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Sadiq Khan e quanto ci costano le elezioni

Post n°1824 pubblicato il 07 Maggio 2016 da tanksgodisfriday
 
Foto di tanksgodisfriday

I londinesi hanno scelto: dopo il conservatore Boris Johnson, il nuovo sindaco è il laburista Sadiq Khan, che ha prevalso con dieci punti di vantaggio sul conservatore Zac Goldsmith.

Valutazioni politiche a parte, merita attenzione il sistema di votazione adottato, il contingent vote, un sistema che consente di condensare primo turno e ballottaggio in un solo turno, dimezzando il costo della votazione.

Il funzionamento è semplice.
L'immagine del post riporta un facsimile della pink ballot paper, la scheda elettorale utilizzata.
L'elettore trova nella scheda l'elenco dei candidati e due colonne di spunta: la prima scelta e la seconda scelta. Potrà apporre quindi una croce nella prima colonna, in corrispondenza del suo candidato preferito, e una nella seconda colonna, in corrispondenza del candidato che preferirebbe, qualora la sua prima scelta fosse trombata.

Al momento dello spoglio, gli scrutatori fanno un primo giro, contando solo le prime preferenze. Si raccolgono i risultati generali e si verifica se il primo candidato ha raccolto la maggioranza assoluta dei voti. Se ci è riuscito, ha vinto, altrimenti si passa al secondo conteggio.

A questo turno rimangono in gara solo i due candidati che hanno raccolto più voti come prime scelte. Le schede che avevano come prima scelta un trombato vengono ora riassegnate a uno dei due superstiti, se indicato come seconda scelta, oppure considerate bianche se la seconda scelta è un altro trombato.

Può venire il dubbio che vengano dispersi i voti di chi, pur avendo indicato preferenze, al secondo conteggio vede il proprio voto classificato come scheda bianca. Diamo un'occhiata a cosa è successo a Londra:

Candidate1st Round2nd RoundTotal
Sadiq Khan (Labour)1.148.716161.4271.310.143
Zac Goldsmith (Conservatives)909.75585.859994.614
Siân Berry (Green)152.027  
Caroline Pidgeon (Lib Dems)121.051  
Peter Whittle (Ukip)94.425  


Ragionando su questi numeri (mancano i voti ricevuti dai candidati minori) si vede che dei 367.503 voti ricevuti dagli esclusi del primo giro, 267.286 sono stati riassegnati ai primi due candidati. Due su tre, quindi.
Nel caso ci fosse stato un effettivo secondo turno di ballottaggio, molti di questi cittadini non sarebbero tornati a votare.

Sistema semplice ed efficace. Perché non si applica anche da noi?
Credo per due motivi:
  • ai nostri politici piace il mercato che si svolge nelle due settimane tra il primo turno e il ballottaggio; il sistema del contingent vote costringerebbe ad avere da subito idee chiare e manifeste sulle alleanze, e non prevederebbe quindi le negoziazioni basate sui risultati del primo giro (esempio: ti porto i miei voti, ma voglio 3 assessorati)
  • a chi ci amministra non frega nulla del costo delle votazioni (né, peraltro, di altri costi, vedi la recente discussione sulle indennità parlamentari)
In casa nostra non vedo all'orizzonte nessun ravvedimento o cambio di marcia.
Basta pensare ai soldi sprecati per il referendum trivelle, che valutazioni politiche hanno accuratamente tenuto separato da altre votazioni.
Ma, se da un lato è condivisibile che la democrazia abbia un costo, perché buttare così i nostri soldi dalla finestra?

Probabilmente c'è da rassegnarsi, anche se così non recupereremo mai l'efficienza degli altri sistemi-paese, con i quali, ci piaccia o non ci piaccia, siamo in quotidiana competizione.

 
 
 
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