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Ciao li seme lon toki pona?

Post n°543 pubblicato il 25 Agosto 2007 da tanksgodisfriday
 

mi moku: in italiano si può tradurre "io mangio" ma anche "io sono cibo", dipende dal contesto. E allora, prima che qualcuno mi morda, il contesto lo do io: sto facendo pre-colazione, in attesa che lei si svegli. In che lingua è scritto? Ma in "toki pona", no?

Il "toki pona" è una lingua artificiale creata "to express the most, using the least" e sembra fatta apposta per internet: un vocabolario di centodiciotto parole per esprimere tutto, logico che ci voglia un po' di allenamento per non fare confusione. Ad esempio "suli" può voler dire lungo, alto, grande, importante. Il verbo essere non c'è, vedi proprio la frase iniziale "mi moku", che può tradursi come "io [sono] cibo". Niente concetto di plurale: "jan" sta per "persona" ma anche per "gente". A chi la ritenesse una feroce limitazione alla comunicazione, i sostenitori del toki pona ribattono che il plurale non ce l'hanno nemmeno i giapponesi, che pure vivono abbastanza bene. Nota positiva: consonanti e vocali si pronunciano come in italiano. E poi accento sempre sulla prima e niente maiuscole, tranne che per le parole che non sono nel vocabolario: la grammatica non è complicatissima.

Creato nel 2001 dalla traduttrice e linguista canadese Sonja Elen Kisa, il toki pona non ospita nel suo vocabolario minimalista nessuna parola che richiami concetti come: guerra, competizione, tecnologia e così via. Si tratta di una scelta e non di un caso, presentandosi come un linguaggio per esprimere con armonia il presente. Uno dei nostri telegiornali in poki pona, insomma è difficile farlo, anche in agosto. Invece potrebbe essere un'ottima scelta come lingua straniera da studiare a scuola, chissà che ne pensano gli insegnanti di lingue. Che so, in confronto al tedesco, che a me è parso sempre decisamente complicato.

Esplorando il vocabolario si scopre che se "moku" è il cibo, "poki" è un contenitore per il cibo, quindi va bene per: piatto, ciotola, tazza. "poki lete" è il frigorifero, "poki sele" è il forno, la sezione del cibo non è complicata.
Lo so, vi state chiedendo come è trattata la sfera della sessualità nel toki pona. Non stupisce che ci sia una bella sezione del vocabolario dedicato all' unpa (sesso). Semplice: nell'universo del sesso troviamo "meli" (le femminucce) e "mije" (i maschietti), una persona sexy è "pona unpa" (buon sesso). le "meli" si distinguono facilmente perché hanno "nena meli" (seno).

Cos'hanno i maschietti? Andate voi a cercare nel vocabolario! Stavo per aggiungere "palisa", ma non starebbe bene.

Vi lascio rispondendo al titolo del post: come si dice "ciao"? mi tawa!

Immagine presa da un sito che offre lezioni di toki pona.

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Commenti al Post:
lilith_0404
lilith_0404 il 25/08/07 alle 09:13 via WEB
:-))) "to express the most, using the least"... allora perché per dire ciao usa due parole( mi + tawa), quando si può usarne una, e anche breve, dicendolo in italiano? :-))
 
 
tanksgodisfriday
tanksgodisfriday il 25/08/07 alle 09:35 via WEB
Per esprimere un concetto in una lingua utilizzi una parola oppure, quando non è possibile, una combinazione di parole. Riducendo il vocabolario, aumenta il numero di casi in cui occorre un "giro di parole" per esprimere il concetto.
Credo che il problema sia irrisolvibile: se vuoi esprimere un elevato numero di concetti complessi a piacere, devi avere un vocabolario ricco, oppure sviluppare l'abilità a giocare con i "giri di parole".
Devo dire che, secondo me, nemmeno questo tentativo di lingua artificiale avrà un utilizzo reale. Sono convinto che una lingua non si decida a tavolino, e che la lingua passpartout esista già: il ridottissimo vocabolario di inglese che ormai si mastica in tutto il mondo, dovunque si facciano scambi comemrciali.
Ciao A., un abbraccio :)
 
Rochelle_Smith
Rochelle_Smith il 25/08/07 alle 09:36 via WEB
meglio dell'esperanto! spero che venga applicato e diamo un taglio a certi barocchismi o depauperamenti del linguaggio ..
 
 
tanksgodisfriday
tanksgodisfriday il 25/08/07 alle 10:08 via WEB
Una lingua semplice semplice ...
mi tawa!
 
angie71r
angie71r il 25/08/07 alle 10:00 via WEB
certo ora gli umpa lumpa della fabbrica di cioccolato di Roal Dahl acquistano tutt'un altro significato...
 
 
tanksgodisfriday
tanksgodisfriday il 25/08/07 alle 10:05 via WEB
Magari ispirati proprio dal nuovo linguaggio, chissà :))
Ciao!
 
mara2003
mara2003 il 25/08/07 alle 22:12 via WEB
mi moku kili portualli...dieta monotona in quanto a frutta nei giorni scorsi, ma nonostante ciò si faceva di tutto per finire ciò che ci mettevano nel piatto per evitare che l'indomani ce lo ritrovassimo sotto forma di orange juice...e mi preoccupa molto il destino delgi ospiti invernali, gli aranci erano pieni di frutti...un bentrovato a Te...e stasera non so che cosa darei per una mela alla mela...eh già, avrà pure un singolare meli...
 
ilike06
ilike06 il 25/08/07 alle 22:16 via WEB
mah... :-) bacetti
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Marco Rossi il 18/08/19 alle 21:27 via WEB
In realtà, "mi tawa" significa "io mi muovo" o "io sono semovente". Ciao, semplicemente, si dice "a jan, o toki!", letteralmente tradotto con "O tizio, parla!". Per essere più formali, si può anche dire: Buongiorno - suno pona! (giorno buono) Arrivederci - mi tawa weka, o ali pona! (io vado via, che la tua vita sia felice!) Buonanotte - pimeja pona! (oscurità buona)
 
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