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Creato da: demo_cratico il 25/10/2007
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Il nuovo Berlusconi non decollaBene An e Udc, Cosa Rossa al palo

Post n°25 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da demo_cratico
 

La fiducia a Prodi è bassina ma stabile, e l'azione di governo resta lontana dalla sufficienza anche se la si "scompone" per temi. Ma è nei partiti che molto si muove, a dimostrazione che la vita politica del Paese si muove ormai su due binari paralleli: quello dell'esecutivo, con le sue difficoltà di consenso, e quello del movimento delle singole forze politiche che si riposizionano per le sfide future.

E' questa la fotografia del sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica. it. Una istantanea che riserva sorprese, come il surplace della nuova creaura di Silvio Berlusconi, che per ora non sembra sfondare nel mercato della fiducia degli elettori, o le difficoltà dei partiti della sinistra radicale impegnati nella costruzione della "Cosa Rossa".

TABELLA 1: LA FIDUCIA IN PRODI E NEL GOVERNO

TABELLA 2: LA FIDUCIA NEI PARTITI

Ex Cdl, la rivincita degli alleati
. E' forse il dato più significativo della rilevazione Ipr Marketing di dicembre. E dice che il Berlusconi numero 2, quello dei gazebo e del Popolo delle libertà, ha ancora parecchia strada da fare. Nella classifica della fiducia nei partiti, infatti, il Pdl si piazza al settimo posto, a quota 35. Un dato sorprendente se si tiene conto del fortissimo impatto mediatico della "svolta del predellino" del Cavaliere, e che diventa oltremodo significativo se si tiene conto che i due ex alleati della Cdl, An e Udc, vedono i loro indici salire di due punti in un mese.

Entrambi, presso l'elettorato, raccolgono più fiducia della "vecchia" Forza Italia (al sesto posto, 35), con la formazione di Fini che resta al primo posto (48) davanti al Pd di Veltroni (44), all'Italia dei Valori (40) e al partito di Casini, in crescita al 39. Segnali che attendono conferme e che il dinamismo berlusconiano potrebbe smentire fin dalle prossime settimane. Ma che intanto dicono che la partita nel centrodestra è ancora tutta da giocare.

Anche nello schieramento opposto la novità dell'ultimo mese, la Cosa Rossa di Giordano, Diliberto, Pecoraro e Mussi, non sembra trovare la strada spianata. Mentre il Partito democratico resta stabile, i partiti della sinistra radicale perdono tutti terreno, con la nuova creatura arcobaleno staziona al decimo posto a quota 20. Unica eccezione il grado di fiducia dei Verdi, che crescono di due punti e si piazzano quarti in classifica.

Prodi e governo, dicembre senza scosse. Il Professore resta lontano dal profondo rosso dello scorso febbraio, quando il suo indice toccava quota 36. Ma la fiducia che riscuote rimane al di sotto della maggioranza: 45. Per il premier nessuna variazione, dunque, mentre minima (+1) è la differenza sul mese per l'esecutivo nel suo complesso, che tocca quota 34. Due dati sostanzialmente stabili, come se i successi parlamentari delle ultime settimane (a cominciare dalla finanziaria al Senato) fossero stati compensati al ribasso dal perdurare dei dissidi interni alla coalizione e dalla complessiva sensazione di debolezza della compagine che guida il Paese.

Sorpasso Ferrero. Piccoli movimenti, ma in qualche caso significativi, per la pattuglia di ministri che da mesi stazionano nei "quartieri alti" della fiducia. Sul podio poche novità: guida Bersani (59), seguono Di Pietro (che cede due punti e si ferma a quota 56) e poi D'Alema (51). Interessante, invece, nel mese delle polemiche sul Dl sicurezza e della tragedia della Thyssen, il "sorpasso" di Ferrero (ora al quinto posto) sul ministro del Lavoro Damiano (-3) e su quello degli Interni Giuliano Amato, che sul mese cede 2 punti.

Evasione, ma il resto... Per il governo la sufficienza è una chimera. E' il verdetto della "pagella" sui singoli temi stilata dal campione del nostro sondaggio. Nella quale solo sul tema della lotta all'evasione fiscale l'esecutivo riceve dagli elettori un "quasi sufficiente". Ma a scendere, fin dalla politica estera, dai diritti e dalla scuola, il voto si abbassa, fino a toccare i voti in media più bassi sui grandi temi economici (lavoro, fisco, sviluppo, pensioni) e sulle questioni sociali (immigrazione, sicurezza). L'ennesimo campanello di allarme per un governo che ha agito con diversa efficacia e determinazione nei diversi campi di intervento, ma evidentemente viene punito da una generale immagine di inconcludenza.

Quanto all'attività complessiva del governo, il voto è in lieve ascesa: ma siamo a un "quattro meno" (38) rispetto al "tre e mezzo" (34) del maggio 2007.

La Repubblica

 
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