Creato da elliy.writer il 25/09/2008
INFINITE DIVERSITA' IN INFINITE COMBINAZIONI...

PER DIRLO CON UN FIORE

mughetti

 

Secondo il linguaggio dei fiori, il mughetto è simbolo della felicità ritrovata, della serenità dopo i travagli. Questo perché, secondo leggenda, il fiore sarebbe nato dal sangue di San Leonardo, ferito ma vittorioso contro il demonio. Regalo azzeccato per festeggiare guarigioni, riconciliazioni, nuovi incontri con vecchi amici, amori ritrovati.
 

Area personale

 

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Poesia

.

Cadde tanto in basso
nella mia considerazione
che lo udii battere in terra
e andare in pezzi sulle pietre
in fondo alla mia mente.

Ma rimproverai la sorte che lo 
abbatté
meno di quanto denunciai me stessa,
per aver tenuto oggetti placcati
sulla mensola degli argenti.

(Emily Dickinson)

 

Amore e guerra

 

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« Strati dell'animaDonne »

Pausa pranzo

Post n°86 pubblicato il 05 Marzo 2009 da elliy.writer

*

Esco dall’ufficio per la pausa pranzo e subito, appena svoltato l’angolo,. incrocio un tale, senza notarlo. Lui mi chiama: - Ehi, ciao!
Mi giro: è un ragazzone, alto, con delle collanine etniche in una mano e un paio di elefantini rossi nell’altra.
- No grazie, ciao! - Gli dico mentre mi incammino a passo svelto in direzione opposta.
Lui mi segue, continuando a chiamarmi, non mi molla. Finchè mi fermo: - Dimmi.
E lui:
- Signora, io non parlo con tutte le persone, io parlo con te perché io vedo dentro di te. Non guardare le collane o questo – e mi mette sotto gli occhi un elefantino rosso – Io vedo cose. Ognuno ha molte cose nascoste dentro.
Comincio a preoccuparmi:
- Sì certo, ma...
- E io posso fare qualcosa per te, io vedo dentro. Dimmi solo che cosa vuoi tu nella vita.
A saperlo...
- Scusa, ma sai…
- No signora, io non voglio venti centesimi da te, vedi questa maglia? Costa 200 euro. Io ho una macchina e una bella casa e…
- Beato te – lo interrompo.
Lui non si scoraggia: - Io vengo da Senegal, Africa,  e ho tante signore qui, in tutta Italia e anche in Francia che mi chiamano e io faccio cose per loro…
Quali cose?
Lui continua a parlare:
- Io ho un grande potere, che aveva mio nonno, che lo ha passato a mio padre, che lo ha passato a me…
Comincio a spaventarmi: mi appare uno stregone alle sue spalle…oddio!
- Ma dimmi tu che cosa vuoi! - gli dico, sperando di sembrare sicura di me.
- Io non voglio niente da te. Tu prendi mio numero di telefono e poi mi chiami e mi dici quello che desideri. E io faccio per te. Oppure andiamo adesso in un bar, pago io il caffè, e ti dico cose che tu non immagini.
Intanto passano un paio di colleghi, che si girano a guardarmi.
-
Prendi il mio numero, ti dico prendi il mio numero – insiste lui.
Ok, lo faccio, sperando di finirla lì. Scrivo il numero di telefono con la matita che ho in tasca, su un fazzoletto di carta. Lui mi fissa, dritto negli occhi:
-  Sei sposata?
- Senti, scusa ma devo andare, mi aspettano. Ho il tuo numero, poi ti chiamo e ti dico, siamo a posto, no?
E lui, ancora:
- No, devi dirmi adesso cosa vuoi, poi mi chiami. Così intanto io stasera a casa faccio delle cose per te…
Ma quali cose??
Passa un’auto blu, con le sirene spiegate. Lui si distrae un attimo, io dico ciao e mi incammino. Mi lascia andare… Purtroppo mi giro a guardarlo, colgo il suo sguardo...
Al bar ingoio una spremuta d’arancia.
Rientro in ufficio, ho ancora in tasca quel  fazzoletto di carta, pesante. La collega mi guarda:
- Che hai?
Alzo le spalle. Poi prendo il fazzoletto, leggo il numero di telefono, il nome… lo strappo, in piccoli pezzi. Vado di là e lo butto nel gabinetto, controllando che nulla resti a galla.
Basterà contro i poteri del nonno stregone?

****

Poichè l'ormai irrefrenabile nonno Sabin ha immaginato una "Parte Seconda"... beh, eccola qui, con tanto di colonna sonora finale!

No che non bastava. Il giorno dopo, uscendo dall’ ufficio , subito lo vidi lì, ancora. Ad aspettarmi, di sicuro. E infatti …
- Signora, non mi hai telefonato. L’ avrei giurato. Per questo sono tornato...
                                                                                                            CONTINUA QUI



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Non affidarti alla mia immaginazione
non ti fidare, io non ti conservo,
non ti metto da parte per l'inverno,
io ti apro e ti mangio in un boccone.

Patrizia Cavalli

 

Credo che sia stato il sorriso
Fu il sorriso che aprì la porta
Era un sorriso molto luminoso
invitava ad entrarci, a togliersi i vestiti
infilarsi dentro quel sorriso.
...
E. de Andrade

 

Con un fiore - Con una lettera
Con un agile amore -
Se fisso il Chiodo più saldo -
Definitivamente saldo - lassù -

Non importa la mia Incudine ansimante!
Non importa il Riposo!
Non importano i volti fuligginosi
Che si sbracciano alla Fucina!

L'acqua, è insegnata dalla sete.
La terra - dagli oceani traversati.
Il trasporto - dallo spasimo -
La pace - dai suoi racconti di battaglie -
L'amore, dalla memoria di un ritratto -
Gli uccelli, dalla neve.

(E. Dickinson)

 

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

Pedro Salinas

 

Un regalo di Dimanto... per Nonno Sabin!

 
 

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