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Creato da screamssj84 il 22/11/2014
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E comunque non abbiamo finito di elaborare i traumi collettivi del Periodo Covid, che sono stati enormi ed ho anche paura a nominarli: le morti tragiche di persone, persone che subiscono ancora le conseguenze del Long Covid, persone che hanno avuto traumi psicologici e lesioni varie. In quel periodo la conta dei tumori è aumentata, perché le persone non andavano a fare i controlli giusti in tempo. Quello che è successo ha portato all'aumento delle materie prime ed alla shrikflation, cosa che adesso persiste anche di più. Poi il resto: ci sono state le guerre, quella tra Ukraina e Russia, non è proprio dovuta al Covid, ma si è degnata di segnare di più la divisione tra le persone, il 7 ottobre con Israele e Palestina ed adesso l'Iran. Ho fatto bene a spegnere temporaneamente Facebook. Nel periodo Covid ho smesso di vedere sempre il tg perché mandava il cervello in modalità allarme, il problema è che io non riesca più a disinnescarla e ci si abitua a considerare gli altri ed il loro dominio come nemici. E' stato un trauma collettivo, cerchi d'essere resiliente e fallisci, cosa potrei dire?
In questi giorni è cominciata un'altra guerra, un altro indizio sul fatto che Dio forse non esiste o peggio ancora è indifferente a tutto questo...
Pensavo che il mondo fosse un posto triste, ma se non c'è un Dio allora tutto, dico tutto è vietato, perché non esiste in primis la linea tra il giusto ed lo sbagliato, tra il male ed il bene, non è un caso che ho scritto male prima di bene, meditate.
Se non esiste un Dio ed è tutto vietato vuol dire che la mente umana è innanzitutto perversa, se non esiste un Dio ed è tutto vietato vuol dire che non esiste nemmeno la capacità di riconoscere i propri errori ed essere perdonati per questo, ma soprattutto là fuori stanno morendo per nulla, non per 72 vergini, il clima migliore e le squille di lusso, perché nemmeno ne goderanno del Servizio,eh...
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Ricordo in un non precisato speciale dei Simpson che Moe affermava che per alcune persone Halloween era tutti i giorni. Non posso altro che confermarlo. Per me Halloween è tutti i giorni. Perché non mi ricordo come io sia entrato nella timeline demoniaca, ma andando in giro per la rete, ho scoperto di non essere il solo. Lo stress accumulato prima e dopo il Covid ci ha consegnato la cosa più terrificante, l'alienazione dalla realtà. Nessuno di noi poteva immaginare cosa stesse per succedere, cosa stesse succedendo e come avremmo affrontato tutto quello stress, il mondo è andato sottosopra con le nostre certezze, le paure sono aumentate,ma soprattutto niente è più stato come prima. Ci avevano proibito di usare termini come Pandemonio, ma io, da cretino che ero e che sono ancora per un periodo l'ho usato parecchio nella Pandemia ed all'epoca andavo a sbirciare cosa ne pensasse un famoso predicatore pentecostale dell'accaduto, che come il credente medio non solo è un invasato totale ma è uno psicoatico (la maggior parte dei credenti sono degli psicopatici invasati che agiscono come il loro Dio) ma soprattutto la sua assenza di tatto in un periodo in cui era necessario essere empatici anchee perché soffrivamo tutti, ha solo fatto in modo che la mia psiche tracollasse. Era impossibile non parlare di certe cose, era impossibile non vedere il dolore sbattuto come cronaca, per cui la mia psiche è degenerata di molto, ma non ì colpa del Covid, ma del fatto che tiravo da parecchio tempo e facevo finta che stesse andando tutto bene, che fosse normale calcare la mane con la mia punizione autoinflitta perché ero e sono un codardo. La verità è che ho fatto molto per quanto stessi male, non mi sono fregato delle persone che mi giudicavano strano e/omatto, stavo male, ero preso malissimo, e tiravo perché volevo arrivare al Punto di Rottura. Mi ero trascurato prima con la procrastinazione ed il divertimento e poi con una strana presa di responsabilità così da creare il macigno sisifiano che mi sono messo da solo. A volte penso che non sia Dio a punirmi, ma la mia stessa e discutibile morale. Forse questo Inferno non è solo frutto dello stress, ma anche della punizione autoinflitta e fine a sé stessa, per questo non ne riesco ad uscire di casa, mi sono autorecluso: perché provo vergogna del mio fallimento, ma il vero fallimento è smettere di provarci, di vivere, di esistere.
Un giorno morirò e già questa è una punizione giusta e sufficiente per le mie colpe, non ho bisogno di autorecludermi. Vorrei ritornare al punto iniziale cioè a ciò che successe in cui tutta l'empatia è morta, morta mano mano che avanzavamo nella nebbia del Covid, quasi fossimo sia a Raccon City che a Silent Hill ed ad aspettarci c'erano sia i mostri infetti sia Piramid Head con le sue punizioni. Ma i veri mostri erano le persone che si comportavano come tali, solo che la nostra psiche era velata dal nostro istinto di sopravvivenza e giustificavamo ciò. Quello che mi è rimasto di tutto quel periodo è una fobia sociale, una paura degli altri irrazionale perché la mente si è abituata a ragionare in termini di sopravvivenza, di vivere in uno stato d'allerta perenne. E' questa la vera emergenza, quando la mente non riesce a sganciarsi dalla modalità combatti e fuggi a tal punto da condizionare tutti i pensieri, a volte mi chiedo se riuscirò ad uscirne, ma probabilmente preferisco logorarmi sulla cosa, fin quando divento realmente pazzo... Spero che l'Empatia mi aiuti ad uscirne per tornare ad essere umano.
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Avevo visto un reel della pagina di Grattino e mi sono ricordato di una delle mie particolarità: quella di essere stato in balìa dei miei pensieri intrusivi.
Pensavo di essere l'unico ad avere certi pensieri, tipo picchiare una persona, fare un casino mentre tutti stanno zitti oppure di procurare danno a questo oppure a quella persona, oppure peggio di autoprocurarmi dei danni. Dopo aver scritto questo ho immaginato cvoi guardarmi come se fossi da ricoverare perché in preda a qualche disturbo psichico, forse qualcosa che non va potrei averlo, anche perché attualmente i miei pensieri intrusivi si sono concentrati di più verso le persone intorno a me, su pensieri che cercano di mettermi paura su catastrofi vere o presunte oppure sul fatto che io sia a rischio demenza. La paura di avere in atto una demenza è la cosa che attualmente mi sta preoccupando maggiormente, forse è quella che mi farà uscire di casa, ormai la Covid paranoia mi è quasi passata e mi sto attrezzando per l'Epidemia da virus -T, quella che renderà le persone tutte degli zombi. Devo prendere la maschera antigas con filtro su Aliexpress, non mento.
Vidi un video di psicologia sulla cosa, e l'interlocutore AI interpretava la cosa affermando che erano pensieri prodotti dalla mia mente e questi pensieri se mal interpretati, come faccio io, in quanto "vivo solo nella mia mente", potevano veramente portare a qualcosa di non buono, non soo una persona capace di imbrigliarli e renderli inocui, per cui, sì hanno prodotto nella mia vita reale i peggiori disastri, da relazioni rotte a fallimenti pre-annunciati. Solo quando, adesso, ho deciso di mollare tutto, la soluzione a quest'ultimi si è affacciata, questo succede perché non mi affido ad un servizio di psicoterapia.
Alcuni affermano che esistono perché il cervello non solo non sta mai fermo, ma incanala ciò che trova dall'esterno e lo porta verso l'interno, qualcuno l'avrà detto, qualcuno l'avrà fatto. Altri affermano che gli stessi sono la modalità con la quale il cervello testa sé stesso in termini di moralità. Nessuno prenderebbe a schiaffi una persona così d'impulso, solo che alcuni non hanno il "filtro" per fermarsi. La verità è che nessuno ha la decenza di prendersi cura della propria salute mentale, perché sono gli altri a stabilire se una persona sta bene mentalmente oppure no, sulla base delle interazioni sociali dell'individuo.
Perciò in ogni caso prenditi cura di te stesso,se ci riesci.
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E se il 2026 fosse l'anno che sancisce la mia entrata in terapia? A dirla per davvero forse andare in terapia, ma nonostante ciò, molta strada ho fatto nel guarire me stesso. Sono stati anni tragici e non mi riferisco al 2020 in più, ma dal 2013 in poi. Perché l'ultimo anno nel quale mi sono sentito leggero, nonostante gli impegni di Ingegneria. Forse perché le relazioni online avevano senso? Perché poi, nel nome del Sacro Algoritmo, è stato tutto un massacro, tra diritti fem, MRA, vaccini e la schifezza della Pandemia, che ha assorbito ben tre anni, gettandomi nell' Odio più profondo, ancora oggi abbiamo persone che non si parlano per via del "vaccino", delle restrizioni Covid e del resto. Poi i corvi hanno banchettato su quello che è rimasto: ci siamo odiati per Ucraina vs Russia, per i Morti di Gaza. A volte ho l'impressione d'essere diventato Caino, ma Caino come me ce ne sono in giro e cercano di dividere ancora. Sono stanco, l'Unico vero obiettivo che abbia mai puntato è stata la Sanità Mentale, non ho capito perché mi sia messo un'etichetta di "Malato Mentale", gli altri sono più sani di me? E se fossero loro i Malati? La terapia potrebbe stabilire questi confini, delimitare il confine di chi è sano e chi è malato, un maledetto libro, studiato in tutte le sue sfaccettature. Grazie per aver letto questo messaggio
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Ed un altro anno se ne va, nella malinconia, nel vuoto un sasso blu rotea attorno ad una stella. Non c'è nulla più di nichilistico ed assurdo di questo, essere felici che un anno se ne va e ci conduce dritti fino alla morte, alla malattia, alla tristezza infinita. E le canzoni metalcore slowed e reverbered sono la colonna giusta di questa infinita malinconia
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Potrei scrivere qualcosa tutti i santi giorni, forse avrei avuto più engagement. E' dal 2022 che ho attuato la cosiddetta "rivoluzione sessuale". Nel mio stare da solo ho esplorato cosa gradivo e cosa no, ma soprattutto perché alcune cose le consideravo tabù, oppure le considero ancora tali oggi. E per essere sicuro di andare dall'altro lato volevo scrivere i peggiori e sudici racconti erotici, perché sapevo che contrastano con veemenza la mia natura timida e naive.
Quindi avevo scritto dei titoli e da essi trarre quante più cose sudice, nella tradizione del popolo giapponese, che all'apparenza sembra timida, rigida e lavoratrice, ma nelle profondità della loro psiche si vede la vera ed oscura natura. Omicidi come quelli di Junko Furuta, che farebbero paura ad un Quentin Tarantino, oppure quelli del c****bale di Kobe oppure ancora la psiche disturbata di Yuka Takaoka fanno capire il livello di pazzia repressa di un popolo.
Ma alla fine è tutto il mondo degli umani ad essere malato e depravato, molti non hanno il coraggio di provare a compiere atti realmente raccapriccianti un po' per paura personale oppure perché frenati dalla religione. In un certo senso vado in contrasto con la teoria che ho propugnato per anni, di ciceroniana matrice, che l'uomo è buono di default, ognuno trascende una legge morale Univoca e i cattivi non sono altri che degli stupidi.
In effetti molti cattivi sono solo stupidi, i veri malvagi agiscono in contrasto con la Legge Morale, oppure ne hanno una versione distorta a cui ubbidire. Cosa mi dite, mi sbaglio? Molti miei detrattori prenderanno in considerazione l'idea che la Religione fermi questo, ma nel passato di uccisione nel nome di un dio che doveva essere assoluto ce ne sono state e come, poi ci sono gli scemi come me che pensano che Dio si scolli dal suo scranno per punire attivamente i colpevoli, ma Lui è nel suo Paradiso ed ha le sue ragioni di Vita. Poi giocherebbero la carta del "Libero Arbitrio", magari presa da UNO, non saprei. L'unica cosa ce mi viene in mente è che "Dio è nel suo Paradiso ha tutte le ragioni del mondo", quindi se vorrei scrivere dei racconti schifosi con protagonisti che fanno il peggio di sé, si arrabbierebbe sicuramente, ma me lo direbbe a fine vita.
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Nel giorno del Wrapper posso dire che quest'anno ho realmente avvertito un senso di tensione e paura quasi costante, a limite della paranoia stessa e che mi ha fatto agire nel pessimo modo possibile.
A questa cosa si è aggiunta un'adolescenziale sensazione di solitudine, incomprensione e vittimismo, che mi ha realmente trasformato in una bestia. Non è mancato il nichilismo ed il cinismo, la mancanza di un perché era divertente nei primissimi anni della Repubblica di Boombayah. Era il 2020 e non fare un cazzo era divertente, tutti a scrivere in community, chat e siti web, poi il lento inesorabile ritorno alla nuova normalità, spinoff di un mondo che era finito e nemmeno ce ne eravamo accorti, poi la solitudine dei numeri primi, o di è stato volontariamente oppure arbitrariamente lasciato indietro.
Essere lasciati indietro è la cosa più brutta quando la vita s'arresta d'improvviso e non riesce a ripartire niente. Solo e desideroso d'abbracci in un mondo che condanna la debolezza. Ma se essere fragili sia una debolezza che senso c'è a volerla sponsorizzare? Forse perché non è il colpo secco a spaccare la roccia oppure a levigarla, ma la goccia che sbatte e leviga, usando la tenacia. Le onde del mare s'infrangono nude sugli scogli determinandone la forma ed anche l'indole, ma il fragore non genera altro che una nebbia, un pochino come quella descritta nella poesia "SanMartino" di Giosué Carducci, cioé che pioviggina sale.
E così nel 6° anno dopo la caduta ci ritroviamo tutti divisi, nessuno che ricorda i bei tempi nei quali eravamo felici. Sembra che la felicità ci fosse stata strappata, ma in realtà non siamo mai stati felici in quei giorni, ci sembrano solo giorni più luminosi perché abbiamo vissuto l'ozio telematico di un mondo analogico, non ancora connesso, eppure quel mondo era vago, misterioso ed era solo una maschera che è caduta perché la colla si è seccata ed ha perso il potere adesivo.
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Domani il blog varcherà il traguardo degli undici anni. Undici anni in cui ho cercato di scrivere di tutto, fingendo che nessuno leggesse il blog, cosa che è vera in realtà. E per questo ho scritto di me stesso. Si può spezzare un ciclo, che sia negativo, in particolare, le aspettative di genitori abusanti, il bullismo dentro e fuori la famiglia, oppure dentro e fuori la scuola.
Non credo di aver avuto genitori abusanti, ma forse le cose peggiori le avrei subite nella scuola, frustrazioni scolastiche, frustrazioni sociali ed un'adolescenza passata da solo, a consolarmi, perché pensavo che stare soli facesse diventare forti, ma uno è uno sfigato introverso con tendenze che qualcuno definirebbe autistiche e passi la vita ad essere un bersaglio. Sono tante le cose che si sommarono al liceo e che esplosero prima della mia maturità, a tal punto da fare un gesto di cui mi rimangono i segni sulle braccia. Un'esplosione di rabbia incontrollata portò a questo (ho messo tanto a parlare di questo perché fu l'inizio di una serie di ferimenti che sono durati al 2015), ho passato degli anni a prendermela nei peggiori modi perché sono un diverso, un' incompreso, una delle tante macchiette che girano su questo pianeta, ma io non esco di casa da parecchio per la vergogna oramai.
La vergogna di essere diverso, da cosa poi, forse da quella ch'io chiamavo la norma? Probabilmente sì, non esco perché ho trovato simili a me e forse dovrei uscire, visto che non sono peggio di certi fenomeni da baraccone. E' questo il ciclo che devo rompere, solo rompendolo avrò quello che devo avere, non quello che cerco, perché sembra essere solo sbagliato.
Ho avuto timore a scrivere questo post, perché dovevo contare le volte che io ci avevo provato, che sono troppe, ad un certo punto ho cominciato solo a vegetare, dovevo difendere me dal mondo ed il mondo da me, quasi fossi il mostro di Frankenstein. Il mostro di Frankenstein voleva solo essere capito, ma questo mondo ha spazio solo per la crudeltà e la violenza, vedi quello che succede in giro, per cui ho cominciato a scavare la mia tana (ho scoperto che dovrei leggere Kafka) nella speranza di sentirmi compreso, cosa che è successa in parte, mi aspetta di doverne uscire, un giorno, prima che sia tardi.
Alla fine una cosa: buon compleanno blog.
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Sono passati una decina di anni dalla follia del Bataclàn ed è questo che ha segnato la mia vita, so cosa quel giorno stavo facendo. La follia della jihad per un concerto metal (o meglio hard rock in quanto "eagles of death metal" è solo un nome satirico che si sono dati), la follia per chi disse che quel giorno fossero stati abbattuti manichini (come quella che era la strage di Barcellona) o meglio che fossero figuranti che stessero mimando una strage (a che pro, vorrei sapere io).
Quel giorno stavo celebrando la voglia di cristianesimo che era diventata flebile rispetto a quando cominciai nel 2013, diventando critico e delusionale nei confronti delle credenze abramitiche. Ricordo che in questo spazio del web dimenticato abbiamo esplorato, quanto potevo, il Concetto di Dio: un concetto labile e passeggero e solo le menti realmente evolute cercano una spiegazione a questa cosa, siamo soli nell'Universo? C'è un Dio rivelato unico, ci sono molte divinità oppure c'è immanenza oppure siamo soli in un posto senza divinità, nudi, piangenti ma arroganti e supponenti.
Chi lo sa, non sono tornati a dircelo, cosa troveremmo una volta morti? Il Dio ebraico con lo Sheol (in origine era un regno dei morti senza infamia e senza lode, con la cattura da parte degli Assiri divenne un regno diviso in due, con il secondo chiamato Inferno), uno Cristiano oppure uno Musulmano? Tre persone che indicano tre divinità diverse, per le quali tre fedi uccidono opprimono ed insultano. Penso che alla fine di tutto ci sarà un concilio divino stile egizio, per cui aspettatevi una eternità con Seth nel deserto. Forse dovrei concentrarmi su chi sopravvive a queste cose perché dimostra che la resilienza esiste e non è solo un tatuaggio da sfoggiare nella moda lockdown 2020.
L'umanità lavora sempre in modi misteriosi.
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Stavo pensando di chiamare il blog "Il Diario dell'Eremita", perché è in fondo questo, altre volte non ero nemmeno riuscito a superare i tre post, con questo ho fatto diversamente, perché ho riversato i rimugini di una esistenza che naviga nel caos alla ricerca di un senso.
Un senso? Perché l'uomo deve dare un senso alle cose, alla sua esistenza, alla sua vita, quando le stelle esistono per esistere, siamo noi a dire che loro ci illuminano la via durante la notte, quando il Sole e la luna non sono presenti. Tutto esiste e la maggior parte delle volte non si chiede un perché (forse i gatti ed i cani se lo chiedo perché vivono con noi, egli altri animali hanno coscienza del sé, studi dicono di si). Nasciamo ed un giorno, booom!, ci accorgiamo della nostra esistenza, ci riempiono con frasi del "tipo è superiore agli animali", forse per dare la spinta all'autorealizzazione? L'uomo, nella sua debolezza, continua ad esistere, a spingere un peso fino a quando le forze glielo permettono e poi, questo peso cade lasciandolo lacero a terra, perché è vecchio, è solo, è senza forze. Poi d'un tratto la vita comincia ad abbandonarti, la tua coscienza finisce nel dimenticatoio pezzo dopo pezzo, solo per evitare di rimanere ansioso perché non puoi rispondere alla domanda :" Cosa ne sarà di me alla fine?".
Una vita miserabile nel dolore, nell'ingiustizia e nella disperazione, solo allietata da uno stordimento dato dalla Società, dalla tecnologia, dagli altri. Vivere è vano, noioso e miserabile, ma alla fine è anche bello, perché alla fine troveremo sempre uno scopo.
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