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Tutto ciò che ho in comune con l'incontrollabile e la follia.. tutte le mutilazioni che ho causato e la mia totale indifferenza verso di esse... tutto questo ora l'ho superato. La mia pena è costante e affilata. Ma anche dopo aver ammesso questo non c'è catarsi.. la mia punizione continua a eludermi e io non giungo ad una più profonda conoscenza di me stessa... nessuna nuova conoscenza si può estrarre dalle mie parole. Questa confessione non ha alcun significato. She stood in the doorway the ghost of a smile. Haunting her face like a cheap hotel sign. Her cold eyes imploring the men in their macs for the gold in their bags or the knives in their backs. Stepping up boldly one put out his hand he said, "I was just a child then now I'm only a man"
I
Post n°1 pubblicato il 09 Settembre 2009 da EggyEskimo
Moths
. Qualcosa è cambiato. L’alba prima il malumore dopo. E’ probabile che non m’impegni abbastanza, penso sia controproducente. O contraddittorio? Poco importa che dalla finestra il cielo plumbeo avanzi sprizzando di salute quel tanto di Settembre che sapevi sarebbe passato inosservato. Ma io non dimentico, la gente rimuove, dimentica o finge di dimenticare. Io no. Ancora adesso mi chiedo com’è che sono arrivata sin qui. Credo sia semplice. Vivere con inoffensiva serenità, mentre tu ti gingilli in esercizi adolescenziali di non esibizionismo. Vivere nell’ombra con il crimine supremo di essere venuta al mondo con una personalità di vedo e non vedo. Odio espormi. La luce, è come l’abisso della follia. E io non sono folle. Semplicemente osservo, valuto. Le storture, il crepitare nel percorrere infinitesimamente le incrinature di un’esistenza sempre un passo indietro. Ed un altro. E poi ancora un altro. Forse di tanto in tanto raccogliendo quell’esasperazione che viene dalle occasioni frustrate, o sfortunate? Mai fortunate. Riflettere, sempre un minuto in più. Tentenni. Ti mordi il labbro superiore. Poi, qualcosa refluisce. Un grande senso di vuoto. Affondi nel buio. Nebbia. Paragoni le sbiaditure all’entusiasmo di un niente e trovi che non c’è nulla di cui dispiacersi o nulla di cui preoccuparsi. Ti vesti dei tuoi panni essenziali e impari a sopravvivere. Un senso di inadeguatezza ti annienta e i tuoi occhi comprendono che non puoi vivere del riflesso altrui. La solitudine diviene la tua necessità e la tua condanna. Incompatibile con il mondo esterno. Non una giustificazione, semplicemente un'esigenza. Rara ma essenziale.
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