Creato da Die972 il 17/07/2006

Corri Forrest Corri!

Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose, dove va, cosa fa, dove è stata.

 

 

« Die va verso sudSabato di luna piena »

Ringrazio il dottore...

Post n°65 pubblicato il 23 Febbraio 2008 da Die972


Difficile dire come è andata, ma di certo posso dire che non ho buttato via il mio tempo.

Questo cortometraggio ambientato nell'alto Chiascio si apre con un distinto figuro che scivola, valigia in mano, tra le fiere facciate di pietra dei palazzi che si affacciano sulla via che si inerpica dritta verso Piazza Grande. I negozi stavano chiudendo, la notte si era appena affacciata, e da qualche bar risuonava il vociare allegro di qualche operaio che chiudeva la giornata bevendo e parlando di politica nel caratteristico grasso accento umbro. Mi sentivo in una terra amica, tutto di ciò che avevo intorno mi era familiare, l'aria tersa, le pietre chiare, il palazzo merlato che domina altissimo tutta la città, le botteghe artigiane, le ceramiche, i quadri di Crociani, il monte Ingino... insomma tutto. Anche quell'odore avvolgente di legna bruciata lo riconoscevo, e mi spalancava nella mente scenari passati di grande dolcezza, scenari futuribili che avrebbero potuto essere e non saranno mai, e scenari futuri di grande incertezza.

Avevo voglia di trattarmi bene per quella sera, l'indomani avrei avuto un paio di colloqui decisivi e non mi andava di confinare quel soggiorno in una semplice permanenza per affari. Certo, come da copione a cena ero circondato da coppiette con i cuoricini rossi distribuiti sul tavolo, eppure la cosa non mi ha dato nè fastidio nè imbarazzo. Normale.

Dopo cena mi avviai per l'appuntamento più importante di tutti: la città. L'ho girata a passo lento per molto tempo, guardandomi intorno o semplicemente annusando l'aria. Nella testa mi girava l'ultima canzone che avevo sentito nell'autoradio "Io lo so che non sono solo anche quando sono solo...", ma io sapevo che ero solo, perchè nelle decisioni che contano si è sempre soli. Inaspettatamente la sensazione predominante di quella serata fu il senso di vuoto. Non una macchina in giro - e meno male! - pochissime persone, ehm.. per lo più qualche coppia che usciva dal ristorante, in una delle quali riconobbi quella coppia di gay vestiti come Dolce e gabbana che a cena erano seduti al tavolo di fianco al mio. Si mettano il cuore in pace coloro che guardando Don Matteo vedono la città brulicante di belle ragazze e scossa da quotidiani fatti di cronaca nera/rosa/gialla. Gubbio sonnechiava, e con lei stava cominciando a prendere sonno anche l'entusiasmo per il mio possibile trasferimento. Rimaneva il fatto che quello era il mio posto del cuore, questo doveva pur contare qualcosa, e lo confermava l'emozione e l'intima sensazione di stupore che provavo ogni qual volta volgevo lo sguardo a una porta della città, ad un frammento di urna cineraria murata nella facciata di un palazzo, a un soffitto trabeato visibile attraverso una bifora accesa o alla vigorosa bellezza di Palazzo dei Consoli, che tutto domina come un nido d'aquila sopra la valle.

Negli incontri del giorno successivo tutto ciò che era incertezza stava cominciando a prendere fuoco in un'immagine più distinta del mio immediato futuro.

Insomma - ora smetto di parlare al passato perchè gli eventi di quel giorno si espandono fino a coinvolgere questo stesso momento in cui scrivo - per la prima volta nella mia vita ho tra le mani una chiamata per un'assunzione a tempo indetermiato. Anche questo conta. Mi hanno sempre detto che la mia laurea è un pezzo di carta senza valore, perchè senza possibili sbocchi lavorativi. Col tempo ho imparato che era tutto vero. Non posso volgere la faccia dall'altra parte, a maggior ragione in questo momento in cui la sicurezza e la stabilità sono diventate un'urgenza. D'altro canto ho avuto la fortuna di giocare le mie carte, e di farmi valere, in una cittadina romagnola dove alla fine ho ottenuto un incarico che è il coronamento dei miei studi nonchè delle mie aspirazioni e delle mie attitudini, seppur a tempo determinato. Lì ormai sto facendo crescere la mia vita da una quindicina d'anni, ho amici, ho coltivato consuetudini... ma senza mai piantar radici. La Romagna mi ha anche dato un amore, per poi riprenderselo frettolosamente.

Io mi ritengo un ragazzo fortunato. Però lasciatemelo dire, la vita è beffarda. Non è passato un mese da quando, dopo un'annosa rincorsa, ho iniziato a fare il mio mestiere, che da sud mi arriva questa allettante offerta. Come quel serpentello che scendendo dall'albero ha offerto la mela ai nostri progenitori, il destino mi colpisce dritto nel segno offrendomi di cambiate totalmente vita e di buttarmi a pesce dentro un sogno che parte da lontano.

Lo pensavo quella sera per le vie ciotolate della città umbra: la vita è come un grande gioco dei pacchi.

Prenderci non è facile, e sicuramente se la scelta è quella giusta lo si scoprirà solo col senno di poi.

Anche le rinunce possono essere un atto di coraggio. L'offerta mi tocca, è vero, ma voglio continuare per questa strada.

Ringrazio il dottore e vado avanti.

 
 
 
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IO

 

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PAROLE...

"Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar.

Nunca persequí la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi canción;
yo amo los mundos sutiles,
ingrávidos y gentiles,
como pompas de jabón.

Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
súbitamente y quebrarse...

Nunca perseguí la gloria.

Caminante, son tus huellas
el camino, y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino,
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de pisar.
Caminante, no hay camino,
sino estelas en la mar.
[Antonio Machado]

Tutto passa e tutto resta
ma il nostro destino è di passare
passare disegnando percorsi
percorsi sul mare.

Non ho mai rincorso la gloria,
nè voglio lasciare nella memoria
degli uomini la mia canzone;
io amo i mondi sottili,
in assenza di gravità e gentili,
simili a bolle di sapone.

Mi piace vederli mentre si dipingono
di sole e di rosso, volare
nel cielo azzurro, tremare
improvvisamente e svanire...

Non ho mai rincorso la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il cammino e niente di più;
Viandante, non c’è una strada,
la si costruisce camminando.

Mentre vai si fa la strada
e voltandoti
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viaggiatore,
non esiste una strada,
ma solo scie nel mare.


"Superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l'anima si getta all'avventura".
[Alda Merini]

"Le case abbandonate sono come gli uomini. Alcuni tengono duro, altri crollano. Dolore e solitudine fanno cadere uomini e muri."
[Mauro Corona]

 

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