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diversamente uguali

Post n°73 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da coscienzacollettiva
 

Diversamente, una parola che viene usata sempre più frequentemente allo scopo di farci sentire sempre più uguali, sempre più simili, sempre più umani, la lingua italiana è stupenda oltre che perfetta per creare nuovi termini, per indicare la stessa cosa in maniera più dolce. Mi chiedo a cosa serva realmente questa "operazione" e a chi giova il cambiare per non cambiare affatto, (concetto di certo conosciuto, obsoleto e usato troppo spesso  “cambiare tutto purché niente cambi” dal “Gattopardo”). Si corre alla ricerca di nuovi termini, l'istruzione, fondamentale per una nazione, viene messa in disparte, viene sempre meno tutelata, con proposte decisamente indecenti mirate a perderla, con proposte di leggi che non tutelano le generazioni future, al contrario le inchiodano all'ignoranza; a chi giova far dire “esondazione” in luogo di straripamento o alluvione, oppure “obliterazione” in luogo di timbratura. La più di moda poi al momento è “assolutamente” ma assolutamente di per sè non significa nulla, in italiano esistono forme decisamente migliori per esprime lo stesso concetto, in questo caso s'è voluto forse"semplificare" rendendo, però, ridicolo il senso di una frase dove la stessa viene ripetuta. Siamo alla frutta anche con i termini, sentire politici che si ripetono con frasi fatte, senza concretezza di contenuti, espressione unica di falsa saggezza mirata, come quando per darsi un tono si usavano frasi in latino, verso il popolino, ho creduto per un po’ che il politichese fosse sparito, si è riuscito per un po’ a capire quanto ci veniva detto, con semplicità, senza saccenza gratuita, quasi che finalmente ci si fosse resi conto che la parola fosse importante e che doveva essere facile, comprensibile e alla portata di tutti, poi s'è tornati nel buio, un buio voluto da molti, dove il nascondere la verità era ed è un obbligo da portare avanti. Siamo anche vittime di un bombardamento giornaliero, su tutti i fronti, pubblicità sempre più assillanti arrivano colpendoci in ogni momento della giornata, radio, televisioni, giornali, negozi, cartelloni,musica, ognuno con le sue verità da proporre nelle maniere più disparate con colori, allusioni, foto, immagini,musica mirate solo a un annebbiamento di contenuti e criticità. La stessa cosa si ripete con i politici, loro, per primi vittime"consapevoli" del loro fare , con lifting, taglio di capelli, colore dei capelli (quando ci sono), vestiti, automobili, barche a vela, ville, festini e sopratutto sorrisi intercalati da parole e sguardi ammiccanti; mentre tutto questo avviene, dentro di noi, oramai, sempre meno, abbiamo come reazione l'incapacità di reazione, io per primo. Per chi ha un'educazione, una cultura che sia stata indotta o meno, che sia quella canonica, di culto o semplicemente da autodidatta, questa reazione allo sdegno a lungo andare diviene indifferenza lasciando così gioco aperto a chi non aspetta altro che la stanca arrivi e prenda il sopravvento sulla lucidità della reazione. La parola è un'arma terribile, chi ne capisce il reale significato ha le armi per essere un vincente, il dialogo deve essere la risposta obbligata per rispondere a chi questa arma la usa per scopi oltraggiosi e meschini, mi rendo conto che non siamo più in un periodo di dialogo, siamo oltremodo alterati e le reazioni che ne conseguono possono e potranno non essere civili; quindi Non siamo diversamente calmi, Non siamo diversamente impotenti, ma sopratutto Non siamo diversamente stupidi come vogliono fare credere ai molti che si associano alla loro ignoranza. La forza della sinistra è sempre stata la cultura, parola che alla destra fa ancora paura, usiamola, dimostriamo che sono sbagliati culturalmente i loro concetti, che le loro idee hanno sempre affamato nazioni, che il loro dire e ardire è solo mirato a fini prettamente poco chiari (neanche troppo) e di certo non per tutti, diciamo loro cosa significa vivere la democrazia, diciamo loro che siamo una Repubblica, utilizziamo mezzi concreti per combattere e ottenere giustizia. Abbiamo la Costituzione e la Storia dalla nostra parte.

Tutti sono bravi ad usare il politichese: “il bisogno emergente si caratterizza per la puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse, nel primario interesse della popolazione, recuperando ovvero rivalutando in un ambito territoriale omogeneo, ai diversi livelli l’annullamento di ogni ghettizzazione”.

Ora vi invito a spiegarmi che cosa significa.

Grazie Claudio

 

 

 
 
 
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Data di creazione: 03/01/2010
 

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