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Post n°102 pubblicato il 11 Giugno 2007 da carpediem.fr
 
Foto di carpediem.fr

Alla fine Gila resta… La società e il giocatore venerdì scorso hanno avuto un incontro chiarificatore che ha messo definitivamente fine alle tensioni che si erano create in seguito all’intervista rilasciata da Gila una settimana prima.

I segnali che la vicenda avrebbe avuto vita breve e che non si sarebbe arrivati alla rottura  si erano avuti già nei giorni immediatamente successivi l’esplosione del caso, con Ancelotti che dopo la prima dura e ferma reazione alle dichiarazioni del giocatore, nel giro di poche ore aveva già sepolto l’ascia di guerra. Parole di distensione erano arrivate soprattutto dai giocatori rossoneri, come Kakà che auspicava la permanenza di Gila e Ambrosini, che dal ritiro della Nazionale aveva avuto parole di comprensione nei confronti del suo compagno. Solo Galliani sembrava tutt’altro che incline a lanciare segnali di pace al giocatore, anzi aveva praticamente messo Gila sul mercato dichiarando che per 24 milioni sarebbe stato ceduto senza troppi problemi. In realtà la situazione è rientrata poi di lì a poco.

La sera prima dell’incontro anche Pippo Inzaghi ha cercato di stemperare la vicenda: Alberto è giovane, e noi dobbiamo aiutarlo. E’ un grandissimo giocatore e per me anche un grande amico. L’ho sentito anche poco prima di venire qui. Mi ha spiegato il fatto riguardante l’intervista… Lui certe cose non voleva dirle. Voleva solo smentire di essersi offerto all’Inter. Poi sono uscite anche altre cose, ma comunque è sereno. Penso che per i prossimi 10 anni sarà il centravanti del Milan, e noi andremo ad applaudirlo. E’ un bravo ragazzo, molto amato nello spogliatoio, e questo è importante ‘.

Parole che sembrano profetiche, anche se in realtà SuperPippo lo zampino ce lo ha messo eccome… dopo aver parlato con la dirigenza Gilardino infatti ha dichiarato: “Ho sentito Pippo, mi ha detto cose molto belle. Ma ho sentito anche altri compagni che mi chiedevano di pensarci bene”.

E il fatto che Gila goda del sostegno e della stima dello spogliatoio deve aver pesato anche nella decisione di Galliani di sistemare la faccenda il prima possibile. Già nella mattina di venerdì riprendendo proprio quanto detto da Inzaghi (“ Penso che per i prossimi 10 anni sarà il centravanti del Milan”) il VP aveva fatto intendere che tutto stava rientrando: 'Lo credo anche io. Gila deve capire che abbiamo molta fiducia in lui, ma nessuno al Milan ha mai chiesto il posto da titolare. Sarà una delle 4 punte della rosa e si giocherà le sue carte con gli altri. E' giovane, forte e avrà i suoi spazi compatibilmente con i compagni di squadra. Se il Milan non avesse avuto una rosa così ampia non sarebbe arrivato alla finale di Atene. Gilardino ha giocato una buona partita, l'anno scorso con il Barcellona, in questa stagione ha segnato un gol al Manchester United... Partire dalla panchina, a volte, non è un disonore. Io credo che Alberto queste cose le capirà. E' normale che un calciatore voglia giocare sempre, altrimenti se non fosse così non sarebbe neanche da Milan'.

E la pace non è tardata ad arrivare… qualche ora dopo Gilardino si è presentato di persona in Via Turati, dove ad attenderlo c’erano i “capi maggiori” della dirigenza rossonera Galliani, Braida e Leonardo: e così questo caso che sembrava dovesse infuocare il calciomercato estivo con Juve, Inter e Barcellona alla finestra a seguire gli sviluppi della vicenda, si è in realtà concluso in appena 20 minuti, chiaro segno che alla fine la volontà di entrambe le parti andava nella stessa direzione, e che forse quanto successo è stato in  qualche modo ingigantito da altri…

 

Del malessere comunque in Gilardino c’era, perché altrimenti non si spiega come un giovane giocatore con le sue qualità, da fresco Campione del Mondo poco più di un anno fa avrebbe seguito il Milan anche in B, mentre ora era disposto a lasciarlo a costo di ridursi l’ingaggio e di andare in squadre fuori dalla Champions (Fiorentina) o addirittura fuori da qualsiasi competizione europea (Juve).

L’anno scorso il suo esordio in rossonero era stato buono con 17 gol in campionato, ma aveva patito e non poco le gare di Champions, soffrendo il fatto di non essere mai riuscito a segnare. Che poi forse siamo noi rossoneri a farne una tragedia, visto e considerato che ci sono fior di campioni come Ibrahimovic, ad esempio, che quest’anno è rimasto all’asciutto, o come C. Ronaldo che ha dovuto aspettare che arrivasse all’ Old Trafford la Roma per mettere a segno i suoi primi gol nella massima competizione europea…

Quest’anno la stagione è stata difficile per tutta la squadra, e Gilardino in quanto attaccante è stato lo specchio di tale situazione… in campionato una volta che si è sbloccato è arrivato a quota 12 gol, pochi per uno come lui ma comunque in linea con il calo che ha colpito anche Kakà (8 gol quest’anno, 14 l’anno scorso) e Inzaghi (appena 2 gol quest’anno, 12 l’anno passato). In Champions la soddisfazione di aver centrato la porta per 2 volte ce l’ha avuta (che poi mannaggia per quel gol regolarissimo che gli è stato annullato contro il Bayern…), e il gol del 3-0 contro il Manchester è di quelli che resteranno a lungo impressi nella storia rossonera. 

Il fatto di non aver giocato la finale di Atene secondo me c’entra poco… le insicurezze di Gila partono da lontano, da inizio stagione quando già a novembre veniva coinvolto in voci di mercato che lo vedevano un giorno a Firenze e l’altro a Torino, senza che dalla dirigenza rossonera arrivasse mai nessun tipo di smentita. Forse perché troppo impegnata a pensare a Ronaldinho!? Tant’è che a marzo il procuratore di Gila buttò il sasso con queste parole: "Al momento non abbiamo certezze per quanto concerne il futuro di Alberto Gilardino, per correttezza non vogliamo fare classifiche di preferenza fra Milan, Juve e Fiorentina, quando sarà il momento faremo le necessarie valutazioni. La fiducia da parte del Milan c'è, ma in certi momenti se ce ne fosse di più non guasterebbe".

Il giocatore probabilmente avvertiva aria di cambiamento (la Champions era ancora un miraggio) e il fatto di non sapere fino a che punto poteva rientrare nei piani futuri del Milan deve averlo in qualche modo messo in allarme. La gara di andata con il Manchester deve essere stata la mazzata definitiva alle certezze dell’attaccante, dato che Ancelotti gli preferì per il ritorno un Inzaghi tutt’altro che in forma. Ed oggi l’esultanza al gol del 3-0 ai Red Devils forse va letta tenendo conto del suo effettivo stato d’animo: molto composta, per niente plateale e condivisa più che altro con i compagni, gli unici che probabilmente sentiva vicino in quel momento.

 

Nell’atteggiamento della società e dell’allenatore non c’è mai stato sicuramente niente di sbagliato, ma forse qualche volta una pacca sulla spalla può valere veramente tanto per chi come Gila si trova a doversi confrontare con dei mostri sacri già affermati da anni ed avere tra i pochi coetanei che ha al Milan il più forte calciatore del momento…

Ora che la faccenda è risolta la parola passa al campo: la prossima stagione sarà veramente decisiva per Gila perché dovrà misurarsi con traguardi prestigiosi sia con la maglia rossonera che con quella della Nazionale. Se sarà in grado, oltre a dimostrare di essersi meritato la fiducia che ha richiesto, potrà farla diventare la stagione della sua effettiva consacrazione….

 

IN BOCCA AL LUPO GILA!!!!  

 
 
 
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