
...ci sono accadimenti che inevitabilmente seguono il loro percorso, momenti che, per quanto desiderati, fanno sì che anche se solo per un momento tu possa fermarti, per poi necessariamente lasciarti ripartire, ripartire più attivo di prima è un fatto obbligatorio per tenere il passo e mantenere un minimo di naturale programmazione. Ecco questo accade mentre tutto freneticamente si muove attorno, non possiamo mai fermarci realmente come si vorrebbe, sempre a sommare cose da fare e priorità che annullano altre priorità. Tutto questo per dire che tutti prima o poi fanno i conti con un trasloco, si avete capito bene un trasloco, cosa che appare banale e facile da realizzare, almeno così all'apparenza sembra essere, invece, almeno per me così non è stato, ogni oggetto, ogni libro, ogni LP o 45 giri, ogni CD o DVD, ma anche posaterie, piatti, un quadro, una stampa, ogni cosa è stato ed è ancora un momento di riflessione, un ricordo che torna, un dolore che riaffiora, certamente i più sono ricordi simpatici, teneri, credo che il masochismo per quanto latente in noi ci porti anche a tenere stipati dentro e fuori di noi molte cose, quasi che un ricordo per quanto doloroso sia stato, ogni tanto sia un bene che riaffiori, come un monito, un pegno da pagare o per sincerarsi che realmente quel dolore, piccolo o grande, sia sparito o ammortizzato da altro, la vita dona e toglie si sa’. I ricordi restano come un file perennemente aperto dentro di noi che dimentichiamo volutamente di avere, un nulla lo fa’ tornare attivo o semplicemente lo alimenta. Il lento riempire di scatole che andranno portate altrove è un esercizio complesso e faticoso, un lavoro che impegna oltremodo la mente e il cuore, donando momenti di riflessione che a cercarli difficilmente accadono, lo stupore nel vedere quante cose ci trasciniamo è incredibile, armadi con vestiti riposti perché convinti di non modificare mai il nostro fisico, magliette, pantaloni, giacche, cappotti, intimo, che fa la sua bella presenza e compatta armadi cassetti e spazi, che non bastano mai per il nuovo, ma appaiono e si creano automaticamente. Incastri che riusciamo a fare pur di mantenere, con l'alibi del potrà essermi ancora utile, vivo qualcosa che inesorabilmente passa e ci modifica: il corpo. Un trasloco è un ammasso di pensieri, il tornare a visionare il nostro passato con degli album musicali, con delle fotografie sbiadite di vacanze svolte in posti dimenticati, persone che erano e ora non sono più, persone ridenti e giocose che hanno condiviso momenti e passaggi di un vissuto che modificandoci è stato. Basta anche un suppellettile, una pietra, una maglietta, un quadro mai appeso, delle valigie, delle cartoline, una conchiglia, una pallina, una racchetta, affinché il processo di inscatolamento rallenti e segua un percorso diverso, facendoti arrivare all'annoso dilemma: la tengo o la butto? E' terribile e obbligato questo bivio, siamo così ancorati a ciò che abbiamo di materiale, dimenticando quanto potremmo essere più belli e sensibili tenendo l'essenziale, cambiando, consapevoli di cambiare taglia, cambiare modo di fare, cambiando il nostro carattere e quindi il nostro modo di approcciarci alle esigenze. Un trasloco con tutto il suo carico di bivi e scelte, andrebbe fatto dentro di noi spesso. Trascinarci dietro per anni cose che poi sappiamo butteremo via, serve decisamente a poco, non dico che si debba essere necessariamente minimalisti, più decisi e razionali…. però si.
Inviato da: mariselene
il 18/05/2012 alle 17:55
Inviato da: mariselene
il 22/04/2012 alle 16:37
Inviato da: mariselene
il 15/09/2011 alle 20:10
Inviato da: luste.ig
il 02/08/2010 alle 13:43
Inviato da: luste.ig
il 02/08/2010 alle 13:39