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LE MILLE LUCI DI NEW YORK

Post n°171 pubblicato il 24 Settembre 2008 da manser11
 
Foto di manser11

Folgorante libro d'esordio, scritto quando Jay McInerney aveva 29 anni, diventato in breve uno dei più acclamati best seller d'America. La storia è di quelle che non si dimenticano; la scrittura, concitata e imprevedibile, colpisce fin dalle prime battute. Il protagonista, che lavora presso una rivista chic di New York, al Reparto Verifica dei Fatti, è "andato oltre su una coda di cometa di polvere bianca", nell'intento di saggiare i propri limiti, ma il mondo rutilante e fantasmagorico dei locali alla moda e dei personaggi di successo che frequenta durante le sue peregrinazioni notturne è incompatibile con la routine quotidiana. La "vita spericolata" non si concilia con un lavoro che inchioda alla scrivania dalla mattina alla sera. Il disastro è inevitabile. Il suo "capo", una donna severa come una maestra elementare d'altri tempi, non è disposta ad accettare debolezze ed errori. Il nostro eroe, che ormai non può più fare a meno di uno stick di Vicks inalante per aprirsi un verco tra i mucchi di "neve" indurita che gli ostruiscono le narici, e di un paio di occhiali scuri per difendere gli occhi incapaci di affrontare la luce del giorno, viene licenziato, senza preavviso. Ma anche la vita privata non va meglio: la moglie, una ex ragazza di provincia, diventata poi una modella di successo, lo scarica da un giorno all'altro senza troppe spiegazioni, una vera e propria "Pearl Harbour matrimoniale". Ma questo comportamento ha ragioni profonde, le cui radici si trovano nell'infanzia e in complicati rapporti familiari. Quando l'autore affronta questa parte della storia dà il meglio di se stesso, scavando anche nella propria biografia, e la scrittura diventa commovente ma asciutta, priva di sbavature sentimentali.

Sottolineature: "Non mi piace questa storia, è di cattivo gusto." "Il gusto," dice Ted, "è questione di gusti."

"Ted sta sempre andando in qualche posto, ma non ci arriva mai."

"... quello che ti resta è il presentimento che la tua vita svanirà in te, come un libro letto troppo in fretta, lasciandoti dietro una labile scia di immagini e di emozioni, fino a quando non ricorderai altro che un nome."

 
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