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Generici tra percezione e realtà

Post n°83 pubblicato il 27 Settembre 2015 da bellegi0
 

Tra la realtà, in sé e per sé direbbero i filosofi, e la rappresentazione individuale o collettiva che ne danno gli uomini esiste un gap più o meno ampio, tant’è che si parla ormai comunemente in molti ambiti di realtà percepita a fronte di quelle effettiva ed “oggettiva”. La valutazione soggettiva di un rischio è il terreno in cui spesso si registra la divaricazione più eclatante tra la “cosa in sé” e la sua rappresentazione mentale e/o sociale, a cui contribuiscono in modo determinante i vari media. L’antidoto per evitare che la scissione tra percepito e reale sia troppo ampia e quindi “patologica” è la misurazione, la quantificazione statistica del rischio, che ad esempio dimostra quanto sia più probabile un incidente automobilistico rispetto al disastro aereo, a fronte della convinzione opposta della gente.

Per stimare la propensione dei cittadini di una nazione a farsi idee che non collimano con i fatti è stato elaborato dagli inglesi l'Index of ignorance - http://www.huffingtonpost.it/2014/11/02/italia-prima-indice-ignoranza-ispos-mori_n_6089298.html - che vede il nostro paese al top planetario nella non commendevole classifica degli "ignoranti".

Attorno ai farmaci generici si è realizzato negli ultimi anni un caso di studio relativo a queste dinamiche  cognitive, individuali e sociali. La letteratura scientifica in proposito è concorde: da un decennio a questa parte sono stati condotti numerosi studi clinici a livello internazionale che hanno dimostrato in modo concorde la pari efficacia dei generici rispetto ai farmaci originali, i cosiddetti “griffati”.

Ebbene, proprio a proposito dell’efficacia dei generici, la "percezione" della gente e di una parte consistente dei medici è di segno opposto, ovvero di scarso "beneficio" del farmaco generico rispetto a quello griffato. E’ ben vero che la componente soggettiva ed “affettiva” ha un ruolo piuttosto importante nella valutazione di efficacia, specie per i farmaci destinati  a curare sintomi come dolore, ansia, insonnia etc.. Tuttavia talvolta sono stati segnalati problemi anche nel controllo di parametri clinici oggettivi, come pressione arteriosa, ritmo cardiaco etc.. che per loro natura possono essere verificati anche dal medico curante, al di la delle impressioni soggettive degli assistiti.

Insomma sull’efficacia dei generici c’è in giro non poco scetticismo e diffidenza, nonostante la corposa dimostrazione oggettiva di pari efficacia, che allargano il fossato tra la percezione della gente e la realtà effettiva. Ora proprio recentemente è stata diffusa la clamorosa notizia del ritiro di ben 700 farmaci generici, disposta dall'EMEA, proprio per la presunta manipolazione delle prove cliniche a favore dei farmaci equivalenti, che evidentemente non  erano poi così equivalenti (http://www.legalcorner.it/sentenze/%7BA5D4D3B0-3432-11E5-81B0-393038343031%7D).

Una volta tanto quindi sono i fatti oggettivi che si incaricano di colmare la divaricazione rispetto alla percezione elaborata da una parte dei medici e degli assistiti, a dimostrazione che quel gap non era poi così soggettivo e campato in aria, come si poteva pensare sulla base di altre evidenze, evidentemente poco affidabili. Volkswagen docet!

 
 
 
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Un blog di: bellegi0
Data di creazione: 08/09/2012
 

MI PRESENTO....

Sono un medico di Medcina Generale che esercita la professione dal 1981 in un paese alle porte di Brescia in medicina di gruppo. Da anni svolgo anche l'attività di animatore di formazione nei ranghi della SIMG (Societa' Italiana di Medicina Generale), di ricercatore in Medicina Generale (audit, governo clinico, formazione sul campo, ricerche epidemiologiche ed osservazionali) tutor del tirocinio valutativo per l'esame di stato e docente alla scuola di formazione in Medicina Generale di Brescia.

Ho collaborato con le principali riviste Italiane della MG, come Occhio Clinico, Medicinae Doctor e rivista SIMG. Dall'inizio del secolo modero e partecipo alle discussioni pubbliche su Mailing Lista locali (rete UNIRE di Brescia), nazionali e sui gruppi professionali di FaceBook. I miei interessi spaziano dalla metodologia clinica alla psicologia cognitiva, alle medical humanities in generale, con paticolare riferimento alla diagnosi e all'errore in MG.

Sito Web personale: www.giuseppebelleri.it

 

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