Creato da davidevaccino il 09/12/2007
pensieri, parole, riflessioni, immagini, storie, poesia... vita.

PREMIO "D ECI E LODE"

 

Premio D eci e lode

A Davide Vaccino
per la simpatia e la sensibilità,
ma soprattutto
perché è un "artista"
di versi e parole
con cui sa esprimere
le sfumature della sua anima.

(budmoon)

 

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"Presenze e Assenze": finalmente presente!

Post n°48 pubblicato il 10 Settembre 2008 da davidevaccino
 
Tag: novità

Ne ho parlato in lungo e in largo, ed ora eccolo qua: "Presenze e Assenze" è finalmente una realtà che spezza un silenzio editoriale di due anni e mezzo...

Al link qui sotto, per chi è interessato, la recensione fatta da Renzo Montagnoli.

http://www.qlibri.it/poesia/poesia-italiana/presenze-e-assenze/

Qui, invece (ma si aggiungeranno molti altri portali nei prossimi giorni) gli amanti della poesia potranno sperperare le proprie finanze a discapito dell'arricchimento interiore. :-)

http://www.ibs.it/code/9788876061943/vaccino-davide/presenze-assenze.html

http://www.webster.it/libri-presenze_assenze_vaccino_davide_ass-9788876061943.htm

http://libri.shop.it/altri-generi/presenze-e-assenze/dettaglio/id-1739317/

http://www.libreriauniversitaria.it/presenze-assenze-vaccino-davide-ass/libro/9788876061943

A presto!!!

 
 
 

Un assaggio di "Presenze e Assenze"

Post n°47 pubblicato il 30 Agosto 2008 da davidevaccino
 
Tag: poesia

PER SEMPRE (Ultima lacrima II)*

Da ignoti lidi lontani
avanzavi per arcani calvari
cercando spiagge di libertà
fra le polveri rade
delle rovine terrene,
e parevi distratta
ed un poco sperduta:
atomizzata fibra di luce
nel mezzo di un’ombra;
delirio di porpora.

 

«Il sangue che lava,
poi non disseta»
chiosavi - il tuo sorriso
era un ventaglio d’avorio -
ed eri davvero distratta,
ed eri davvero sperduta:
un grano di sale disperso
nell’insondabile ventre del Nulla.

 

«Ma tu m’amerai per tutta la Vita?
Piangerai per tutta la Vita per me?»
- negli occhi l’oscuro e fumido
alone del dubbio -

Si, piangerò per la Vita e poi oltre:
t’amerò per tutta la Morte,
finché le tre Parche
non riannoderanno ogni filo.

_______

* tratta dal mio imminente nuovo libro "Presenze e Assenze".

 
 
 

Presenze, assenze e cosa vuol dire (per me) esser poeti.

Post n°43 pubblicato il 28 Agosto 2008 da davidevaccino
 
Tag: poesia

Come molti sapranno fra pochi giorni, dopo un’assenza di 30 mesi, sarò finalmente presente negli scaffali e negli internet book shop con il mio libro numero 6: “Presenze e Assenze”, appunto. Per il sottoscritto quindi sarà un’occasione importante per presentare 77 nuove poesie che parleranno di luci e di ombre, di giorni noiosi e di notti lunghissime; di qualcosa che c’è e di qualcosa che non c’è più, con la speranza che i lettori presenti siano in numero maggiore rispetto a quelli assenti e siano magari propensi a soffermarsi a riflettere su temi che si possono tranquillamente definire "universali", dando loro il valore che meritano ed osservandoli con "appassionato distacco", poiché, volenti o nolenti, tutti ci troviamo di fronte agli inevitabili bilanci delle presenze e delle assenze.

Se avessi voluto dare un titolo alternativo o un sottotitolo a quest’opera, questo sarebbe stato molto probabilmente “L’equinozio del tempo”, frase tra l’altro inclusa nella lirica “Serpentario”, perché è proprio quando ci si trova ad un bivio, o meglio, alla metà di un percorso spesso incerto, che il desiderio di “tirare le somme” si fa più concreto: ci si allontana dagli inganni delle illusioni e si guarda in modo più lucido la vita, spesso domandandoci, di fronte ai piccoli o grandi sforzi quotidiani: «A che è servito?» oppure «Per cosa?» visto che nulla sembra fatto per durare. È in quest’ottica che le convinzioni crollano e le cose all’apparenza meno concrete, come il profumo dei fiori, tanto per citare la poesia “Anima”, prendono una vera e propria consistenza: ciò che è etereo si fa reale e diventa più consolatorio di una certezza. Che poi alla fin fine il cammino terreno è tutto lì: si parte da una stella e si giunge ad una croce; la vita e la morte, ciò che è e ciò che era: l’esistenza è innanzitutto alchimia, prima ancora d’essere un miracolo. Di fronte a ciò che si vede oggi nel mondo, alla negazione della vita e allo stesso tempo alla frenetica e contraddittoria rincorsa al negarci pure una dignitosa morte, forse il vero prodigio lo compie chi riesce - dopo aver trasformato la propria presenza su questa terra in un’opera d’arte - a tradurre in capolavoro, in sublimazione dell’essere, anche la propria assenza quando si sarà congedato da questa realtà, trascendendo il concetto di “amore per tutta la vita” fino a mutarlo in “amore per tutta la morte” e poi oltre, per impedire che dopo la morte vi sia un’altra morte, bensì si proceda in un’eterna metamorfosi… è per questo motivo che nelle mie liriche mi ritrovo spesso a paragonare lo spirito con una farfalla: la farfalla, infatti, nell’arte classica simboleggia l’anima, non per niente il suo nome deriva dal greco “ànemos”: soffio, vento… qualcosa di impalpabile e tuttavia consistente, che è capace, come l’aria che respiriamo, di smuovere e di nutrire la nostra coscienza, di darci il vigore, l’anelito per abbattere le “porte della percezione” e raggiungere "il palazzo della conoscenza", come lo definiva William Blake nel suo “Matrimonio fra cielo ed inferno”, e di intendere la realtà se non in modo nuovo, almeno diverso, al di là delle limitazioni a cui ci  costringono i cinque sensi; anzi, annullandoci nel Tutto per divenire una cosa sola con esso: non più dispensatori e fruitori di emozioni, ma Emozione noi stessi. In questo, credo, consiste l’essere veramente poeti, e non lo si impara da nessuna parte, né è un’ambizione troppo azzardata o un traguardo irraggiungibile, poiché, tanto per parafrasare ancora una volta Blake: «Nessun uccello vola troppo in alto, se vola con le proprie ali».

 

 
 
 

La bellezza di andare in vacanza...

Post n°42 pubblicato il 18 Agosto 2008 da davidevaccino

Un tempo si sorrideva di fronte ad alcune incomprensibili leggi in vigore negli Stati Uniti: a quanto pare, ora, leggendo ciò che riporta il giornale inglese “The Independent”, anche l’Italia si sta allineando alla prima potenza del mondo in quanto alla semi-demenzialità di regole e regolette dettate dalla cosiddetta “emergenza sicurezza” che lascia carta bianca  ai sindaci in fatto di norme e normicine che, se infrante, comportano multe salate per aver fatto cose che sono perfettamente legali nel resto del mondo, tranne che nella particolare città in cui ci si trova. A Genova, ad esempio, è fuorilegge camminare tenendo in mano una bottiglia di vino o di birra, mentre a Roma si può fare, però chi si sdraia sotto un albero oppure su una scalinata di Piazza di Spagna per berla, magari mangiando un panino o un trancio di pizza, rischia di essere multato per, udite udite: “comportamento indecoroso”. Stesse conseguenze se ci si sofferma a fine spuntino, magari poiché si è accaldati e pure turisti, oppure perché c'è pigliato l'abbiocco, per schiacciare un pisolino. Ci sono poi le norme di comportamento da tenere al mare: ad Olbia chi fuma in spiaggia viene multato di 360 euro, mentre in tutta Italia, il nostro ministro del welfare ha proibito i massaggi offerti dagli immigrati, in quanto potrebbero avere effetti “potenzialmente pericolosi se offerti da persone non qualificate” (e qui non ho capito bene se queste persone non sono qualificate poiché immigrati, o se chiunque effettui un massaggio sia potenzialmente pericoloso… perché, sennò, chi non offre massaggi oppure non è immigrato non è potenzialmente pericoloso… boh?) Vicino a Venezia, ad Eraclea, per la precisione, poi, guardatevi bene dal costruire castelli di sabbia: ostruiscono il passaggio… (cioè… lo ostruiscono ovunque?) Proseguendo: i racchettoni e i giochi con la palla su molte spiagge sono proibiti (altrimenti ci si diverte troppo, suppongo…) così come è fuorilegge allontanarsi dalle suddette in bikini (quindi, donne o portatori di bikini, tenetevi sempre in cabina o nel borsone un tailleur). Ovviamente, e questo è giusto, è vietata la vendita di borse contraffatte, ma ad Ostia questo tipo di controllo “è stato rafforzato con elicotteri di pattuglia”: si, si… non temete, quell’elicottero che vi sta girando intorno mentre state prendendo il sole non è pilotato da un guardone: è un semplice controllo. E concludiamo con un paio di chicche: a Novara due persone possono sedersi su una panchina, ma se ne arriva una terza e sono passate le 23, tutte e tre sono in contravvenzione; a Viareggio, invece, sulle panchine potete sedervi in quanti volete, ma se mettete i piedi sul sedile siete fuorilegge… e attenzione, cari amici che visitate o risiedete a Lucca: se sbriciolate un panino ai piccioni, sono volatili per diabetici: centinaia di euro di multa. E’ bello quando finiscono le vacanze: finalmente si può tornare a riposare sul posto di lavoro.

 
 
 

E dunque...

Post n°41 pubblicato il 16 Giugno 2008 da davidevaccino

Dunque si riparte, solitamente da dove ci si ferma. Il Premio di poesia è andato alla stragrande, per la prima volta in dieci anni tutti i premiati erano presenti, e parlo di gente che si è sobbarcata anche 7 ore di treno. Poi, sorpresa delle soprese, il sottoscritto ha ricevuto l'ambita medaglia d'argento che inseguiva da tanto tempo: dopo essere stato nominato cavaliere delle tradizioni nel 2006; dopo avere avuto riconoscimenti da Papa Woijtila nel 2003 (che sono riuscito a commuovere  con la poesia "Gente Perduta") ecco finalmente che il Presidente della Repubblica, il caro Giorgio Napolitano, che tanto ha fatto per la nostra cara Italia, e che rispetto tantissimo, si è ricordato di me. Si può chiedere di più? Io, essendo vanitoso e ambizioso come il nostro caro Berlusca, dico di si. Il prossimo anno voglio la presenza di un rappresentante del Governo! E' bello sognare, ma è bello pure essere convinti di ciò che si fa. Detto questo, ritorno a me, ovvero al mio libro di poesie, che proporrò all'Editore in settimana. Ho due prefazioni fantastiche, e una ottantina di poesie che si alternano fra il chiaro e lo scuro. Sarà per me il libro definitivo, visto che chiuderà un  ciclo poetico iniziato 15 anni fa, ma che tuttavia potrebbe essere riaperto se riuscissi a trovare qualche spunto veramente nuovo. Per il futuro ho in mente due progetti: uno "pesante" ovvero un romanzo esistenziale, che tocca i vari problemi del vivere quotidiano, e uno non leggero, ma psicologicamente clawnesco (e non vi azzardate a rubarmi l'idea che vi fulmino), ovvero legato al cartoon culto "South Park". Ce la farò? Boh! Come direbbe il personaggio di un film di Verdone: parliamone. Saludos, bella gente.

 
 
 
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