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Creato da archilocoitaliano il 30/01/2007
la nebbia agli irti colli...
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RICORDATI, SILVIO, CHE SEI POLVERE
Memento, Silvi, quia pulvis es et in pulverem reverteris
(Ricordati, Silvio, che sei polvere e in polvere ritornerai)
Negli occhi porta Berlusconi amore
per donna che per lui qual stella brilla,
e lei, che gli ha rubato mente e cuore,
ha ‘l cognome lombardo di Brambilla.
O vecchio Silvio, ormai rincitrullito,
stranezze tu farai ancor per quanto?
Vuoi fondar con la Brambilla un partito,
ma di vita non ti resta così tanto.
A te lo dice quel crollo improvviso
che nella tomba t’ha quasi portato,
e le rughe, tornate sul tuo viso,
ch’hanno il tuo lifting ridicolizzato.
E così non godrai caldi gli abbracci
della Brambilla tua fiamma lombarda,
ma t’ attendono i freddi e stretti lacci
di morte, che t’abbraccerà gagliarda.
Epilogo
Forse di questi versi la lettura
potrebbe, o Silvio, farti un po’ paura,
e la ciarlatanesca tua cultura
potrebbe crederli anche una fattura
che t’annuncia come cosa sicura
la tua morte ormai prossima ventura:
ma sarà festa, non certo sventura,
quando sarai portato in sepoltura,
perché la fredda terra, triste e scura,
sarà per te prigione duratura
che a te finora una mala bravura
da vivo l’ha tolta con nostra iattura.
Questa rima, che sempre ugual perdura,
forse la senti o Silvio, troppo dura:
che ci vuoi fare, è secondo natura
farti l’augurio di qualche sciagura.
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Inviato da: diletta.castelli
il 23/10/2016 alle 16:24
Inviato da: Esposito36
il 03/08/2008 alle 10:24
Inviato da: GiusyMicalizzi
il 10/05/2008 alle 01:53
Inviato da: archilocoitaliano
il 09/05/2008 alle 21:34
Inviato da: dreamersgirl
il 09/05/2008 alle 07:37