle lavoratrici e dei lavoratori di tutte le fabbriche già dismesse in questi mesi o sull’orlo del fallimento e della chiusura a causa di gestioni imprenditoriali irresponsabili, i licenziati, i cassintegrati, gli eterni precari. Elenchiamo i nomi e i cognomi dei lavoratori dell’Eutelia aggrediti settimana scorsa da vigilantes guidati da un dirigente della stessa azienda.

 

E riflettiamo ancora una volta sulla scandalosa indifferenza che circonda le vite di questi lavoratori, di questi cittadini, di queste persone.

 

È l’indifferenza l’anticamera del fascismo. Forse, ancora peggio, il segno che il fascismo è già cominciato.

 

di Simone Oggionni

 

su redazione del 17/11/2009

 
 
 

Lo zarino italiano della "lotta alla droga" Serpelloni si dimetta

Post n°2813 pubblicato il 17 Novembre 2009 da giornalismoetico

Fallimento totale del proibizionismo, l'Italia cambi politica

«L'Osservatorio Europeo ha certificato il totale fallimento della politica italiana contro la droga, l'Italia infatti è ai primi posti per il consumo di molte sostanze, tra le quali la cocaina. Ancora una volta vi è la dimostrazione che il proibizionismo e la repressione dei consumatori non provoca una diminuzione del consumo.

Secondo l'Osservatorio in Italia nel 2008 sul totale delle infrazioni contestate il 52% ha riguardato i consumatori, mentre il 48% gli spacciatori; questo significa che gran parte delle risorse, economiche ma anche di personale (forze dell'ordine e personale del ministero della giustizia ecc.), destinate alla lotta al narcotraffico sono state invece utilizzate per reprimere giovani trovati con qualche spinello, come testimoniano anche alcuni recenti drammatici fatti di cronaca.

Nella scorsa primavera, alla conferenza mondiale sulla droga a Vienna, l'Italia schierandosi nel cartello dei Paesi proibizionisti, ha impedito che l'Europa potesse parlare con una sola voce a favore delle strategie di riduzione del danno. Oggi sappiamo dove conduce quella posizione. Le strategie di riduzione del danno sono fondamentali proprio per contrastare il consumo delle cosiddette "nuove droghe" e dei mix che, come afferma l'Osservatorio Europeo, sono in grande crescita. Mentre l'Italia ha tagliato tutti i servizi destinati ai consumatori di tali sostanze.

Lo zarino italiano della lotta alla droga, il dott. Giovanni Serpelloni, capo dipartimento delle Politiche Antidroga dovrebbe prendere atto del fallimento della propria impostazione proibizionista e dimettersi».

Vittorio Agnoletto

medico, già presidente nazionale LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS), ex europarlamentare, associazione Prima Persone.

 
 
 

La metà delle ricchezze spesa per salvare delle associazioni a delinguere? E' il capitalismo, duro o soft ma sempre di morte

Post n°2812 pubblicato il 17 Novembre 2009 da giornalismoetico

"nel paese della bugia, la verità è una malattia" Gianni Rodari

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Blog-idea: in piazza l'opposizione politica e la società civile attiva. BASTA, senza "se" e senza "ma"!

Post n°2811 pubblicato il 16 Novembre 2009 da giornalismoetico

APPELLO PER MANIFESTAZIONE UNITARIA CONTRO POLITICHE DEL GOVERNO BERLUSCONI

La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore. L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese. Il Governo invece di intervenire per risolvere questa situazione la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.

 Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.

Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli. Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.

Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale. Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.

Paolo Ferrero Segretario nazionale Rifondazione Comunista

Antonio Di Pietro Italia dei Valori

 
 
 

Stragi sul lavoro: manifestazione nazionale a Torino il 10 dicembre, inizio del processo Eternit

Post n°2810 pubblicato il 16 Novembre 2009 da giornalismoetico
Foto di cile54

Appello agli Ispettori del lavoro

"Anche se ci sentiamo assolti, siamo lo stesso coinvolti"

Appello agli Ispettori del Lavoro, dell'Asl, dell'Inps, aderiamo, partecipiamo alla manifestazione nazionale del 10 dicembre partecipiamo per dire anche noi NO all'affossamento del Testo Unico sulla sicurezza, No alla 'Direttiva Sacconi' che vuole cambiare la nostra funzione per renderci collaboratori al servizio delle aziende.

Noi siamo diretti interessati a questo vergognosa operazione del governo di tutelare gli interessi del padronato, venendo meno e stravolgendo le

Stesse leggi finora esistenti, attraverso la diminuzione e l'ammorbidimento dei controlli, la riduzione delle sanzioni, la sanatoria del lavoro nero, e soprattutto ora attraverso la trasformazione anche delle violazioni gravi

In materia di sicurezza che possono comportare anche la morte dei lavoratori, in semplici multe. Così i responsabili di morti e gravi infortuni più di prima non temeranno neanche un giorno di galera e preferiranno pagare una lieve multa piuttosto che spendere soldi per attuare le norme di sicurezza.

Sacconi giustifica provvedimenti e direttive come interni alla lotta al formalismo e alla burocrazia, ma in realtà anche la sostituzione del Libro matricola con il libro unico è un "sostanziale" misura per oscurare durante le ispezioni la vera realtà generale delle aziende, per dare tempo alle aziende per mettere in regola lavoratori a nero.

Invece che controlli seri, si chiede agli ispettori di diventare soprattutto dei "conciliatori", dei notai, tra l'altro di due interessi totalmente diversi e contrastanti: quello dei padroni e quello comunque subordinato Dei lavoratori.

Ma oggi l'INPS con la circolare n. 27 del 25.2.09, fa un ulteriore passo in avanti, indicando ancora più chiaramente qual'è la linea del governo: ORA C'È LA CRISI E QUINDI I CONTROLLI DEVONO ESSERE MENO RIGIDI, non Danneggiare le imprese; e, quindi, mentre le imprese stanno scaricando tutta la loro crisi sui lavoratori con una massiccia cassintegrazione e gli unici veri danneggiati sono appunto i lavoratori, gli ispettori devono usare il metodo di "chiudere un occhio". E si fa anche di più, mentre dobbiamo diminuire e rendere all'"acqua di rose" i controlli alle aziende, gli accertamenti si dovrebbero indirizzare "nei confronti delle realtà economiche gestite da minoranze etniche"; e quindi, si vuole fare degli ispettori uno strumento per togliere ai padroni italiani la concorrenza straniera.

Noi ispettori non possiamo e dobbiamo essere dei meri esecutori delle direttive del governo e del Ministero.

DOBBIAMO DIRE DA CHE PARTE STIAMO, ognuno di noi ci deve mettere la faccia e fare la sua parte, in questa lotta che arriva ad essere, sul terreno della sicurezza, delle norme del Testo Unico, anche tra la morte per il profitto aziendale e la vita degli operai.

Margherita Calderazzi Ispettorato del Lavoro di Taranto

PER METTERCI IN CONTATTO: cobasta@fastwebnet.it

Ta 14-11-2009

 
 
 

Un disperato appello dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ ex Eutelia

Post n°2809 pubblicato il 16 Novembre 2009 da giornalismoetico

Come licenziare 9.000 persone senza che nessuno se ne accorga

E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:

AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega.

Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.

Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.

Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti.

Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l'ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.

Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.

Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado  le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma - Siena_Montepaschi -- Milano -- Torino -- Ivrea -- Bari -- Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini,  nessun giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.

NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE  perchè la parola d'ordine è che se  non siamo visibili all'opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

==>  Dal  4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti

Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTO DOCUMENTO ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla, ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio *

* Altrimenti questa azienda morirà *

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. -- ex Eutelia

* GRAZIE *

 
 
 

SOMMARIO NOVEMBRE/1

Post n°2808 pubblicato il 15 Novembre 2009 da cile54

15- Inquinamento ambientale in Italia. Sui bambini si abbatte anche la violenza del potere oltre la violenza della pedofilia

15- E' questa la missione di pace? Le bombe hanno portato a Falluja tumori e malformazioni congenite ai bambini

15- In piazza una parte della società sana, ma altri milioni di persone restano in silenzio mentre l'Italia affonda nella melma

14- Luoghi di violenza premeditata per i poveri cristi, luoghi dorati, e immuni dalla giustizia, per lorsignori

14- Dati inediti sulle navi sospettate di aver affondato rifiuti tossici, una mappa dei luoghi degli affondamenti sospetti

14- Un paese ipocrita e bigotto dedito allo spaccio di droghe mediatioche con l'obiettivo dellla criminalizzazione delle donne

14- La giustizia consone al governo? processi brevi, per non farli, al malaffare dei potenti e processi sommari ai poveri cristi

13- Leggete cosa s'inventa quel genio, militare, di La Russa per evitare le proteste del popolo inquinato. Carcere per chi parla!

13- 2 milioni di euro investiti dalla Carfagna in uno spot anti-omofobia,con un implicito significato omofobico. Ci è o ci fa?

13- Lui se ne frega della giustizia degli onesti. Chi lo vota è proprio come lui? Speriamo nei migranti per ripulire l'Italia

12- E' oramai scoperto il gioco di squadra di governi e case farmaceutiche per sfruttare la psicosi irradiata dai media

12- Per i Papisti parole come etero ed omo non hanno alcun senso. Ci sono solo corpi destinati a procreare e soffrire

12- Ormai è uno sport quello di prendere a calci dignità e corpi di migranti, odiati e cacciati ma sfruttati come lavoratori

11- Padre Zanotelli invita tutti a resistere e propone una serie di azioni per impedire «la fine della democrazia».

11- La conoscenza rende liberi. E' proprio questa libertà che i poteri politici, mediatici e farmaceutici vogliono impedire

11- Nuovo plauso al governo per il ricorso sul crocifisso. Ennesima conferma di una connivenza politica e integralista

11- Squadrismo industriale contro gli operai in lotta, proprio come nel fascismo Questa è l'Italia di Berlusconi-Fini-Bossi-Vaticano

10- La realtà degli immigrati, fotografata dall'associazione di assistenza sociosanitaria Naga, fa giustizia dei luoghi comuni

10- La Curia e il sindacato Cisl-scuola manipolano le graduatorie con la complicità del PD e del Comune

10- Una mortale cultura che considera gli ultrà, come altri, cittadini di serie B. E privi di diritti

10- E' solo un'elezione di un amministratore, ma è una crepa nel distruttivo fronte "grandi opere" contro l'ambiente

9- L'amianto è un'emergenza sanitaria ed ambientale che fa 4.000 morti l'anno (in aumento costante fino al 20015-20)

9- Sorvolare sulla necessità di prove scientifiche aiuta il cattivo giornalismo e gli affari delle case farmaceutiche

9- Salute e pubblicità. Quindi, secondo i pubblicitari, se ho 45 anni e una seconda cadente non devo fare i controlli?

8- Denuncia di "Obiettiamo gli Obiettori", cosa succede nella Regione più Papista d'Italia. Quando il rogo per le donne?

8- Quanto tempo passerà prima che i cattolici talebani in Italia seguiranno l'indicazione proveniente dagli USA?

8- Troppi spot sulle auto, un affare da 800 milioni

8- Un secondino e un padrone di due Stati-prigione della dignità umana s'incontrano sotto la tenda dell'oppressione

7- Quando un governo illude migliaia di persone sofferenti, utili al benessere di migliaia di anziani, è un governo vomitevole

7- Cinema: Un racconto semplice che sa essere formativo e informativo senza annoiarci né perdersi in facili schemi

7- Abbiamo (e ce lo meritiamo?) un governo di mercanteggiatori, mentitori, procuratori di ingiustizie

6- Conosciamo gli interessi economici che si nascondono dietro il criminale allarmismo sull'influenza suina

6- I vaccini non sono utili (troppa fretta e poche certezze) né sicuri (sono ancora in fase di sperimentazione)

6- Il farneticante Berlusconi: "la crisi è ormai passata", gli industriali pensano a licenziare e basta!

5- Il Parlamento italiano privatizza il bene vitale per la vita, con la complicità ipocrita del PD. L'acqua costerà più della Coca?

5- Migliaia di vittime esposti all'amianto. Per violazione grave e persistente del Diritto Comunitario

5- Nello Stato libero delle banane pagano innocenti e sofferenti, godono i molestatori della democrazia

4- Continua un’allarmismo mediatico mortale che copre gli stratosferici affari delle case farmaceutiche e le complicità dei governi

4- Salute delle donne e libertà democratiche, continua l'ingerenza nefasta della chiesa oscurantista

4- Croce scuole. Uno sprazzo di luce in questa epoca di oscuratismi culturali, religiosi e politici. Ribellione di un'italiana.

3- Acqua pubblica. Presidio sotto Montecitorio Mercoledi 18 Novembre, ore 14.00

3- Per chi ha a cuore la situazione della TOTALE VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI in Palestina

3- Vite dietro le sbarre: vite da non curare, da annullare in questo Stato di piena legalità del malaffare e delle mafie

2- La iper pubblicizzata chiusura del caso della nave di rifiuti tossici solleva molti dubbi e sollecita approfondimenti

2-Dal 6 all'8 novembre a Torino, Conferenza Nazionale sull'amianto. L'attenzione sul processo in corso per avere giustizia

1- Industrie di morte: intervista al dottor Totire, associazione vittime esposti amianto1

1- La sensazione d'impunità, la forza dell'omertà copre crudeltà sempre più "legalizzate" nelle istituzioni armate

1- Sulla morte di Stefano Cucchi la malafede e l'ipocrisia delle istituzioni armate e politiche, come su tanti altri strani decessi

 
 
 

Inquinamento ambientale in Italia. Sui bambini si abbatte anche la violenza del potere oltre la violenza della pedofilia

Post n°2807 pubblicato il 15 Novembre 2009 da cile54

 I medici manifestano preoccupazione per la salute dei bambini

L'Associazione Medici per l'Ambiente ISDE presenta alcune considerazioni successive alle IVe GIORNATE ITALIANE MEDICHE DELL’AMBIENTE che si sono tenute a Salsomaggiore dal 4 al 6 novembre 2009 dedicato, quest'anno al tema "Inquinamento degli ambienti confinati di vita".

L’evento, che è diventato ormai un appuntamento annuale, è stato promosso dall’ISDE (International Society of Doctors for the Environment) Italia, insieme alla Società Italiana di Pediatria, a tutte le associazioni che raccolgono i medici di Medicina Generale, all’Associazione Italiana di Epidemiologia, alla Associazione Italiana Oncologi Medici alla Società Italiana di Igiene e alla Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione, con il patrocinio e la partecipazione del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e del Ministero dell’Ambiente e della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici.

Un incontro importante, dunque, che ha messo insieme tantissimi specialisti per fare il punto sulla situazione dell’inquinamento degli ambienti di vita in tutti i suoi aspetti: le cause, la prevenzione primaria, gli effetti sulla salute.

L’attenzione è tutta per loro: i bambini. Sono loro, infatti, che subiscono maggiormente gli effetti dell’inquinamento ambientale (OMS, 2008). Ed è da Salsomaggiore che vengono diffusi i dati sul preoccupante aumento dei tumori dell’infanzia in Europa e in Italia, aumento che gli studiosi presenti concordemente ritengono attribuibile all’ambiente. I dati provengono da 33 registri sui tumori di popolazione presenti in 15 Paesi Europei e si riferiscono al periodo 1978-1997, sono stati pubblicati nel 2006 (Kaatsch P. et al, EJC 2006) e sono circolati, finora, solo tra gli addetti al lavoro.

Quello che viene osservato è un aumento significativo dell’incidenza dei tumori dei bambini con un cambiamento percentuale annuale medio dell’1,2% fra 0 e 14 anni e dell’1,4% tra i 14-19 anni. L’aumento in particolare riguarda il sarcoma dei tessuti molli, i tumori del cervello, del sistema nervoso simpatico, delle cellule germinali, i linfomi, le leucemie ed i tumori renali. Nessuna variazione viene invece registrata per il tumore osseo,i tumori epatici ed il neuroblastoma.

In Italia si sono osservati incrementi statisticamente significativi nell’ incidenza dei tumori durante il periodo di osservazione (1998-2002), tasso annuale standardizzato: 175,4 casi per milione. In particolare in età pediatrica la variazione percentuale annua è stata di +1,6% per le leucemie, + 4,6% per i linfomi, +2,0% per il sistema nervoso centrale. I tassi più elevati sono nel primo anno di vita e tra 1 e 4 anni, per poi decrescere tra 5 e 9 anni e risalire tra i 10 e 14 anni. Nel complesso i tassi di incidenza standardizzati sembrano più elevati nel Centro Italia e nel sesso maschile.

La prognosi dei bambini affetti da tumore maligno diagnosticato nei primi 15 anni di vita è migliorata in tutti i Paesi a standard di vita occidentale nel corso degli ultimi 3-4 decenni, anche se va ricordato che in queste popolazioni i tumori maligni rappresentano ancora la seconda causa di morte dopo gli incidenti nella classe di età tra 1 e 14 anni, e che i dati sulla sopravvivenza non sono gli stessi per tutti i tipi di tumore.

Per quanto riguarda le cause, i dati, derivati soprattutto da studi di tipo caso-controllo condotti negli ultimi decenni hanno suggerito che esposizioni ambientali (sostanze chimiche, radiazioni ionizzanti e non-ionizzanti, esposizioni occupazionali dei genitori, fumo passivo ecc.), oltre che esposizioni a farmaci e/o trattamenti diagnostici e terapeutici od agenti infettivi, possono aumentare il rischio di contrarre tali patologie. Oltre alla conferma di quelle che sono oramai conoscenze acquisite nel mondo scientifico come l’effetto cancerogeno dell’inquinamento atmosferico e del fumo di sigaretta, i medici presenti hanno fornito dati sull’associazione tra l’uso dei pesticidi (sia per motivi professionali che domestici), l’uso dei telefoni mobili prolungato e abituale (cellulari e cordless), la presenza nell’ambiente di molte sostanze chimiche e l’eccesso di tumori nei bambini. In particolare si sottolinea come alcuni inquinanti esterni si concentrino all’interno degli ambienti di vita, raggiungendo in tali ambienti concentrazioni elevate (p. es. concentrazioni elevate di formaldeide, noto cancerogeno, sono state rilevate all’interno delle aule scolastiche).

Su un altro punto i medici hanno richiamato l’attenzione: rischi provocati dall'esposizione l’esposizione durante la vita embrionale. Sono tanti gli studi che hanno messo in relazione la residenza o l’esposizione professionale della mamma nel periodo della gravidanza e l’insorgenza di tumori nei bambini.

Il messaggio che viene lanciato è che oggi, quando si parla di effetti sulla salute da inquinamento ambientale, non ci si riferisce più, o almeno non solo, alla singola sorgente puntuale (p. es. una strada trafficata, un impianto industriale ecc.) ma ad un livello diffuso di inquinamento che riguarda tutte le matrici ambientali (aria, acqua, suolo, alimenti, ambienti confinati) e tutti i cittadini, quindi di una relazione causa-effetto difficile da dimostrare con gli studi epidemiologici. Questo inquinamento provoca cambiamenti significativi in tutta la biosfera con effetti sugli ecosistemi biologici (in particolare micro-biologici) e dei singoli organismi (in tutte le loro componenti e a tutti i livelli: sistemico, organico, tissutale, cellulare, molecolare)e in particolare nelle primissime fasi dello sviluppo (conseguente ad alterazioni della programmazione genetica, epigenetica e biochimica durante il periodo fetale).

In quest’ottica le più importanti trasformazioni epidemiche degli ultimi decenni (ad es. l’espansione epi/pandemica di obesità/sindrome metabolica/insulino-resistenza/diabete; asma/patologie allergiche e immunomediate in senso lato; patologie degenerative a carico del sistema cardio-vascolare e neurologico…) dovrebbero essere tutte considerate un epifenomeno di una trasformazione epocale ambientale ed epi-genomica.

Presenti all’iniziativa sono stati anche alcuni genitori di bambini deceduti per tumori che hanno chiesto con forza un impegno dei medici per eliminare le cause di questi drammatici aumenti e per la trasparenza sui dati e le informazioni.

È opinione condivisa dei medici presenti che nei prossimi anni tutti gli specialisti debbano impegnarsi per garantire ai bambini il diritto ad un ambiente non inquinato e che questa debba rappresentare una priorità nell’orientamento delle risorse sanitarie. In questa prospettiva anche l'informazione e l'educazione nelle scuole sui rischi per la salute dei bambini e degli adolescenti provocati dai più diffusi inquinanti ambientali possono contribuire alla prevenzione da tali rischi fornendo indicazioni utili per opportune iniziative di autotutela da parte degli scolari, dei loro insegnanti e dei genitori.

Maria Grazia Petronio

14/11/2009

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E' questa la missione di pace? Le bombe hanno portato a Falluja tumori e malformazioni congenite ai bambini

Post n°2806 pubblicato il 15 Novembre 2009 da cile54

Inquinamento ambientale in Iraq
Un'inchiesta del The Guardian rivela la drammatica situazione di Falluja, dove, dopo i bombardamenti delle truppe USA, sono aumentate di 15 volte le malformazioni congenite e i tumori in eta' infantile. La causa dell'incremento di queste patologie puo' essere dovuto alle sostanze tossiche presenti nelle munizioni e liberate dalle esplosioni durante i combattimenti.

I medici neurologi e ginecologi intervistati hanno dichiarato che l'aumento di malformazioni congenite del sistema nervoso con bambini con due teste e con malformazioni congenite della colonna come la spina bifida non hanno precedenti e la loro comparsa non ha spiegazioni. Prima del 2003, inizio della guerra, queste malformazioni erano infatti rare o sporadiche. Dal 2 novembre 2009 ha aperto il nuovo Ospedale di Falluja e da allora continuano ad affluire bambini con questi gravi problemi per cui e' stato aperto un Registro delle malformazioni per raccogliere e poter studiare in modo scientifico tutti questi casi.

Un gruppo di ufficiali medici iracheni, inglesi e il ministro per le Donne dr Nawal Majeed a-Sammarai hanno presentato una petizione all'Assemblea dell ONU affinche' si cosituisca una Commissione di inchiesta indipendente perche' si faccia piena luce sulle cause di queste patologie e perche' fornisca un aiuto per rimuovere le sostanze tossiche diffuse sul territorio in decenni di guerra compresi i sei anni in cui Saddam Hussein fu rimosso.

> Leggi l'articolo su The Guardian - Huge rise in birth defects in Falluja - guardian.co.uk, Friday 13 November 2009

> Link al video I bambini di Falluja

Per approfondimenti sui bombardamenti di Falluja:

> Link al video I bombardamenti al fosforo bianco di Rai News 24 - 8/12//2005 IPB: commissione di inchiesta internazionale - Ettore Guastalla intervista Fulgida Barattoni, presidente della sezione italiana dell'International Peace Bureau

> Link al video Intervista ad un militare USA testimone di Rai News 24 - 30/11/2005 - Versione integrale dell'intervista al militare Jeff Engleheart sull'utilizzo del fosforo bianco sui civili

> Link al video Intervista a Pino Arlacchi di Rai News 24 - 18/11/2005 - Pino Arlacchi, ex-vicesegretario dell'ONU spiega che cosa sono le armi chimiche, quali Paesi le possiedono, perche' siano assolutamente proibite a differenza delle armi atomiche

> Link all'articolo inchiesta di Sigfrido Ranucci di Rai News 24 - 7/11/2005 - Iraq: l'esercito degli Stati Uniti ha usato fosforo bianco a Fallujah nel 2004

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In piazza una parte della società sana, ma altri milioni di persone restano in silenzio mentre l'Italia affonda nella melma

Post n°2805 pubblicato il 15 Novembre 2009 da giornalismoetico

"nel paese della bugia, la verità è una malattia" Gianni Rodari

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NB. il numero della domenica in edicola anche il lunedi

 
 
 
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Il cavaliere e il Padrino. La storia della loggia massonica P2, il suo programma che Berlusconi sta attuando, con il silenzio dell'opposizione ombra

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post 15 febbraio 2009

 

DALLA PARTE DEI GIUSTI

 

 

APPELLO CONTRO IL PONTE

PER FIRMARE CLICCA SU

strettonecessario.liberazione.it

 

IN PRIMO PIANO

PROCESSO THYSSEN

La nostra associazione "Medicina Democratica" con LavoroeSalute è Parte Civile contro l'azienda tedesca ThyssenKrupp. con sindacati, operai e istituzioni del Piemonte.

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Obiettiamo gli obiettori: lotta di donne per le donne

Battiamoci per l'autodeterminazione, per costruire un ponte con chi lavora nei consultori e all'interno dei reparti di ostetricia e ginecologia garantendo l'interruzione volontaria di gravidanza. VAI SU http://ogo.noblogs.org

 

OMICIDI SUL LAVORO

CRIMINI DI GUERRA UNILATERALE. OGNI GIORNO SI SCAVANO FOSSE COMUNI PER I LAVORATORI UCCISI DA QUESTO SISTEMA POLITICO-ECONOMICO. NON BASTA PIU' DIRE "BASTA", L'IPOCRISIA POLITICA E SINDACALE LI UCCIDE UNA SECONDA VOLTA. SCIOPERO GENERALE DI PREVENZIONE. PER RICOSTRUIRE LA CIVILTA' DEL LAVORO. (lavoroesalute)

 www.cadutisullavoro.it

NON BASTA PIU DIRE "BASTA"

Come Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza sul Lavoro da tanti anni produciamo documenti e appelli per tentare di invadere gli spazi della politica, del sindacato, del giornalismo, per non restare chiusi nei luoghi di lavoro tra riunioni, sopralluoghi, denunce d'inadempienze e sensibilizzazione di colleghe e colleghi. Continueremo a farlo con razionale testardaggine, ma, oggi più di ieri, il nostro impegno non è sufficiente per determinate reali condizioni e cominciare a dire concretamente "basta" alla strage quotidiana sul lavoro, c'è bisogno di un movimento civile che risvegli le coscienze.

Ci rivolgiamo alle madri, ai padri, alle mogli, ai figli dei lavoratori morti perchè siano loro, insieme a noi RLS, ad insegnare ai politici, ai sindacati, ai magistrati, agli imprenditori come si difende il valore della vita difendendo la dignità del lavoro, riunendosi in un comitato nazionale sull'esempio delle Madri dei desaparecidos argentini.

Per non dimenticare le migliaia di lavoratrici e lavoratori fatti scomparire da questa dittatura confindustriale.

Marco Bazzoni

Franco Cilenti

Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza

 

LAVORO E SALUTE CON LA FAMIGLIA DI CARMELA

13 ANNI, VIOLENTATA DAGLI UOMINI, UCCISA DALLA STATO - Leggi la storia e la lotta dei genitori, per una giustizia giusta

www.iosocarmela.net

http://video.libero.it/app/playid=d32551d6309f3cb71401024dd6941641

 

DIRITTI DEGLI ANIMALI

www.appelliperglianimali.it                 

www.ricercasenzaanimali.org

IN LIBRERIA

"Di fabbrica si muore" di Alessandro Langiu e Maurizio Portaluri - Manni editori. Un reportage e un testo teatrale che ricostruiscono la storia di Nicola Lovecchio, operaio del petrolchimico di Manfredonia.

 

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