Potrei parlare di qualcosa che potrebbe essere più rilevante ma non mi va! Ora se il motivo è che in fondo non è così rilevante davvero oppure che ho chissà quale motivo per non parlarne, non si sa, tanto è che non ne parlerò!
Qualche volta mi sento troppo esposta alle cose perchè non ho un pensiero che mi faccia da scudo. La smania di qualcosa si è impossessata di me... forse la smania di tranquillità! La stabilità mi sembra la cosa principale di ogni processo nella vita...ma una finta stabilità non è la stabilità di cui sto parlando. Per quanto una persona possa mentirsi da sola è pienamente cosciente del proprio equilibrio interiore o dell'equilibrio di ciò che ha vicino... o di cosa ha bisogno...può anche fingere per anni ma non cambierà il concetto. Detto questo, che non c'entra niente con me, perchè credo di non essermi mai mentita da sola almeno...sono cosciente che l'unico momento di stabilità di questi mesi è stato rappresentato dall'esplosione della mia emotività sfogata come pareva a me nella piena certezza che chi avevo davanti non avrebbe mai giudicato diversamente ma semplicemente comprendendo, non fosse per il semplice fatto che non ci sono precisazioni da fare, cose da spiegare, parole da dire...il ragionamento è lo stesso, da sempre anche se parliamo di persone caratterialmente opposte. E' quella che semplicemente di chiama Diversity Management! In fondo la parte più razionale, che solitamente sono io, aveva bisogno di essere vissuta e non solo giudicata con extrema ratio... perchè la logica nella vita ti porta lontano ma nessuno di noi può essere davvero valutato con la logica altrimenti saremo automi e non avremmo mai vissuto. Io ho vissuto, per la parentesi di un attimo che forse è valso di più della razionalità di mille discorsi, mille dialoghi, mille e mille e mille momenti in cui la testa ragiona e la bocca parla e spiega e si pensa a come comunicare e a come far arrivare il giusto concetto... Potevo essere e fare ciò che volevo...ogni cosa sarebbe stata capita e interpretata non a priori ma sapendo chi sono, chi sono dentro, nel profondo, nel flusso degli anni...Dopo ho pensato che ho perso la capacità di essere sempre così...ma sono felice che non abbia perso la capacità di ritagliarmi i miei momenti... probabilmente i fattori si devono incrociare e mai si erano incrociati così tanto...tante cose si sono intersecate in quel momento...
"...di sorrider non smetter mai qualunque cosa ti accada..."
Forse è un caso che la cosa che mi è rimasta più impressa è stato un sorriso, anzi più di uno...ma un sorriso dopo un silenzio, un sorriso che non chiedeva, non voleva capire, non cercava di interpretare, non pensava più avanti, non giudicava, non valutava, non si faceva e non mi faceva domande...
Ho pensato a quante volte la paura ha impedito tutto questo anche quando si poteva fare... e ho fatto i miei mea culpa consapevole che peccherò nuovamente.
Ho capito in quel momento con una forza impressionante che puoi trovarti davanti due tipi di persone: quelle che si preoccupano così tanto di capirti, di interpretarti, di conoscerti e di conoscere quale sia il tuo gusto di gelato preferito che non ti conosceranno mai davvero perchè la logica non arriva a comprendere tutte le sfaccettature che creano reazioni apparentemente disarmoniche... e poi ci sono altre persone che semplicemente ti vivono a prescindere dal fatto che tu ieri abbia preso il gelato al cioccolato e oggi ti piace quello alla fragola...crederanno semplicemente che ti piace il gelato e non gliene fregherà mai niente di conoscere il tuo gusto preferito o se ne hai uno, quello che interessa a queste persone è vedere il tuo sorriso quando mangi il gelato...
Nel tempo ho capito che i primi sono un pozzo di scienza su ciò che pensano ti riguardi ma siccome io non sono una persona univoca e inflessibile sulle cose alla fin fine conosceranno sempre il fittizio derivante da momenti transitori e magari azzeccheranno anche il gusto che prendo ogni volta ma senza sapere il perchè, i secondi non sanno nemmeno che mi piace il gelato ma in automatico sanno cosa penso quando sono davanti a 100 gusti di gelato e non solo sapranno che gusto prenderò ma anche perchè l'ho scelto e perchè proprio oggi il mio gusto preferito non mi andava,a prescindere da quale sia.
Ognuno è fatto a modo suo... io apprezzo più chi capisce i perchè dei cosa. I perchè non sbagliano mai, i "cosa" cambiano spesso...C'è chi osserva un mio sorriso e si chiede "perchè?" e parte con la logica: "sarà successo qualcosa di bello", "avrà fatto qualcosa di interessante", "sarà felice" e poi magari osserva che "stai sorridendo".
C'è chi osserva un mio sorriso e non si/mi chiede niente, se lo vive tutto... ha imparato ad ascoltare i silenzi, i sorrisi, tutto senza il fragore di una testa che si bombarda di domande, affermazioni, pensieri e rumori di sottofondo... ha imparato ad ascoltare non le parole ma le persone...
Forse è questo quello che non riesco mai a dire... io sono una persona che va ascoltata, non nelle parole, non nei perchè, per come...vado solo ascoltata...
So che chi lo fa potrebbe farlo in una stanza grossa come una chiesa, solo con lo sguardo in mezzo a più di 100 persone in piedi... tutti i perchè che ci affanniamo a cercare sono lì, in un momento, nella vita...non esistono altri perchè, non esisono le certezze, le cose date, le conseguenze... esiste solo un momento che è talmente puro e talmente vita che diventa conseguenza e supera i cambiamenti, gli anni, l'età, il fluire delle persone e delle cose che passano. Ti si pianta nel cervello e ti ricorda che la felicità è vivere un momento, che un vero dialogo si fa in silenzio e che alcune volte certe cose, nella vita, non vanno capite ma solo vissute.
"Il silenzio è puro. Il silenzio è sacro. Unisce le persone perché solo chi si sente a proprio agio in compagnia di un altro può fare a meno di parlare. Questo è il grande paradosso." (NICHOLAS SPARKS)
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il 22/08/2025 alle 19:55
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