Creato da CucinaConPassione il 13/05/2011

CucinareChePassione!

Cucinare con Passione

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Pasta Frolla senza uova

Post n°15 pubblicato il 08 Luglio 2011 da CucinaConPassione

Ingredienti:
500 g di farina
150 g di zucchero 
buccia di 1 limone  
180 g di burro
100 ml circa di latte

Impastare tutti gli ingredienti rapidamente e sistemare l' impasto ottenuto per 30 minuti nel frigo.
Usare nella preparazione di crostate od altri dolci.

 

 
 
 

Pesare senza bilancia

Post n°14 pubblicato il 09 Giugno 2011 da CucinaConPassione
 


1 cucchiaino da caffe’ di miele equivale a : 7 gr:

1 cucchiaino da caffe’ di lievito equivale a: 4 gr.

1 cucchiaio da minestra di uva sultanina equivale a : 30 gr.

1 cucchiaio da minestra di farina equivale a : 20 gr.

1 cucchiaio da minestra di zucchero equivale a : 25 gr.

1 cucchiaio da minestra di marmellata equivale a : 35 gr.

1 cucchiaio da minestra di latte o acqua equivale a : 15 gr.

1 cucchiaio da minestra di cacao equivale a : 15 gr.

1 cucchiaio d minestra di burro equivale a: 15 gr.

1 bicchiere pieno di olio equivale a: 200 gr.


 
 
 

La tempura di gamberoni

Post n°13 pubblicato il 09 Giugno 2011 da CucinaConPassione
 
Tag: Ricette

La tempura è un piatto tipico della cucina giapponese che si compone di una pastella ottenuta con procedimenti particolari, usata per friggere del pesce o della verdura. Conserva un'aroma ed una fragranza assolutamente ineguaglibili; il tutto si gusta intingendolo in una ciotolina con della salsa di soia.

 

 

Cosa serve

      1.        farina 00

2.        acqua

3.         ghiaccio

4.         olio di semi di soia

5.         gamberoni

6.         salsa di soia

 
Pulire i gamberoni togliendo il guscio fino alla coda e staccando le teste, che verranno messe da parte.
Prendi un coltello per fare un leggera incisione all'interno fino alla coda del gambero, per evitare che con il calore si arrotoli su se stesso. Ora, versa la farina in una ciotola e aggiungi dell'acqua fredda.

2.     Mescola il tutto aggiungendo del giaccio fino a formare un pastella non troppo densa; non preoccuarti se si dovessero formare degli eventuali grumi. Intanto, metti sul fornello la padella con l'olio e aspetta che raggiunga i 160°. Passa i gamberoni nella pastella facendo sì che gli si amalgami bene tutta intorno.

3.     Immergi i gamberoni nell'olio bollente girandoli e uscendoli un paio di volte con un cucchiaio tipo schiumarola; dopo circa 40 secondi puoi uscirli, pronti per essere serviti. Puoi creare una simpatica coreografia sul piatto aggiungendo le teste fritte (senza pastella); mangiali, prima che si raffreddino, intingendoli in ua scodellina colma di salsa di soia.

 

 
 
 

Vini e formaggi

Post n°12 pubblicato il 08 Giugno 2011 da CucinaConPassione

Quando si tratta di abbinare vini e formaggi, ci sono pochissimi abbinamenti perfetti. Quindi, come fai a sapere quando hai trovato un accostamento ideale? Dai occhiata alle nostre linee guida per gli abbinamenti di vini e formaggi.


Prima di tutto, devi sapere cosa cercare. O, perlomeno, cosa assaggiare.


In un abbinamento azzeccato, potrai constatare che il formaggio esalta le caratteristiche del vino ed il vino, a sua volta, esalta quelle del formaggio.

Il loro incontro dovrebbe tirar fuori da entrambi nuovi aspetti e nuove sfumature.

Inoltre, nel migliore di tutti gli abbinamenti, troverai la verità in una magica equazione, in cui 1+1 è uguale a 3.

 

Vai quindi alla ricerca di un terzo sapore che apparentemente viene fuori dal nulla. Questa sarà la prova più ovvia e concreta che avrai trovato un matrimonio compatibile e riuscito tra due elementi differenti.

Trova l’armonia
Prendi come punto di riferimento le 4 principali componenti del vino (tannino, alcol, acidità e zucchero) e fai del tuo meglio per equilibrarle con l’intensità del formaggio al quale vorresti abbinarlo.

Tieni in considerazione questi elementi:

Sensazione al palato
In che modo il vino ed il formaggio si armonizzano nella tua bocca? Un rosso austero, non troppo fruttato può andare d’accordo con un formaggio di montagna magro, non troppo salato.

Pesantezza
I formaggi di capra sono piacevolmente leggeri, mentre i formaggi di latte di pecora sono un po’ più pesanti perché hanno un più alto contenuto di grassi.

Considera quanto è audace il formaggio di per sé e poi cerca di equilibrare la sua vivacità con un appropriato livello di alcol nel vino.

Acidità
I formaggi freschi ed i vini più giovani tendono ad avere un’acidità maggiore, proprio per la loro freschezza, quindi possono sposarsi molto bene tra di loro.

I formaggi invecchiati ed i vini più datati sono più maturi e più dolci e si armonizzeranno più facilmente tra di loro.

Immagina lo spiacevole abbinamento tra una mozzarella fresca ed un Barolo degli anni ’80.

fonte: thekitchn.com

 
 
 

Slow food

Post n°11 pubblicato il 08 Giugno 2011 da CucinaConPassione
 

E' il movimento per la tutela e il diritto al piacere.

Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.

La sua mission è:

EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche.

SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini.

PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.


Filosofia

La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile.
Per avvicinarsi a questa conquista, che deve essere di tutti, bisogna innanzi tutto riflettere sulla lentezza, recuperare ritmi esistenziali compatibili con una qualità della vita che deve essere totale.

Non è un’eresia dire che il piacere alimentare - spesso tabù, represso, riservato soltanto a élite facoltose – va democraticamente perseguito per tutti nel mondo. Non è eresia lavorare perché anche i più poveri ne possano godere.

Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone.

Il passaggio non è immediato, ma la storia di Slow Food lo dimostra.
Da eno-gastronomi a eco-gastronomi, fino a porsi come neo-gastronomi alle prese con la cultura del cibo, in tutta la sua caotica complessità, che coinvolge le nostre vite e le vite di tutti in un intreccio di saperi e sapori che non riguardano soltanto il cibo, ma che da esso sono strettamente dipendenti.

Slow Food è consapevole che uno dei nodi centrali, tra le sfide cui ci mette di fronte la post modernità, è il sistema di produzione, di distribuzione e di consumo del cibo.
Stando dalla parte di chi produce, distribuisce e consuma in maniera buona, pulita e giusta il sistema può cambiare, e renderci tutti più felici, non frenetici, non omologati, non soli.

Lentamente, Slow Food lavora per avere più bellezza, più piacere, più diversità nel mondo. Perché tutti possano godere del loro territorio e dei suoi frutti, perché tutti abbiano diritto alla propria libertà alimentare, in piena fratellanza e nel rispetto del pianeta su cui viviamo.

Slowfood

 
 
 
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