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Benitez nei sogni bianconeri

Post n°346 pubblicato il 18 Aprile 2010 da goblins76
 

 

TORINO. La partita per portare Rafa Benitez alla Juve ieri prevedeva un turno in trasferta... Riflet­tori puntati su Liverpool, dove in effetti sono acca­dute parecchie cose. La principale: i Reds hanno un nuovo presidente, Mar­tin
Broughton.
Una figu­ra prettamente tecnica, dalle nostre parti lo defi­niremmo un traghettato­re. Broughton ( che ricopre anche l’incarico di diretto­re generale della British Airways) ha infatti rice­vuto dalla coppia Hicks­Gillet l’incarico di vende­re il Liverpool in tempi brevi. La novità, arrivata nel giorno del suo cin­quantesimo compleanno, ha sciolto ( almeno in par­te) la lingua a Benitez, che nel corso di una con­ferenza stampa - poi in una intervista a Radio Marca - ha detto la sua sul particolarissimo mo­mento del Liverpool e so­prattutto sul suo.

STABILITA’
« Non ho an­cora parlato con il presi­dente, è chiaro che dovre­mo incontrarci presto. La stabilità per un club è im­portante e la presenza di Broughton ci consentirà di andare avanti. Il mio futuro? La situazione in tal senso è più o meno la stessa di sempre, mi con­centro su allenamenti e partite. Ora penso al We­st Ham e all’Atletico Ma­drid. Battendo gli spagno­li avremmo una chance di vincere un trofeo, l’Euro­pa League, mentre in Pre­mier per noi è difficile, perché altri club sono più ricchi, hanno stadi più grandi: basti dire che so­cietà come Chelsea e Manchester possono inve­stire cento milioni nel mercato. Per noi questo è frustrante. Comunque la mia responsabilità consi­ste nel vincere » .

QUEL MESSAGGIO
Sul­l’esito dell’incontro mila­nese tra il suo manager, Manuel Garcia Quilon
con i vertici bianconeri, Rafa Benitez ha glissato: « Inghilterra, Spagna, Ita­lia, ovunque è la stessa storia. C’è troppa gente che dice la sua, siti web, giornali. In questo caso non voglio dire troppo, perché il mio unico compi­to consiste nel migliorare la mia squadra » . In realtà, alle orecchie di chi vuole ascoltare, il messaggio è arrivato.

CONTROCANTO
Altra musica ad ascoltare le parole di Christian Pur­slow,
direttore generale del Liverpool e - questo forse è il dato più interes­sante - grande amico del tecnico spagnolo: « Non ho mai parlato con la diri­genza della Juventus ( che una volta raggiunta l’intesa con il tecnico do­vrà trattarne l’uscita con
in Liverpool) e posso as­sicurare che Rafa ri­marrà con noi. Gli mette­remo a disposizione 20 milioni di sterline per il mercato, anche nel caso in cui il club non avesse trovato un nuovo proprie­tario entro l’estate » . Pa­role forti, pronunciate però da un dirigente che si trova in una posizione di oggettiva debolezza. In realtà le chance di per­manenza di Benitez al Liverpool sono legate a un cambio di proprietà, che però deve maturare in tempi brevi. Altrimen­ti la sua partenza da An­field sarà inevitabile.

LA SITUAZIONE
La Ju­ventus è davvero a un passo dal coronare la sua rincorsa al tecnico spa­gnolo. Tutto sta a non temporeggiare troppo ( in questo preciso momento in casa bianconera c’è una situazione di stallo per vo­lere della proprietà), altri­menti la situazione in In­ghilterra potrebbe mutare e magari potrebbbero mu­tare gli scenari pure a Madrid.

PRANDELLI AZZURRO?

Quanto a Cesare
Prandel­li
- che nelle idee dei ver­tici bianconeri è l’unica vera alternativa a Benitez - ieri è tornata a circolare con insistenza la voce di un arrivo alla guida della Nazionale azzurra dopo il Mondiale. Ipotesi inizial­mente non troppo gradita al tecnico di Orzinuovi, ma quanto è accaduto nel­le ultime settimane - vuoi in casa Fiorentina, vuoi in casa Juventus - potrebbe portarlo effettivamente a rivalutare la situazione.

I RIMPIANTI
Chiosa per Didier Deschamps, che alla guida del Marsiglia è a un passo dal titolo fran­cese. Ieri ai microfoni di
Sky
il tecnico transalpino - ex giocatore nonché ex allenatore bianconero - ha ammesso: « Tornare alla Juventus? Bella doman­da. Diciamo che quando diedi le dimissioni ero molto stanco. Avrei fatto meglio ad aspettare un po’. I dirigenti sono gli stessi di quando me ne an­dai, ma per me la Juve è sempre la Juve... » .

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PRIMO GOAL

Eri poco più di un ragazzo quando ti buttarono dentro al tuo primo campo di calcio di serie A.

In quel momento, quando il Trap ti disse:"Dai, scaldati che tocca a te", tu non sapevi che pensare, un groppo in gola, le gambe che tremavano, ma ti facesti coraggio.

Alzarsi dalla panchina e iniziare il riscaldamento, una corsa verso l'ignoto.

Pensasti a tuo padre, a tua madre, al fratello che ti aveva sempre sostenuto, ai tuoi amici più cari ai quali sarebbe venuto un'infarto nel vederti entrare in campo, ma  dopo c'era solo l'ignoto.

Non sapevi a cosa seresti andato in contro dentro quel campo da calcio, eppure il terreno di gioco l'avevi calpestato migliaia di volte, in quel momento ti sembrava fosse la prima volta che ti capitava di giocare...

Pensare a cosa fare, a come doverlo fare, pianificando tutto nei minimi dettagli, e  poi l'arbitro fischiò…toccava a te.

Baggio ti sorrise e  strizzò l'occhio, Moeller ti guardò impassibile, Ravanelli ti battè il 5..:"e adesso?.....cosa ne sarà di me", ti chiedesti?...Dribbling di Julio Cesar, palla a Marocchi che dà subito a Baggio,il quale lancia la palla in profondità, sui tuoi piedi..Goal..si Goal...non sapevi cosa fosse...gioia, emozione...cuore gonfio di sentimenti che passano veloci confusi nella mente e nell'animo che sembra poter volare

 

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