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MILAN - SIVIGLIAOggi in conferenza stampa mister Ancelotti ha dichiarato:
"Eravamo convinti di venire a Montecarlo per giocare una bella partita, per vivere una bella sfida e una bella festa dello sport. Con quello che è successo questa finale ha un sapore diverso. Svanisce la festa, però rimangono la serietà, la correttezza e l'impegno continuando a rispettare il dolore del mondo del calcio e dei compagni di Puerta. Siamo addolorati per quanto successo, ci sentiamo vicini alla famiglia di Antonio, a tutto il Siviglia e a tutti quelli che lo conoscevano. E' questo un momento di sofferenza per il calcio, ma bisogna comunque andare avanti. Si giocherà con il dolore nel cuore, ma con l'impegno e la serietà dovuti."
Credo che non ci siano parole più giuste e significative per spiegare meglio questa vigilia così particolare.
Più si avvicina la gara e più mi convinco che non andava giocata, almeno non ora, a 3 giorni appena dalla morte del giovane Antonio Puerta. Il Siviglia ha voluto invece che la Supercoppa si disputasse regolarmente per onorare la scomparsa del suo giocatore, come "tributo" alla sua memoria. L’intento è comprensibile e ammirevole, perché il difensore del Siviglia si era preparato per questa sfida, perché lui sarebbe sicuramente stato uno dei 22 protagonisti sul campo, così come lo fu lo scorso anno nella Supercoppa vinta contro il Barcellona. Ma sicuramente domani non vedremo quella partita che lui per primo aveva sognato, non assisteremo ad una straordinaria serata di sport. Sarà l’ennesima testimonianza del dolore lasciato dalla sua scomparsa, l’ennesima manifestazione di un lutto che non ci doveva essere. Forse era meglio lasciare in questi giorni, in queste ore spazio al dolore, alle lacrime e soprattutto alla riflessione: Antonio è morto per una aritmia cardiaca che già in passato, non più tardi di un anno fa aveva dato le prime avvisaglie sul pericolo che stava correndo il cuore di questo giovane 22enne. La morte di Antonio non è stata una disgrazia o un incidente improvviso, ma la conseguenza diretta di un qualcosa che non ha funzionato come avrebbe dovuto fare. E questo fa male, fa tremendamente male sapere che un ragazzo poco più che ventenne, prossimo a diventare padre per la prima volta abbia perso la vita perché nessuno ha saputo o ha voluto svolgere con accortezza il proprio mestiere. Il perché di tutto questo forse emergerà con il tempo e forse servirà a evitare che accadano di nuovo tragedie di questo tipo… già, forse…
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Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 11:00
Inviato da: milanonly4you83
il 26/12/2007 alle 10:26
Inviato da: Anonimo
il 25/12/2007 alle 19:49
Inviato da: sik87
il 24/12/2007 alle 23:16
Inviato da: marco_amabili
il 20/12/2007 alle 22:39