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Tutto ciò che ho in comune con l'incontrollabile e la follia.. tutte le mutilazioni che ho causato e la mia totale indifferenza verso di esse... tutto questo ora l'ho superato. La mia pena è costante e affilata. Ma anche dopo aver ammesso questo non c'è catarsi.. la mia punizione continua a eludermi e io non giungo ad una più profonda conoscenza di me stessa... nessuna nuova conoscenza si può estrarre dalle mie parole. Questa confessione non ha alcun significato. She stood in the doorway the ghost of a smile. Haunting her face like a cheap hotel sign. Her cold eyes imploring the men in their macs for the gold in their bags or the knives in their backs. Stepping up boldly one put out his hand he said, "I was just a child then now I'm only a man"
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Post n°5 pubblicato il 22 Ottobre 2009 da EggyEskimo
Echoes
. Io sul Silenzio non ho molto da dire. I pensieri si fanno difficoltosi, con le parole si imbastiscono i minuti e ciò che è vero si confonde. Qualcosa nella minuziosa descrizione, si collegava al rigore di una certa lucidità, ma quel passaggio di testimone, quell’inarcatura screziata e seviziata, continuava a sfrecciare vorticosamente davanti alle pupille da una bocca all’altra. Per superiorità posso affermare di non essere una persona schiva, ma quanto può valere la mia testimonianza, in una situazione del genere? So che il mio corpo mi ha soccorsa con le giuste azioni, pur cogliendo il vacillare della mia coscienza, pur riconoscendo la verità, e allora cos’era che non andava? Non sono argomenti da toccare, d’accordo, però ci vuole dedizione una volta innestati i cardini di un presunto movente. “Non mollare alla prima difficoltà, e sciacquati il cervello da queste inutili paranoie”. L’acqua scorre violenta e dritta dal rubinetto allo scarico, e le mie mani sono deposte sul fondo del lavandino conservando ancora nel palmo i resti dei miei inutili inceppi: frustrazioni, ingrigimento, emicranie, e nausee post chemio. L’acqua scorre indisturbata, io sono immobile, in ascolto. Mi concentro solo sul suo rumore. E’ al di fuori che qualcosa non glissa. E presto o tardi si ripercuoterà nell’apparenza di una deposizione priva di alcuna ragione. Non rivolgete dunque, il pensiero alle mie parole, sono energie mal spese. Soffermatevi al di sotto, ad una pelle funestata di croste e d’avaria del tempo. A quella porosità contaminata e contaminante di chi partecipa o assiste ad una rappresentazione poco credibile. Eppure l’orlo, il confine, non fa ingresso, e straccia l’illusione, prima che io stessa possa finire di ritrarmi. “Dai sempre feste per coprire il Silenzio”
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