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NATI DUE VOLTE

Post n°126 pubblicato il 19 Marzo 2008 da manser11
 

Amaro e drammatico, ma anche grottesco e comico, ironico e appassionato, questo romanzo racconta il rapporto di un padre con il figlio disabile. Guidando il figlio dalla nascita fino all'adolescenza attraverso gli scogli della vita, il padre apprende dal giovane un'arte costruita giorno dopo giorno per sopravvivere alla minorazione: l'arte di vivere non per essere "normali", ma solo se stessi. Attorno ai due protagonisti si muove una piccola folla di personaggi che incarnano le diverse reazioni di fronte all'handicap: l'impreparazione e il cinismo, l'imbarazzo e la stupidità, ma anche l'amore sconfinato e la solidarietà altruistica. Perché i bambini disabili "nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è affidata all'amore e all'intelligenza degli altri". Rinunciando a ogni tentazione paterna e autoconsolatoria, Giuseppe Pontiggia ci regala un romanzo innovativo, ricco di vitalità e di emozioni, capace di affrontare con radicale lucidità un tema che riguarda la condizione dell'uomo. Con Nati due volte Pontiggia ha vinto nel 2001 il Premio Campiello.

Sottolineature: "Quarantatrè anni di scuola gli hanno insegnato che nel rispetto della disciplina c'è una parola superflua ed è disciplina. Rispetto basterebbe."

"Non so come sia la situazione oggi, ho lasciato l'insegnamento da troppo tempo. Temo sia, sotto questo aspetto, peggiorata, perchè allora l'indisciplina era rivoluzionaria, oggi è istituzionale."

"E' curioso che il concetto di maturità sia quello più invocato dalle persone immature."

"E' il riso che rivela gli uomini, non il pianto."

"Nessun potente ha mai avuto tanti poteri come agli occhi di chi ne ignora i limiti."

"Quando diciamo che l'esperienza ci aiuta a capire l'handicap, omettiamo la parte più importante, e cioè che l'handicap ci aiuta a capire noi stessi."

"E' l'eccesso a tradire la menzogna, la verità non ama i superlativi."

"Vedersi negata la fiducia dalle persone cui teniamo di più è una esperienza atroce che tutti abbiamo attraversato. Ci ha fortificato contro le ricadute, ma l'abbiamo pagata a prezzo della durezza, che ci nega la felicità dell'abbandono, a noi stessi e agli altri."

"Mai ripetersi, non notano più l'originalità, notano che ti ripeti."

 
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