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PERCHE' IL MERCATO NON DECOLLA?E chissà ora quali mirabolanti contromosse Galliani e soci metteranno in atto per rimediare alla figuraccia del caso Suazo… non che mi sia strappata i capelli per il mancato ingaggio dell’honduregno, però è innegabile che ci sia po’ di fastidio per come è stata gestita tutta la vicenda. L’unica consolazione (un po’ cattivella devo ammetterlo) potrebbe essere la squalifica del giocatore per un periodo che va dai 2 ai 6 mesi, visto che avrebbe firmato un accordo con l’Inter ancora da tesserato per un’altra squadra, andato contro la normativa Fifa… però appunto sarebbe una magra consolazione e niente più… La dirigenza rossonera ora deve seriamente rimboccarsi le maniche, perché questa squadra così com’è non può garantire un rendimento costante per tutta la stagione. La cosa preoccupante è che sembra manchi una strategia chiara e ben delineata, perché sembra che si vada a tentativi, e che soprattutto gli sforzi siano concentrati solo sull’attacco, quando in realtà difesa e centrocampo avrebbero bisogno di essere sistemati e arricchiti quanto meno con delle valide seconde linee. Eppure il Milan si è lasciato scappare uno come Tiago che ha preferito la Juventus, perché a detta dello stesso giocatore i bianconeri sono stati più convincenti. Ma come è possibile? Il Milan nei confronti della Juve dovrebbe partire nettamente avvantaggiato nei consensi dei giocatori, perché può offrire sia la Champions che il Mondiale per Club e in teoria parte con maggiori probabilità di successo in campionato. E poi la dirigenza rossonera dovrebbe avere l’autorevolezza che deriva da 20 anni di successi, altro vantaggio non da poco se confrontata con l’inesperienza di quella bianconera. Ma allora la maggior convinzione riscontrata da Tiago nei bianconeri a cosa è da ricondurre? Forse una squadra come la Juve dopo tutto quello che ha passato quest’anno ha nella voglia di riscatto la miglior garanzia in prospettiva futura. E per tentare il riscatto ha un PROGETTO: ecco il punto, ma il Milan ce l’ha un progetto? Il fatto che vuole cercare solo gente con esperienza non è sintomo che forse preferisce vivere stagione per stagione, invece di puntare a consolidare una squadra che possa competere per i maggiori traguardi per un intero ciclo? Perché ad Atene un ciclo si è chiuso e per fortuna nel migliore dei modi. È stato un punto di arrivo, da cui però si deve ripartire subito con maggior entusiasmo, per migliorare ancora di più, e che si deve trasformare in un punto di partenza per il Milan presente, ma anche futuro. Questo la società però lo deve capire. Altrimenti succede come 10 anni fa quando dopo l’ultimo scudetto dell’era Capello la dirigenza del Milan rimase spiazzata, perché non seppe agire per tempo nel sostituire campioni come Tassotti, Evani, Baresi, Donadoni con giocatori che potevano garantire continuità nel tempo e quella solidità del gruppo che è stata una delle armi fondamentali del primo decennio di Berlusconi. Dal ‘96 all’arrivo di Ancelotti il Milan vinse “solo” quel rocambolesco scudetto con Zaccheroni nel ’99. Poi appunto arrivò Ancelotti e si ricominciò a usare un po’ più di criterio nelle scelte dei giocatori. E non è un caso secondo me che ricostruendo un gruppo solido intorno ai senatori Maldini e Costacurta il Milan abbia ricominciato a vincere con una certa regolarità. Però i vari Ambrosini, Pirlo, Gattuso, Seedorf, Inzaghi, Nesta non sono eterni, e quindi la società deve guardarsi intorno per cominciare a mettere le basi per il Milan di domani. Le fondamenta da cui partire potrebbero essere Kakà e Gilardino, ma prima da loro si aspettano delle risposte importanti, naturalmente di diversa natura. Ricky deve dare dei segnali forti circa le sue reali intenzioni future. Perché non può continuare a vestire i panni del leader della formazione rossonera e allo stesso tempo continuare a fare l’occhiolino al Real: o resta a Milano e lo fa in maniera convinta, consapevole che qui ormai è l’ uomo simbolo dei rossoneri e come tale si deve comportare, oppure se in questo proprio non vuole riconoscersi è meglio che lasci il Milan e vada a fare l’uomo immagine al Real (porca miseria però quanto mi dispiace dire così...), che però è cosa molto, ma molto diversa dall' essere un “simbolo”: chiedere a Sheva a riguardo… Per Gilardino il discorso è più legato al suo rendimento sul campo: lui da fresco Campione del Mondo sarebbe rimasto al Milan anche in B, e non ha mai nascosto la sua ammirazione per Maldini e Costacurta e il suo desiderio di diventare un giorno un simbolo rossonero. Però le difficoltà della stagione appena passata hanno forse scalfito questa sua convinzione: se saprà esprimere tutto il proprio potenziale allora credo che la sua avventura in rossonero sarà destinata a durare molto a lungo, altrimenti se ancora una volta non riuscirà a dare il 100% credo che sia anche nel suo interesse cercare un’altra strada. Al Milan servono dei validi elementi, non per forza dei campionissimi come Eto’o o Ronaldinho: se arrivano, per carità, e chi si lamenta, ma perdere tempo solo e esclusivamente per il colpo grosso non mi sembra il caso… occorre rinforzare la struttura della squadra, poi se si riesce a portare a Milanello un’altra stella tanto meglio. Ma se disgraziatamente e facendo tutti gli scongiuri del caso uno tra Oddo o Jankulovsky dovesse fermarsi per 3-4 settimane se non peggio in un momento decisivo della stagione, veramente la dirigenza rossonera pensa che Cafù o Favalli possano reggere ad alti livelli giocando una partita ogni 3 giorni? Ci mettiamo Ronaldo o Gila o Inzaghi a fare il terzino!? Oddio, considerando che quest’anno abbiamo visto Borriello schierato in difesa come esterno, potremo aspettarci di tutto… E poi continuare a illudere i tifosi promettendo un colpo eclatante è controproducente: o lo fai se già bolle qualcosa di concreto in pentola o altrimenti stai zitto e buono e lavori a testa bassa per rafforzare con oculatezza la squadra con dei buoni acquisti. Il Barcellona quest’anno con quella rosa che si ritrovava è rimasta a bocca asciutta, il Milan pur avendo perso in un colpo solo Sheva, Rui Costa e Stam ha comunque vinto la Champions: puntiamo quindi sul gioco e sulla squadra, che nel lungo periodo danno maggiori garanzie. I Grandi del pallone devi riuscire a individuarli da giovanissimi (vedi Van Basten, Shevchenko, Kakà), altrimenti è difficile pensare che i club di appartenenza se ne privino con tanta facilità. Spero che in Via Turati da qui al 31 agosto riusciranno a fare un buon lavoro: per la Supercoppa Europea, il Mondiale per Club, il Campionato e la Champions (la Coppa Italia la lasciamo agli altri, mica vogliamo fare gli ingordi, vero? ) ci vuole un Milan all’altezza di impegni così prestigiosi. Non mi sembra che questo sia l’anno giusto per accontentarsi… la leggenda ci aspetta, ma perché rischiare di deluderla!? |


Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 11:00
Inviato da: milanonly4you83
il 26/12/2007 alle 10:26
Inviato da: Anonimo
il 25/12/2007 alle 19:49
Inviato da: sik87
il 24/12/2007 alle 23:16
Inviato da: marco_amabili
il 20/12/2007 alle 22:39