Adesso
Me capita sai, de pensatte spesso....
de alza' l'occhi e de sentitte vicino...
propio come adesso.
Me rimpiango un bacio 'no sguardo un sorriso...
mentre co' la mente te riaccarezzo er viso..
Ma soprattutto me chiedo si era propio necessario,
quanno litigavamo, alzando come
al teatro un gran sipario...
Eeeeh si, forse su tante cose c'avevi ragione tu....
Peccato che me n' accorgo solo adesso..
adesso che tu nun ce stai piu'...
(Solo_si_sei_bona)
I miei link preferiti
Roma..Roma...Roma come si puo' non amarla
Area personale
Nina si voi dormite
Serenate Romane
Cerca in questo Blog
Menu
Roma che dorme
| « Proverbi romaneschi | » |
Post N° 32
Post n°32 pubblicato il 12 Novembre 2008 da solo_si_sei_bona
QUEST'AMORE Quest’amore malato, denutrito, fatto di parole smozzicate; quest’amore usato, digerito, buttato in pasto al popolo ignorante, come fosse una cosa interessante; quest’amore corrotto dalla noia dei grandi amatori della storia, masticato da cento letterati, vomitato da principi prelati; quest’amore che accoglie, che perdona, fatto per gente dalla bocca buona, è un amore di fradicia letizia, che assolve tutto, pure l’ingiustizia; quest’amore sciancato, deficiente, sbattuto sulla faccia della gente come l’osso al cane disperato; quest’amore scarnito, rosicchiato, coi suoi stracci di corpo denudato; quest’amore di cui si parla, tanto celebrato con tutte le grancasse, quest’amore è disceso tra le masse, elargito per grazia del potere perché tutti ne possano godere. È un amore deforme, malandato, generato dal vecchio capitale, fra le cosce del mondo occidentale. Per quest’amore è meglio non cantare, perchè non c’è una musica che tenga e questa mia canzone sgangherata non so nemmeno cosa la sostenga. Avessi almeno la grazia più scollata, di una puttana sola, disperata, piuttosto che la facile mania, il fascino merdoso, di questa borghesia. Ma quell’amore che era una certezza, s’è assopito con l’ultima carezza, ha piegato pian piano le sue foglie, rinunciando, per ora, alle sue voglie. L’anima mia per questo s’è ammalata, non sogna più e resta addormentata. Prima che il vuoto tutti ci divori, che venga, venga presto, il tempo in cui ci si innamori. |