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« INCANTEVOLE SORRISOUna vacanza insolita (24 parte) »

Una vacanza insolita e...(23 parte)

Post n°144 pubblicato il 26 Ottobre 2007 da fannyforever
 

-Buongiorno, sono la signora Costas, ho appuntamento con il direttore Alberti.-

“Buongiorno a lei signora Costas, il direttore la sta aspettando nel suo ufficio, 5° piano stanza 22.”

-Grazie, arrivederci.-

Ero stranamente agitata, da oggi la mia vita sarebbe cambiata radicalmente e nel mio futuro avvertivo già prospettive fruttuose e concrete.

-Direttore Alberti?-

“Buongiorno, lei è la signora Costas, prego la stavo aspettando. Benvenuta nel tim della nostra redazione, se vuole più tardi dalla mia segretaria posso farla accompagnare nei vari uffici per conoscere i suoi nuovi collaboratori.”

-Certo mi piacerebbe, ne sarei lieta.-

“Se vuole accomodarsi intanto le darei il contratto da leggere, spiegandole alcune cose in merito alla sua professione all’interno di questa redazione.”

-Certo, per me va bene.-

Stabilimmo i dettagli del contratto con annesse tutte le clausole e le variabili per sottoscrivere la mia figura di fotoreporter in funzione dei requisiti richiesti.

Ero soddisfatta per ciò che avevo appena firmato, l’inizio del mio lavoro sarebbe avvenuto fra tre settimane.

Non avevo molto tempo per organizzarmi per il trasferimento, ma avrei sicuramente fatto  il possibile per una sistemazione provvisoria.

-Ciao mamma, sono appena uscita dagli studi e ho firmato il mio contratto di lavoro; sei a casa?-

“Sì Chiara, allora tutto bene, sono davvero felice per te! Mi raggiungi?”

-Sì, il tempo di prendere un taxi e raggiungerti così poi ti spiego meglio nei particolari.-

Chiamai Syssy per comunicarle la bella notizia, nel frattempo mi fermai in un negozio perché desideravo coronare questo giorno con un regalo. Ero al settimo cielo per la felicità.

-Syssy, devo darti una notizia bomba! Sono a Roma mi hanno preso per il lavoro di giornalista e comincerò fra tre settimane, non è meraviglioso? Ah scusa, non ti ho nemmeno chiesto come stai?-

“Adesso che ti ho sentito bene, pensavo ti fossi persa da qualche parte….!”

-No scusami, ho solo avuto giorni un po’ pesanti, solita routin, ma questo non significa che non ti abbia pensata.-

“Credevo, dato che sei sparita per giorni interi. Cominciavo a pensare che ti fossi dileguata da qualche parte del mondo in preda ai sensi di colpa da espiare!”

-Sono stata un po’ occupata con la mia vita di tutti i giorni tutto qua, non credo di aver infranto qualche regola o sbaglio?-

“Non importa Chiara, fai finta che non ti abbia detto nulla, non sono molto di buon umore e non vorrei trascendere in cose che venissero poi fraintese!”

-Me ne sono accorta e mi dispiace, se vuoi ci sentiamo in un altro momento se oggi sei così suscettibile.-

“Sì, meglio così credimi, ti chiamo io d’accordo?”

-Per me va bene.-

“Ciao Chiara.”

-Ciao Syssy.-

La telefonata mi lasciò in preda a mille domande senza risposta, poiché sinceramente una giornata no può capitare a tutti, ma quello che non riuscivo a capire era perché se la fosse presa in modo del tutto inspiegabile.

Infondo non mi sembrava di aver fatto qualcosa perché poterla ferirla, il fatto di non sentirci così spesso non precludeva un certo tipo di rapporto piuttosto che un altro.

Poi mi dispiaceva sentirla così, la distanza non aiutava sicuramente in questi frangenti.

Se fossimo state un po’ più vicine avrei trovato il modo per consolarla o per farle capire che stava sbagliando, spiegandole alcune differenze, che se alcune cose non combaciavano con il suo modo di fare, questo non significava che non si poteva trovare il modo per chiarire e venirsi incontro.

Così invece era tutto più difficile e poi se c’è una cosa che proprio non sopporto sono le discussioni al telefono, perché non ti danno mai la grandezza dell’evento, con la possibilità di riscattarsi.

Arrivai a casa di mia madre che era quasi l’una, sinceramente non me la sentivo di dare spiegazioni sul mio malessere del momento, così insistetti per andare a riposare un po’ rimandando la nostra conversazione a più tardi.

“Chiara stai un po’ meglio?”

-Sì mamma, avevo solo bisogno di riposarmi un po’ tutto qui.-

“Hai pensato alla mia proposta? Credo che ti troveresti bene e poi per Asia sarebbe l’ideale come soluzione non ti sembra?”

-Mamma perché mi vuoi attaccare su un punto debole, lo sai benissimo che per me Asia è tutto e che per lei non sceglierei la prima cosa che capita.-

“Qui avrebbe tutto ciò di cui le occorre e quando sarai fuori per lavoro sarà Bastiano ad accudirla, pensaci perché non è una cosa da poco.”

-Lo so mamma, è che ho paura che prima o poi insorgano delle divergenze a livello caratteriale, soprattutto per quanto riguarda la mia presenza nei confronti di tuo marito, non vorrei essere limitata non lo sopporterei e tanto meno vorrei sentirmi d’intralcio.-

“Come fai a dire queste cose, io ti voglio bene e desidero per te solo il meglio, indipendentemente dalle mie scelte di vita e saperti felice e vicino a me, a noi, conta tantissimo.

-Tanto da volermi controllare? Non so perché ma ho quest’impressione e se sbaglio mi dispiace, ma è quello che sento.-

“Chiara facciamo una cosa, io la dependance l’ho già fatta sistemare, quello che manca sono alcune parti d’arredo perché volevo che le scegliessi tu, con i tuoi gusti, per sentirti a casa tua e a tuo agio e non solo di passaggio. Se poi pensi fra qualche tempo che la cosa ti sta stretta accetterò la tua rinuncia, ma almeno dammi una possibilità, non dirmi no a priori o per qualche stupida e strana sensazione. Potresti anche sbagliarti no, non precludere il tutto!”

-Va bene mamma, mi hai convinta a patto che i mobili andiamo a sceglierli insieme.-

“Con vero piacere Chiara, non aspettavo altro.”

Era la prima volta che sentivo vere e sincere le motivazioni di mia madre, anche se con lei ho imparato col tempo a centellinare le cose e a non darle mai per scontato, non lo fa con cattiveria perché i suoi propositi sono sempre a fin di bene, il fatto è con non riesce a dosare il modo con cui dispone gli elementi a suo favore.

So che le è costato fatica adibire lo studio di mio padre per farci un appartamento, ma con grande sorpresa notai che lasciò in un angolo della sala i suoi quadri appesi alle pareti e il tavolo da lavoro infondo alla veranda, dove lui era solito dipingere guardando fuori, immaginando un mondo tutto suo.

Quell’immagine affiorò alla memoria come un fulmine a cielo sereno e gli occhi mi si riempirono di lacrime a quella visione, proiettandomi in un passato difficile da dimenticare.

Amavo molto mio padre e perderlo è stato un po’ come smarrire la via di casa, l’orientamento, l’equilibrio, mettendoci anni prima di ritrovarli e ridimensionare il dolore con la nostalgia, pur sapendo che lui é e sarà sempre una parte di me.

Andai in veranda e mi lasciai cullare dalla sua sedia a dondolo, quando in braccio a lui al calar della sera mi raccontava storie  fatte di mondi fantastici, dove la parola fine non esisteva mai, perché era solito dirmi che il senso della vita esisteva solo perché per tutto c’è sempre un inizio e sta a noi coltivarlo perché possa sempre andare oltre; se scegliamo la fine è solo perché vogliamo che ciò avvenga cambiando il corso del nostro destino.

by Fannyforever 

continua.....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti al Post:
Melyssa63
Melyssa63 il 27/10/07 alle 18:29 via WEB
Un sorriso e un abbraccio!!!
 
bella64_g
bella64_g il 10/11/07 alle 14:08 via WEB
che dirti cara fanny? come sempre mi entusiasma leggerti...sei fantastica...un bacio immenso e buon weekend gabry
 
Melyssa63
Melyssa63 il 12/11/07 alle 17:04 via WEB
ciao Fanny, ti lascio un bacio e una carezza!!!
 
Melyssa63
Melyssa63 il 14/11/07 alle 15:54 via WEB
Ciao fanny grazie per le tue belle parole. Ti lascio un abbraccio e un bacio augurandoti una felice serata!
 
bella64_g
bella64_g il 18/11/07 alle 20:43 via WEB
un dolce bacione e buon inizio settimana...tvb gabry
 
ANIMAdigattaNERA
ANIMAdigattaNERA il 23/11/07 alle 10:36 via WEB
Attendo il resto del racconto...sempre emozionante...un abbraccio :O*
 
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