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LE MILLE LUCI DI NEW YORK
Folgorante libro d'esordio, scritto quando Jay McInerney aveva 29 anni, diventato in breve uno dei più acclamati best seller d'America. La storia è di quelle che non si dimenticano; la scrittura, concitata e imprevedibile, colpisce fin dalle prime battute. Il protagonista, che lavora presso una rivista chic di New York, al Reparto Verifica dei Fatti, è "andato oltre su una coda di cometa di polvere bianca", nell'intento di saggiare i propri limiti, ma il mondo rutilante e fantasmagorico dei locali alla moda e dei personaggi di successo che frequenta durante le sue peregrinazioni notturne è incompatibile con la routine quotidiana. La "vita spericolata" non si concilia con un lavoro che inchioda alla scrivania dalla mattina alla sera. Il disastro è inevitabile. Il suo "capo", una donna severa come una maestra elementare d'altri tempi, non è disposta ad accettare debolezze ed errori. Il nostro eroe, che ormai non può più fare a meno di uno stick di Vicks inalante per aprirsi un verco tra i mucchi di "neve" indurita che gli ostruiscono le narici, e di un paio di occhiali scuri per difendere gli occhi incapaci di affrontare la luce del giorno, viene licenziato, senza preavviso. Ma anche la vita privata non va meglio: la moglie, una ex ragazza di provincia, diventata poi una modella di successo, lo scarica da un giorno all'altro senza troppe spiegazioni, una vera e propria "Pearl Harbour matrimoniale". Ma questo comportamento ha ragioni profonde, le cui radici si trovano nell'infanzia e in complicati rapporti familiari. Quando l'autore affronta questa parte della storia dà il meglio di se stesso, scavando anche nella propria biografia, e la scrittura diventa commovente ma asciutta, priva di sbavature sentimentali.
Sottolineature: "Non mi piace questa storia, è di cattivo gusto." "Il gusto," dice Ted, "è questione di gusti."
"Ted sta sempre andando in qualche posto, ma non ci arriva mai."
"... quello che ti resta è il presentimento che la tua vita svanirà in te, come un libro letto troppo in fretta, lasciandoti dietro una labile scia di immagini e di emozioni, fino a quando non ricorderai altro che un nome."
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