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« Merry ChristmasGabriel Garcìa Marquez »

Gli zii

Post n°174 pubblicato il 06 Maggio 2018 da FataCuochina

Quando si parla di famiglia si pensa subito a figli, genitori e nonni e spesso non si parla degli zii che all’interno di una famiglia hanno un ruolo fondamentale, quello di affiancarsi ai genitori nel crescere i figli ma in una maniera differente sia dal ruolo dei genitori che da quello dei nonni. L’importanza degli zii nella famiglia equivale all’importanza che c’è tra fratelli, è un legame speciale al punto di essere in grado di arricchire gli altri rapporti famigliari. Considerando che il genitore deve essere l’unico in famiglia ad avere l’autorità di educare i figli, e che nessun altro componente della famiglia deve mettere in discussione questo ruolo per non creare conflitti e confusioni nella mente dei bambini, gli zii hanno il compito di seguirli, accompagnarli e aiutarli nella crescita senza avere l’onere dei impartire lezioni o rimproverare, questo fa si che zii e nipoti possano sentirsi allo stesso livello, anche se a volte l’età è differente; in questo modo si crea un legame solido e allo stesso tempo divertente e reattivo, che a volte con i nonni non si riesce a creare per via dell’età. Importanza degli Zii Solo una zia può abbracciare come una mamma, consigliare come un’amica, coccolare come una nonna e mantenere i segreti come una sorella. Solo uno zio può regalare abbracci come un padre, mantenere segreti come un fratello, parlare d’amore come un amico. Inoltre è anche dimostrato che essendoci un legame così forte, paragonabile a quello di “migliore amico”, senza il timore dell’essere giudicati o criticati, gli zii spesso vengono usati dai nipoti come confidenti, come valvola di sfogo per quelle cose magari più intime, di cui non si può parlare con i genitori ma neppure con gli amici occasionali. “Agli occhi di un bambino, lo zio è un bell’ibrido. È un surrogato della figura paterna ma le punizioni non passano attraverso di lui, dunque è un adulto che comprende, che consiglia, con cui confidarsi. Anche perché non essendo anziano come i nonni, col nipote può condividere l’esperienza di fratello” 

 

 
 
 
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