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Who'll stop the rain

Post n°76 pubblicato il 23 Maggio 2007 da nem_o

I karez sono dei canali sotterranei che portano l'acqua dalle montagne sin qui nell'oasi di Turfan permettendole di essere verde con non mai, ricca di viti, fagioli, melanzane e albicocchi.

Se l'acqua scorresse in superficie per l'alta temperatura estiva, siamo infatti nel paese piu' caldo della Cina (temperatura record estiva di 50 gradi), evaporerebbe tutta prima di arrivare all'oasi. Si e' allora iniziato a scavare dei canali sotterranei con dei pozzi verticali ogni circa 20 metri per permetterne l'accesso. I piu' vecchi hanno circa 2000 anni e in tutto ce ne sono circa 5000 km. Qui dicono che sia una delle piu' grandi imprese cinesi dopo la Grande Muraglia.

Ebbene in questo paese che vive grazie ai karez, in questo paese dove mi ha confermato un ragazzo stamattina piove 5-6 giorni l'anno, due notti fa ha piovuto!

Ne sono rimasto sorpreso ma ha portato un po' di frescura e mi ha permesso di affiattare una bici e girare un po' i dintorni. La zona a valle della citta' e' veramente tutta verde, sembra di essere nelle nostre campagne. Volevo arrivare fino in fondo alla depressione e vedere cosi' sul mio orologio finalmente il segno meno davanti ai numeri, ma poi ho pensato al ritorno che con quella bici sarebbe stato alquanto difficoltoso. Per la cronaca sono arrivato ad un altezza di 80 metri.

La cosa incredibile e' che nonostante tutta questa uva la produzione di vino e pressoche' inesistente. L'uva viena fatta seccare in apposite costruzioni in mattoni di fango e tutte bucherellate per permettere all'aria di passare. La campagna ne e' piena.

Alcuni negozietti cinesi hanno in vendita del vino che si dice di produzione locale, ma e' difficile fidarsi dei cinesi, taroccherebbero anche il barolo.

Ieri sera  a cena ne ho comunque presa una bottiglia che, a differenza del vino asssaggiato nello Yunnan qualche anno fa, sapeva veramente di vino e anche con una buona gradazione alcoolica.

Per la seconda volta in questo viaggio in Cina ho mangiato in un ristorante Cinese e ne sono stato entusiasta (la prima volta a Kucha e' da dimenticare).

Ora e' tempo di partire, lascio l'oasi di Turfan con quel bel sole che da due settimane stavo aspettando e mi avvio sulla via del ritorno, prima tappa Urumqui, poi venerdi ritorno in Kirghizstan per un giorno e poi sabato Istambul e Milano.

Poi tocchera' ai mezzi di trasporto italiani portarmi a casa.

PS la pagina di ieri era incompleta causa "esplosione" del pc cinese, ora l'ho completata.
Ni Hao

 
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