Creato da amoildeserto il 08/12/2006

beatitudineecastigo

Blog per pochi. Sono gradite menti elastiche ed eleganti. Eleganti … di chi è capace di umiltà (non solo intellettuale). Elastiche … di chi ama il confronto. Non è quindi gradito chi ama autoincensarsi.

 

finalmente!!!!

Post n°170 pubblicato il 03 Febbraio 2011 da il.cuculo

Eravamo tutti in pena,ci si domandava in quale deserto avessi deciso di stabilirti,le mani ormai strappavano gli ultimi capelli,quando.......

                               FINALMENTE!!!!!!

Eccoti qui.

Per favore se parti ancora lascia un biglietto che così staremo tutti tranquilli.

                                  :-)))))

 
 
 

ciao

Post n°169 pubblicato il 22 Gennaio 2011 da il.cuculo

Ciao

quando entro in blog aperti mi permetto di lasciare un segno del mio passaggio.

A volte sono anche burlone ma qui sono stato subito preso da una sorta di soggezione che mi consiglia rispetto.

Volevo regalarti un fiore,ho scelto la margherita,non per un motivo particolare ma perchè penso ti assomigli,un po'.

Ciao

Jak

 
 
 

Peppino Impastato. Lui, sì, è un eroe.

Post n°168 pubblicato il 05 Gennaio 2011 da amoildeserto

Peppino compirebbe oggi 63 anni.

Sempre nel cuore. Come dimenticare il suo coraggio? 

 

 

La diretta di Radio Cento Passi:

http://lnx.radio100passi.net/radio/

 
 
 

Senza titolo

Post n°167 pubblicato il 22 Novembre 2010 da amoildeserto

Dolori nuovi cancellano altri e li rendono piccoli piccoli.

Bazzecole il dolore che mi dava quel mio amore. Dimenticato. Per sempre. 

Riuscirò a ricomporre questa mia vita?

 

 
 
 

Caro Michele

Post n°166 pubblicato il 13 Giugno 2010 da amoildeserto

 

Caro Michele,

è questa la prima domenica che non sono da te, in quell’angolo di Toscana che sa di Romagna, dove amavi trascorrere i tuoi fine settimana.

Sono passata davanti alla casa sul fiume, quella dove amavi stare, e ho ripercorso i rari momenti in cui ero anch’io lì, l’ultima volta tanto tempo fa, un giro in moto con Claudio e una sosta per un saluto.

Non sono ancora riuscita a vedere quei boschi del Mugello dove amavi fare lunghe passeggiate con i tuoi cani e raccogliere funghi e castagne che portavi anche a mamma. Domenica scorsa, tornando a casa, le ho portato io le ciliegie che ho comprato sulla strada, forse nello stesso posto in cui le compravi sempre tu.

Ora sei lì, in quel cimitero fra le colline, dove vengo a parlarti mentre cerco di infilare fiori in quelle antipatiche spugne che si frantumano. Mi siedo sul gradino, ti guardo in quella bella foto che ti scattò F. in Sardegna e tutto mi sembra così assurdo e impossibile. C’è il sole e una brezza leggera che mi piace immaginare ti accarezzi, riesco anche a provare un senso di pace e di serenità, forse perché è quello che, se credessi, vorrei provassi tu.

Mamma avrebbe voluto che tu fossi seppellito sui nostri monti dove da bambini giocavamo liberi fra prati e boschi e dove negli ultimi anni andavi spesso … le ho detto che tu, lì, ci sei comunque, nella memoria dei tanti che ti hanno voluto bene e non dimenticheranno il tuo saper essere umile e il tuo splendido sorriso. Le ho promesso che metteremo la tua foto e una targhetta vicino a quel fratellino che hai tanto amato.

In queste tre lunghissime settimane, mamma piange e ti chiama, anche di notte, senza tregua. Io mi invento che tu non sei felice di vederla così, che da lassù le dici: “Mà, mò basta!”, che sei in cielo con Vincenzo e i nonni, che stai di certo bene e che un giorno saremo tutti, di nuovo, insieme. Le dico che stiamo peggio noi in questo mondo di merda, che è l’unica cosa che so essere vera, fra le mille che le racconto per tentare di tranquillizzarla. Papà non dice, non piange, accenna a volte un pianto, che poi trattiene. Entrambi non sanno darsi pace. “Toccava a noi” – dicono, con le tue foto fra le mani - “non a te!”

Per non preoccuparmi, non mi avevi neppure detto che avevi un problema e che avresti dovuto fare quel maledetto esame. Te ne sei andato così, senza un accenno, in un modo assurdo che non meritavi, che ha reso noi increduli, basiti, assenti e che non ci dà pace.

Vorrei poterti dire che la vita è solo un momento di passaggio e che ci rivedremo, sarebbe tutto più semplice da sopportare, ma né tu, né io, crediamo a questa storia.

La verità è che la vita è solo una dolorosa, dolorosissima, illusione.

Ti voglio bene.

 

 

 

 
 
 

E ricomincia un nuovo anno

Post n°165 pubblicato il 01 Settembre 2009 da amoildeserto

L'augurio di un buon anno scolastico a tutti i colleghi.

A chi è rimasto

A chi è stato trasferito per mancanza di posti

A chi, precario, con anni di insegnamento alle spalle, lotta per mantenerlo, il posto.

Alle sette guerriere sannite che sono sui tetti a manifestare!



Di auguri ne abbiamo bisogno tutti ... inizia il peggior anno scolastico di cui si abbia ricordo!

 
 
 

Senza titolo

Post n°164 pubblicato il 07 Giugno 2009 da amoildeserto


Alberto Di Cesare

 

Faccio fatica a specchiarmi in parole amorfe, inutili, opache.

La disillusione crea prigioni altre.

 
 
 

Uno di noi. Uno che sognava.

Post n°163 pubblicato il 09 Maggio 2009 da amoildeserto

Peppino Impastato, giovane militante di Democrazia Proletaria, muore nella notte fra l'8 e il 9 maggio 1978, orribilmente assassinato dalla mafia.

 

Splendido video

Sempre nel cuore.

 

(non avrei potuto non esserci)

 
 
 

Manifestazione 7 marzo ...

Post n°162 pubblicato il 08 Marzo 2009 da amoildeserto


La notte ci piace vogliamo uscire in pace
ci piace anche il giorno levatevi di torno


E' bella chi si ribella


Ma quail ronde ronde fasciste
ci difendiam da sole siamo femministe


Ma quale repressione ma quale sicurezza
l’autodifesa è l’unica salvezza

 
 
 

E poi dite che non serve!

Post n°161 pubblicato il 22 Febbraio 2009 da amoildeserto
Foto di amoildeserto

 

Uno splendido regalo ricevuto su Facebook


 
 
 

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LA CISTERNA DI HABBABAH. YEMEN


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ANTIGUA. GUATEMALA

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Quel luogo incantato ...
Solenne città coloniale, splendida nella sua decadenza, atmosfera rarefatta, trasognata, aerea … il luogo dell’anima.
Camminare fra le stradine di ciottoli, ammirare la magnifica architettura delle case giallo-ocra, le splendide chiese, l’affascinante visione dei tre imponenti vulcani, Agua, Fuego e Acatenango, ha rappresentato per me la realizzazione di un sogno, neppur sognato.
Antigua il luogo dove vorrei vivere, non so se questo mai accadrà, mi sono però fatta la promessa di trascorrervi almeno un anno dei miei giorni.

 

LEI. FRIDA KAHLO

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In un articolo su Leon Trotskij, comparso su Frigidaire nei primi anni ‘80, venni per la prima volta a contatto con la figura di Frida Kahlo.
Mi parve da subito una donna di grande coraggio e intelligenza e decisi di approfondire attraverso alcune letture.
Moglie del più grande muralista messicano, Diego Rivera, ebbe, oltre la poliomelite, due gravi incidenti: il primo a 18 anni quando, in uno scontro fra un tram e l’autobus su cui viaggiava, rimase trafitta e ciò le comporterà nel corso degli anni la non possibilità di vivere la maternità e il dover subire un gran numero di interventi, fino all’amputazione di un piede prima, della gamba poi … il secondo … l’incontro con Diego, che lei soleva dire, a volte per scherzo, a volte per rabbia, essere stato un incidente decisamente più grave del primo!
Frida dipinse nelle opere, in modo crudo e aspro, ma al contempo dolce e delicato, la parte dolorosa della sua realtà.
Nonostante l’handicap e le grandi sofferenze è riuscita a vivere coraggiosamente, anche in modo estremo, giorni pieni di ideali, di passioni, di amori, di incontri.
E’ stata adorata da Diego e lo ha adorato nonostante i ripetuti tradimenti: non era, di questi, il rapporto fisico che la distruggeva, ma il tradimento mentale, la mancanza di lealtà e, in quelle sue ferite, penso ci si possano riconoscere e ritrovare molte donne.
Divorzieranno, si cercheranno di nuovo e si sposeranno ancora … fa venire alla mente i tanti rapporti indefiniti, a volte conflittuali, così difficili da recidere, coppie addomesticate, in cui nessuno riesce a fare a meno dell’altro, forse, per amore.
E’ stata amata da tanti per quella vivacità, trasparenza, duttilità e finezza mentale, che le hanno permesso di vivere e coltivare, nei momenti in cui tutto luccicava, i fiori del giardino della sua vita e di sostenere, con grande forza, la solitudine nei tanti momenti bui.
Fosse lo stesso per tutte quelle donne che, da regine, si ritrovano un giorno, non più accolte!
Nella sua casa, Casa Azul, ora museo, fra le sue cose, i suoi colori, le sue opere, si respira un’aria tersa, linda, che ti entra dentro e ti riempie l’anima .
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(scritto nel giorno del 50° della sua morte 13 luglio 1954 - 2004)


 

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