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Gigi Riva

Post n°2375 pubblicato il 23 Gennaio 2024 da pettiross

Mi riesce difficile oggi scrivere, la notizia della morte di Gigi Riva ieri sera mi ha colto di sorpresa e mi ha dato un dispiacere profondo. Per noi sardi Gigi, rombo di tuono era la Sardegna , era tutti noi.Un campione schivo e riservato , un uomo vero, coerente che non si lasciò comprare . Ho tanti ricordi di quel periodo, con mie sorelle come i maschietti facevano la raccolta delle figurine dei calciatori e chiaramente il Cagliari era la nostra squadra del cuore. Ancora oggi pur non essendo una tifosa ed il calcio ha perso valore e sportività ed è solo business  se Il cagliari vince io sono contenta. Quello fu un periodo straordinario, la Sardegna in quel tempo era considerata una terra di banditi, arretrata, arcaica, una terra dove mandare qualcuno da punire. Quei calciatori tutti, ma in particolare ricordo più con affetto Riva e Nenè perchè loro più degli altri erano diventati parte di quella terra che li aveva accolti. Quando vinse lo scudetto non c'era paese o città nell'isola che non fosse in festa, era il riscatto di tutto un popolo e io lo ricordo bene, sembrava un sogno e non ci misero molto a demolire quella squadra piccola che era diventata campione d'Italia, inventando balletti rosa e pettegolezzi vari. Quei ragazzi , pur invecchiando si ritrovavano a casa di Nenè che era malato a ridere , scherzare e prendersi in giro. Riva era un timido, schivo, ma un uomo leale rimasto attaccato alla nostra terra diventata anche sua tanto da morirci.Mi sento triste come se avessi perso una persona cara , nella mia splendida terra , rombo di tuono sarà sempre vivo , un esempio , un mondo diverso, un calcio diverso come oggi non è più. Un epoca straordinaria di eroi semplici.

 
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Commenti al Post:
cassetta2
cassetta2 il 24/01/24 alle 11:07 via WEB
tutto questo amore va infinitamente oltre il pallone.
(Rispondi)
 
 
pettiross
pettiross il 24/01/24 alle 12:54 via WEB
Era coerenza ,amore per una terra che lo aveva adottato. Un legame forte, si Ú creato una famiglia, e anche invecchiando era amato e rispettato. Quei giocatori in quel tempo erano uomini, sportivi, non erano in vendita. Era diverso, il calcio di adesso fa schifo!
(Rispondi)
 
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