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Creato da archilocoitaliano il 30/01/2007
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Un problema
Un problema che mi sta a cuore
Poiché ancora “secca è la vena dell’usato ingegno” e quindi, nonostante il desiderio, non riesco a scrivere versi almeno accettabili, ho pensato di pubblicare una poesia un po’ scherzosa e un po’ seria composta già qualche anno fa.
In verità intendo sollevare con essa un problema che mi sta molto a cuore: come mai certe autorità ecclesiastiche sono così ossessivamente preoccupate di difendere la vita embrionale o fetale e sembrano poi mostrare meno interesse per quelli che sono nati?
Forse le mie conoscenze e informazioni in proposito non sono esatte e quindi, se così è, l’idea che sviluppo nella poesia non è valida. Tuttavia, se ci sarà stato qualche visitatore del BLOG che avrà avuto la pazienza e la cortesia di leggerla, forse vorrà con un suo commento chiarirmi le idee e le conoscenze e rimettermi sulla giusta via.
Ed ecco ora il testo della vecchia poesia
A sua Eminenza, Cardinale Camillo Ruini
“O Camillo Cardinale,
Eminenza, o gran Ruini,
pensa Lei che sia un male
se un milione di bambini,
là nell’Iraq mussulmano,
sono morti affamati
per l’embargo americano,
e non furono salvati?
Questo fu delitto orrendo,
che di grande infamia aggrava
anche chi parlar dovendo
in silenzio se ne stava,
o vi furono ragioni
dolorose ma cogenti,
delle giustificazioni
della strage di innocenti?.
Lei sa tutto, o Cardinale
noi incerti dubitiamo;:
Lei ch’è saggio e tanto vale,
parli a noi che non sappiamo.
Voglia, quindi, illuminare
anche noi, o gran Ruini,
in qual modo valutare
lo sterminio di bambini”.
“Ma figliuoli” il cardinale
ci risponde piamente
“c’è un pensiero che m’assale
ben più grave ed impellente;
e perciò meno m’importa
se governi di cristiani
di pietà chiudon’ la porta
ai cattivi mussulmani.
Mio pensier’son gli embrioni
che qualcun vuol tormentare,
questi sì che sono buoni,
sono questi da salvare.
Sì, son’ buoni gli embrioni
che non hanno idee mai,
son’ d’esempio ai criticoni
che pensando crean’ guai.
Chi da sé pensa e riflette
mi sta troppo fastidioso,
amo chi si sottomette
e s’inchina giudizioso.
Altre preoccupazioni,
poi, mi tengono impegnato,
sto cercando sovvenzioni,
tante cose ho progettato;
e perciò se male è stato
lo sterminio dei bambini,
chi sarà meno occupato,
lui ci pensi e non Ruini”.
Ha suonato assai stonato
di Ruini la campana,
ma nessun gli avrà negato
una coerenza…strana.
Certo strana, se Ruini
una vita incerta ancora
di possibili bambini
più protegge e più l’onora
della vita completata
dal voler del Creatore,
che la vuole in tutti amata
e trattata con onore.
Se la voce dei bambini
che l’embargo sterminava,
ignorava, o gran Ruini,
se lor pianto non curava,
dir potrebbe, o Cardinale,
che Lei ama veramente
quella vita embrionale
che non vede e che non sente?
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Inviato da: diletta.castelli
il 23/10/2016 alle 16:24
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