Creato da ugolascura il 25/02/2008
attento a non desiderare troppo qualcosa..potresti ottenerla

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« NON DIMENTICO !!!!DITO PUNTATO »

(...1)

Post n°141 pubblicato il 11 Settembre 2008 da ugolascura
 

Il sole brucia ancora specie sulla mia maglietta nera.
Cammino veloce canticchiando una canzone,
con ai piedi le mie fide scarpe slacciate viola.
M’ imbatto in qualche sguardo che arriva
dalle macchine che incrocio…
o dalle persone che arrivano
dall’ altra parte sul marciapiede;
qualcuno mi sorride.
Ogni tanto l’ occhio mi cade
su qualche vetrina…
e mi accendo una sigaretta
che mi faccia compagnia
per qualche metro.

Leggo il nome delle vie alla mia destra,
tra due forse sarà quella a cui girare.
Eccola…è la mia.
Poco più avanti un portone
di legno, molto grande
di quelli delle classiche corti lombarde;
fatti con due porte enormi
chiuse dall’ interno e una porticina per l’ ingresso.
“ok…”mi dico “respira”
Una schiarita di voce e suono il campanello…”drinn”

La portina si apre senza che io mi annunci.
Entro.
La corte è tutta sistemata…
ci sono anche dei fiori…le belle di notte,
li chiama così mia nonna;
sono chiuse di giorno e aperte di notte, rosa e gialle.

La maggior parte delle finestre sono aperte e
ho come l’ idea che sia ben popolata la situazione.
Forse, oltre che agli uffici,
ci sono anche delle abitazioni,
ma ecco che vedo la mia porta.
“Troverai una targa argentata sul muro…”

Dev’ essere questa.
Appena sopra la maniglia c’ è scritto “avanti”

“E’ permesso?”chiedo.
La stanza è buia.
Buio pesto.
Zero luce.

Ma la sua voce mi risponde:

“Fidati delle mie parole
per arriavre fino a me”

Le cose sono due.

Posso decidere di non ascoltarlo,

provare a proseguire come se non lo sentissi,

tenendo le braccia protese davanti a me,

rischiando di inciampare,

di andare a sbattere contro qualche tavolino,

qualche sedia,

magari urtando una lampada e facendola cadere a terra.

O invece potrei lasciarmi guidare dalle indicazioni della sua voce.

“Stai attenta:proprio davanti a te

Ci sono un paio di gradini,

Occhio a non farti male!!

Ihihih!!!

Ascoltami!Hai fatto i gradini?
Bene…allora prosegui dritto davanti a te

Cinque passi in avanti e poi girati verso destra…

Ecco..se brancoli un po’ con la mano sinistra

dovresti toccare un divano…

Alla fine del divano c’è un tavolino piuttosto basso,

abbassati, seguilo con la mano,
giragli intorno e siediti sul divano”

Potrei scegliere di fidarmi oppure no.

Nel caso in cui mi fidassi…

E se mi mandasse chissà dove?

Come potrei uscire…facendomi del male
cercando la porta?Allora tanto vale…

Può essere.

Ma nel buio

Io chiudo gli occhi.

Ascolto la sua voce.

L’ impressione è che sia seduto

Magari sullo stesso divano.

Ma non ne ho la più pallida idea.

Faccio un gradino e poi l’ altro…

Conto nella mente i miei passi

cercando di andare dritta davanti a me

 “uno, due, tre, quattro cinque…” e ora mi giro…

cerco con la mano il divano…lo sento!

E’ di un tessuto morbido,

come se fosse velluto o ciniglia…

Il divano finisce e mi abbasso con la schiena

cercando il tavolino

ecco anche questo

gli passo intorno e trovo il bracciolo del divano…

Di sottofondo c’è Trouble dei Coldplay e

nell’ aria si respira l’ odore di una candela appena spenta.

“Siediti”

Mi siedo in silenzio e “click”

La luce si accende…

Ci guardiamo negli occhi fissi

senza dire una parola.

Lui prende le mie mani e le tiene tra le sue,

e mi abbraccia con delicatezza.

“Mi sei mancata”dice “pensavo che non saresti più arrivata”

Accenno un sorriso e appoggio la mia testa sulla sua spallla.
Rimaniamo ancora qualche attimo a guardarci negli occhi

prima di parlare di nuovo.

Alle pareti ci sono i suoi vari attestati e

stampe in bianco e nero che ritraggono

luoghi della città negli anni passati.

Amo le foto in bianco e nero.

La libreria è piena zeppa di libri,

la scrivania è colma di carte
un’ altra scrivania è il regno della sua mente
con tutti i suoi computer e

con piacere vedo il caleidoscopio che gli ho regalato

qualche tempo fa.

“Bene”mi alzo e vado verso la scrivania.

“Vedo che hai ancora il mio regalo”

“Certo” ci guardiamo e si alza anche lui dal divano.

“Prendo qualcosa da bere”

“OK, ti aspetto”

Si allontana entra nella stanza accanto e

mentre io crurioso in giro

mi grida ”Ceres?”…”Ok.Grazie”

Indossa giacca e pantalone blu

con una camicia azzurra a righe
con i polsi bianchi,
le sue solite All Star bianche
e mentre viene verso di me
si allenta il nodo alla cravatta…”Salute”

Mi accendo un’ altra sigaretta e lui fa lo stesso.

Mi chiede “Allora…cosa ne pensi del mio ufficio?”

“Bello…mi piace.E’ davvero bello.

Ti confesso che appena sono arrivata

Mi chiedevo soltanto come mai fossi al buio.”

“Ti aspettavo con impazienza e con curiosità.

Volevo vedere come ti saresti comportata e
se avresti ascoltato le mie parole….”

“Ah era una prova allora….e come sono andata?”

“Sei arrivata dove volevo.

Quello che non mi spiego ancora però è

cosa ti spienge a fidarti ancora di me”

 
 
 
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